Prologo

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In questa storia, che sarà un crossover in minima parte con l'universo di Godzilla, gli eroi più potenti della Terra ( e oltre ) si ritroveranno costretti a combattere contro l'acerrimo nemico del sauro radioattivo più famoso nella storia del cinema.
King Ghidorah ( noto anche come Il Re Del Terrore ) è il Galactus de facto dei monster movie, una creatura che vaga di pianeta in pianeta per nutrirsi della forza vitale dei suoi abitanti, un villain che farebbe sembrare il Thanos MCU una minaccia di poco conto. Per tale motivo, TUTTI gli eroi di questo universo cinematografico saranno costretti a riunirsi ancora una volta per fermarlo.
Il King Ghidorah di questa storia avrà l'aspetto della controparte che apparirà nell'imminente Godzilla : King Of The Monsters ( qui potete vederlo in azione : ) ma i suoi poteri saranno un mix di tutte le versioni comparse nei film di Mothra e Godzilla. Inoltre, sarà in grado di parlare.
Nella trilogia di Mothra e in quella anime di Godzilla era in grado di comunicare con la telepatia, qui avrà proprio una parlata alla Smaug, a cui mi sono ispirato per lo stile dialettico ( immagivatevelo con la voce di Luca Ward ). Sarà l'unico personaggio di Godzilla a comparire.

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" Mostro è un termine relativo. Per un canarino un gatto è un mostro. Noi siamo solo abituati ad essere il gatto"

( Dr Henry Wu – Jurassic World )

