LOVE ACTUALLY

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"La voce fuori campo di Love Actually all'inizio del film diceva: "Quando sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all'area degli arrivi dell'aeroporto di Heathrow. È opinione generale che ormai viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d'accordo. Per me l'amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di note, ma comunque c'è: padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le Torri Gemelle, per quanto ne so, nessuna delle persone che stavano per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta, erano tutti messaggi d'amore. Io ho la strana sensazione che - se lo cerchi - l'amore davvero è dappertutto."
Ora, non sono sicura se l'amore vero esiste, ma quello che dice il narratore è vero. Oggi è primo Dicembre e qui a Londra, come sempre ci sono i nostri fantomatici 7 gradi. È una domenica fredda, lo so, ma il richiamo di un tipo di amore non mi lascerà crogiolarmi sotto le coperte calde del mio letto mentre guardo per l'ennesima volta il live di Roma dei Muse. Ieri sera mi ha telefonato Lisa, la mia amica "italiana anche lei a Londra", di cui vi ho già abbondantemente parlato in altri post del blog e mi ha costretta ad uscire questa mattina per cercare un albero di Natale. Che poi, non so cosa se ne faccia di un albero quando lei torna in Italia per le feste, ma alla fine mi sono lasciata convincere e questa mattina presa dall'euforia generale ho indossato il mio maglione natalizio e mentre scongelavo Santa Mariah Carey e San Michael Bublé, mi sono preparata una tazza di caffè americano (sì, finalmente è arrivata la macchinetta, ma non vi consiglierò quel sito che mi ha fatto buttare il sangue) che sto bevendo adesso davanti al PC, al posto di sistemarmi per uscire. Dovrei comprare anche degli addobbi decenti visto che non ho mai festeggiato il Natale qui a Londra. Quindi, vi consiglio (anzi vi obbligo) a consigliarmi qualche posto in cui spendere il mio stipendio fresco fresco. Come sempre ho perso il filo del discorso, ma quello che volevo dirvi è che non necessariamente l'amore è rappresentato da un uomo (lo so, non dovrei essere io a dire questa cosa, ma un uomo ha permesso a questo blog di nascere e soprattutto di raccontarvi tutte le sfighe e i casi umani apparsi sul mio percorso). L'amore è anche un'amica che vi chiama con la scusa di comprare addobbi, qualcuno che non sentite da tanto, la mamma che prepara il vostro piatto preferito o il papà che finalmente vi sistema la mensola della camera a cui lo chiedevate da mesi. Detto ciò, ora scappo. Vi aggiornerò poi sui social se ne uscirò viva.
Vostra, Chapeau Noir."

Non capirò mai perché continuo a firmarmi come "Chapeau Noir" quando ormai tutti conoscono il mio nome, ma sarà che sono nata con quel nome che sono riuscita a cucirmi meravigliosamente bene addosso che, firmarmi come Tosca sarebbe come attentare ad una parte di me. Che poi anche Tosca è una parte di me, ma questi sono dettagli che alle nove del mattino non sono proprio da discutere a meno che non siano stati segnati in agenda almeno un mese fa.
Nonostante la maestria nello scrivere quasi decentemente gli articoli per il blog, spesso, ciò che scrivo e ciò che penso fanno a pugni nella mia testa come in questo momento: di uscire per cercare un albero e degli addobbi non è quello che avevo immaginato per la domenica mattina, ma alla fine mi sono lasciata trasportare dal buonumore di Lisa e forse anche dal fatto che non riesco mai a dire di no. Non sono pronta ad affrontare il mese di Dicembre, i messaggi carini che ti arrivano sempre e solo in prossimità del 25 Dicembre e che, nel caso salvi la chat, diventa una cosa decisamente comica quando gli unici messaggi sono "Auguri di buon Natale a te e famiglia!" dal 2011. Draco continua ad appoggiarmi le zampe sulle gambe, evidentemente anche lui vuole buttarmi fuori di casa e infiltrarsi in tutti i posti che gli ho insegnato essere "off limits" o semplicemente perché vuole farmi fare un albero che distruggerà un giorno sì e l'altro pure. Mi alzo, lascio la tazza nel lavabo e mi fiondo in camera. Vorrei indossare qualcosa di colorato, seguendo il principio dell'armocromia che mi ha buttata nella categoria "inverno", ma Lisa sarà qui tra trenta minuti e alla fine proprio perché solo felice di uscire opto per il nero. È incredibile come il nero vada bene per tutto:
Vuoi uscire e non sembrare una palla da discoteca? Nero.
Occasione importante: decisamente nero e poi metterò degli accessori che daranno un po' di colore.
Matrimonio? Vado di nero che è elegante e non guasta mai. Anche se il nero rientra nella categoria "colori da non indossare ai matrimoni", ma dettagli.
Appuntamento di lavoro? Metto il nero: sono a mio agio e posso dare una buona impressione al mio interlocutore. E potrei continuare per ore, ma decisamente non è questo, come già detto, il momento giusto. I "Mumford & Sons" buttano fuori "Monster" e la tentazione di lasciare l'eyeliner sul mobile del bagno è forte, ma no: oggi, 1 Dicembre 2019 Tosca Mancini, alias Chapeau Noir, residente a Londra da quattro lunghissimi anni vincerà sulla sua pigrizia cronica.