La nuvola era sorta direttamente dalla baia di New York, giungendo così in fretta, piccola e rabbiosa, che molte persone non ebbero nemmeno il tempo di issare gli ombrelli al cielo.
I piccioni cominciarono a trovare rifugio negli anfratti dei grattacieli, come se fossero stati investiti da una vampata, mentre tutta la città fu invasa da una fosca disperazione e dal sopraggiungere del vento.
E poi venne la pioggia. Una pioggia cupa e pesante, come avevano predetto i meteorologi.
Cominciò a battere sulle piccole case di Hell's Kitchen, che aumentavano di valore ogni giorno di più. Offuscò i tetti di tegole rosse di Harlem, infangando i viali alberati del quartiere.
Sulla costa, onde d'argento fuso si incresparono e si mischiarono nella tempesta settembrina.
I ponti della città sembrarono levitare, e New York cominciò a galleggiare come una fortezza nascosta nella nebbia.
La pioggia schiacciò le piante di fior di vetro che orlavano i prati delle grandi società, facendo scintillare Central Park.
Il mondo era prolifico, i mercati in espansione, mentre le piscine rischiavano di traboccare e le colline fulve sembravano già più verdi.
Come il denaro, la pioggia arrivò in una valanga, avvolgendo la baia, deliziando i meteorologi che l'avevano preannunciata, superando ogni previsione, saturando l'aria e facendo calare sul cimitero una gigantesca mano fantasma. Quasi come se volesse annunciare con prepotenza la fine di un'era.
Perché quel giorno segnava il primo anniversario della morte di Anthony Stark, alias Iron Man, fondatore degli Avengers, uccisore di Thanos...salvatore dell'Universo stesso.
Per molti anni, dall'alto del loro Olimpo, gli Avengers avevano tentato esorcizzare le paure più profonde con cui tutti gli umani erano costretti a confrontarsi quotidianamente, in un mondo che in meno di una generazione era riuscito a rendere i suoi abitanti più fragili ed insicuri, costringendoli ad indossare una corazza.
Tony Stark era forse stato il più influente tra tutti loro.
Un uomo senza super poteri, un ricco borghese figlio d'arte baciato dalla fortuna di essere cresciuto in un ambiente stimolante e protetto, come molti rampolli eredi di fortune milionarie.
Cosa aveva reso Tony Stark un supereroe universlae come Iron Man? Le sue scelte.
Tony Stark, proprio come un moderno Ulisse, aveva sempre cercato di spingere oltre i propri limiti la sua intelligenza, sfruttando al massimo l'enorme patrimonio di famiglia, perché da positivista aveva sempre avuto l'ambizione di salvare il mondo che lo circondava.
In un'epoca in cui la tecnologia era riuscita ad ammaliare ogni essere umano, anche nei nuovi modelli di vita sociale indubbiamente più poveri, il paladino conosciuto come Iron Man aveva sempre tracciato il profilo di un pioniere delle nuove possibilità tecnologiche, convinto che il mondo potesse offrire a tutti democraticamente le stesse opportunità, proprio con la diffusione capillare dei ritrovati di una nuova rivoluzione scientifica che lo vedeva come un generoso Prometeo del ventunesimo secolo.
In molti erano accorsi al cimitero delimitante Central Park, per rendere omaggio alla memoria dell'uomo.
Sull'altare costruito per l'occasione, di fronte all'immensa folla riunita per l'elogio, spiccavano un totale di quindici figure ben distinte, affiancate da una foto a grandezza naturale di Tony Stark in persona.
Tutti conoscevano quegli individui dall'aspetto bizzarro.
Ormai vi erano supereroi sparsi in tutto il mondo, ma quei quindici? Erano ritenuti migliori in assoluto.
Non perché erano i più potenti, e infatti non lo erano. Non tutti, almeno. E non solo perché erano stati i primi. Ma perché erano speciali. L'avevano dimostrato più e più volte.
Avevano fatto scelte difficili, avevano dato l'esempio, facendo ciò che era giusto, non ciò che era più facile. E alla fine erano arrivati sempre in cima, salvando ogni uomo, donna o bambino dell'universo dalla minaccia di un folle.
Avevano molti nomi, ma ognuno di loro era conosciuto con il proprio appellativo.
Capitan America, il primo Vendicatore, ormai ritiratosi dall'azione per trascorrere una vita tranquilla. Spiderman, l'uomo dotato delle capacità di un ragno. Il Dottor Strange, lo stregone supremo. Hulk, l'uomo più forte sulla terra. Capitan Marvel, l'eroina giunta dallo spazio. Wanda Maximoff, la Scarlett Witch. War Machine, il braccio destro di Iron Man. Falcon, l'erede di Capitan America. Bucky Burns, il lupo bianco. Pantera Nera, il re di Wakanda. Clint Burton, noto ai più come Occhio di Falco. I coniugi Scott e Hope Lang, conosciuti come Antman e Wasp. Per non parlare dei loro predecessori, Hank e Janet Pym.
Tutti giunti in quel cimitero per ricordare un amico...un compagno di squadra...un leader...e un salvatore.
Allo scoccare di mezzogiorno, scese sul palco il sindaco di New York, James Erbert, un uomo basso e tarchiato, con il volto segnato dal tempo e le orecchie da topo. Era stato eletto tre anni dopo lo schioccò causato da Thanos, quando gli Stati Uniti avevano cominciato a mostrare i primi segni di ripresa economica.
Si fermò di fronte al microfono posto sulla piattaforma e compì un paio di colpi di tosse.
<< In un'epoca in cui il cinismo era un'epidemia globale, Tony Strak ci ha dato qualcosa di cui andare fieri, un sogno a cui non dobbiamo permettersi di spegnersi >> cominciò con tono calmo e solenne. << Una nazione si fonda sullo spirito del suo popolo. La prova della grandezza di una nazione è la coesione dei suoi cittadini in tempi di crisi. I soli limiti a quel che possiamo raggiungere sono i limiti che diamo alle nostre speranze >>
Detto questo, girò brevemente la testa in direzione del ritratto posto sul palco.
<< Un anno fa, quest'uomo ci ha voluto ricordare la grandiosità delle nostre speranze. C'è stato un momento, ma parlo di secoli fa, in cui eravamo tutti un solo popolo. Tutti noi speravamo, ci sentivamo tutti un po' più fieri e un po' più grandi. Provavamo tutti gli stessi timori e lo stesso entusiasmo >> continuò, gli occhi fissi sulla folla. << Quest'uomo ci ha fatto sentire uniti, ci ha fatto capire che non ci sono obiettivi che non possiamo raggiungere se ci manterremo uniti. Non esistono parole adeguate per esprimere la nostra gratitudine a Tony Stark. Però...possiamo onorare la sua memoria>>.
Indietreggiò di alcuni passi e fece cenno a qualcuno tra gli spettatori di avvicinarsi.
Molte persone trattennero il fiato, mentre una giovane donna dai lunghi capelli rossi e dal lungo abito nero cominciò a camminare verso il palco, accompagnata da una bambina che non poteva essere più vecchia di sei anni.
Costei era Pepper Potts, moglie di Tony Stark e madre di Morgan Stark, figlia dell'omonimo Avenger.
Il sindaco si fece da parte, mentre la vedova prese posto di fronte al microfono e, con gli occhi leggermente bagnati dalle lacrime, iniziò dicendo : << Vi sono grata di essere qui oggi, per ricordare mio marito. Tutti noi siamo addolorati per la perdita di un grande uomo...e un padre altrettanto meraviglioso >>
Strinse brevemente la mano della figlia, mentre questa volgeva alla madre un sorriso triste.
Si udirono alcuni singhiozzi dalla folla, ma Pepper non sembrò badarci e riprese a parlare.
<< Ma siamo qui anche perché abbiamo ricevuto un dono prezioso. Noi...tutti noi, abbiamo avuto il privilegio di vivere una vita in cui Tony Stark era presente >> disse con un sorriso rivolto al resto dei Vendicatori. << Colui che era conosciuto come Iron Man possedeva molte doti straordinarie, e le ha usate per la nostra salvezza. Nessuna di queste qualità merita di essere ricordata più della sua incredibile abilità di riconoscere il prossimo nel momento del bisogno, e il suo incrollabile coraggio nel dare loro aiuto, indipendentemente dal prezzo da pagare >>
La donna trattenne un sussulto, sbattendo le palpebre e afferrando saldamento il microfono.
Era visibilmente turbata, ma nessuno tentò di avvicinarsi a lei. Era una persona orgogliosa, e lo sapevano tutti.
Poi, dopo quello che sembrò un tempo interminabile, Pepper prese un paio di respiri calmanti e volse nuovamente la propria attenzione nei confronti dei cittadini raccolti.
<< Dobbiamo sforzarci di accettare la sua perdita...e andare avanti. È un comportamento che tutti noi dobbiamo a Tony Stark, l'uomo che ci ha insegnato cosa voglia dire essere eroi >> sussurrò, mentre allungava una mano in direzione della folla.
<< Oggi vedo una magnifica città e uno splendido popolo sollevarsi da questo abisso. Vedo le vite per le quali ha sacrificato la sua, pacifiche, utili...prospere e felici >>
E dopo aver pronunciato tali parole, con il cuore pesante e il volto bagnato dalle lacrime, posò lo sguardo sulla foto che ritraeva il marito ormai defunto.
Volse al fantasma dell'amato un ultimo sorriso, immaginandoselo affianco ancora una volta, con quell'espressione fiduciosa mista ad arroganza, eppure colma di pentimento e amore per il prossimo.
<< Tony Stark ci lascia con una profonda lezione >> disse con determinazione ritrovata, girandosi verso gli spettatori rapiti. << Ognuno di noi deve provare a crescere...per diventare una sorta di Iron Man. Tutti, per lo meno, ci possiamo provare. Grazie al coraggio di saper affrontare le scelte più ambiziose e spingendoci sempre al massimo. Senza dimenticarci, comunque, di dover indossare una solida corazza per lasciarci proteggere, ma non perdendo mai il solare entusiasmo di chi vuole cambiare il mondo partendo dalla sfida più dura: migliorare...noi stessi >>.

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Avengers : The King of TerrorStories to obsess over. Discover now