Quando ho detto che avrei vinto sulla pigrizia non avevo messo in conto il gelido freddo londinese e soprattutto il costante ritardo di Lisa. Dopo essermi preparata sono uscita di casa perché qui non è possibile sostare e per evitare gatte da pelare alla mia amica, in questo momento vorrei rientrare in casa, far arrivare Lisa sotto casa e starmene dieci minuti in casa a sbadigliare al costo di scendere. Ne approfitto per tirar fuori dalla borsa una sigaretta e quando sono pronta ad aspirare il terzo tiro, la sua macchina parcheggia sotto casa.
"Forza sali! Non farmi beccare una multa per una sigaretta!", esclama abbassando il finestrino e incitandomi a salire.
"Te lo puoi scordare: prima finisco, poi salgo. Sono qui fuori da quindici minuti e dire che Jack Dawson se la passasse meglio di me a bordo della zattera, è poco."
"Jack non è mai salito su quella zattera! Maledetta Rose.", esclama con fare teatrale.
Alzo gli occhi al cielo, cicco la sigaretta nel posacenere posto sopra il cestino della spazzatura e poi salgo.
Lisa mi strapazza per poi obbligarmi a mettere la cintura.
"Il mio ritardo è a causa tua."
"Ci conosciamo da anni, ma questa è la cazzata più grande inventata finora."
"Ho letto il post del tuo blog, Chapeau Noir.", mi apostrofa con il nome del mio blog.
"Potevi leggerlo stasera.", ribatto cambiando la stazione della radio perché sopportare Jay Johnson che saluta tutti con un "Bonjour à tous!" con il suo accento fintissimo e la forte calata britannica è troppo anche per me.
"No! Perché hai cambiato?", urla Lisa.
"Non tollero Jay durante l'arco della giornata, ma la domenica mattina è qualcosa di deleterio."
"Secondo me sbagli. È carino il fatto che ogni domenica mattina dia il "buongiorno" in una lingua diversa!"
"Stendiamo un velo pietoso per carità. Dove mi porti?"
"Pensavo di fare un salto ai grandi magazzini, comprare un po' di cose e poi pranzare fuori."
"Ho già detto che amo la tua organizzazione?"
"Sempre. E comunque grazie per quello che hai scritto. Apprezzo davvero."
"Solo verità per te e per chi mi legge."

La cosa bella e decisamente poco bella per i miei nervi è che allo scoccare del 1 Dicembre, anche se già Londra conta 8'825'000 abitanti (grazie Wikipedia), i grandi magazzini sono presi d'assalto da tipo il triplo della popolazione, e mentre continuo a lamentarmi come sono solita fare, Lisa ha già riempito il suo carrello, mentre il mio è decisamente vuoto. Vorrei avere il suo stesso modo impeccabile di scegliere le cose, ma quando si nasce sotto il segno dell'indecisione, anche un albero di Natale diventa un'impresa titanica.
Rosso e oro? L'ho fatto per una vita quando vivevo in Italia.
Argento e blu? Stona con l'arredamento del mio appartamento.
Multicolori? Anche no. Sempre odiato.
"Hai almeno deciso la dimensione dell'albero?", chiede esasperata.
"Già è difficile indovinare la taglia dei vestiti, figurati la taglia dell'albero. Però ne vorrei uno grande, ampio, come quelli che vedi su Pinterest. Quelli così belli da sembrare finti."
"Vedi, ti stai sciogliendo! Comunque, iniziamo da quello allora!"
"Si, ma scordati di vedermi trascinare l'albero in giro per Londra come quella pazza di Bridget Jones.", termino.
"Peccato, sarebbe stata una bella scena da riprendere e mandare alle tue lettrici."
"Smettila."

BUONGIORNO/BUONASERA A TUTTE!
Dopo un anno sono tornata in mezzo a voi con qualcosa di nuovo.
Nuovo in tutti i sensi: non ho mai scritto in prima persona e soprattutto non ho mai scritto del Natale nel periodo natalizio.
Non so dove questa storia mi porterà, ma sentivo la necessità di scriverla e condividerla con voi.
Spero vi piaccia.
Come sempre mi trovate anche su Instagram come namelessraffawattpad dove scrivo poco, ma leggo sempre.
Un bacio😘 e ci vediamo al prossimo capitolo!❤️

CHAPEAU NOIR.Where stories live. Discover now