carosello || taegi

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taehyung, te lo dovevi proprio prendere il mio cuore di zucchero filato? perché l'hai fatto? sapevi che non sarei stato capace di riprenderlo. quando ti ho conosciuto sono salito su questo carosello, insieme a tante altre persone, e mi hai legato le mani all'asta con un fazzoletto di seta. poi ti sei messo a guardare tutte le tue vittime, con con un sorriso soddisfatto su quelle labbra perfette. e abbiamo iniziato a girare, ancora una volta. erano divertenti, i primi giri. urlarti qualcosa di stupido quando ti passavo davanti, e sentire le uova che le farfalle dei tuoi occhi avevano deposto nelle mie viscere schiudersi quando sorridevi. e rimanevo a fissarti, finché i nostri premi ci oscillavano vicino alla testa, e i più fortunati riuscivano a prendere qualcosina. puntavano tutti al ''big prize'', il tuo amore. ma riuscivano ad arrivare solo a cose più piccole, un abbraccio, uno sguardo, un sorriso. io non riuscivo mai a prendere nulla perché tu, crudelmente, mi avevi legato le mani più in basso degli altri con quel fazzoletto di seta rossa. era divertente, finché non mi sono innamorato. dovevi sapere che non avrei mai avuto il coraggio di dirtelo, forse ecco perché hai deciso di divertirti con me. ogni tanto mi regalavi qualche sguardo o sorriso gratis, e io subito a girare la testa, con il poco sangue che mi restava in corpo che si trasferiva nelle guance. e tu ridevi di gusto. ogni tanto fermavi la giostra, per lasciarci vomitare sentimenti l'uno addosso all'altro, e poi la facevi ripartire. giro dopo giro le mie occhiaie si facevano più evidenti, le mie costole diventavano più visibili, e tu ridevi ancora un po'. sarei voluto tanto scendere, ma avevo comprato un biglietto, e non potevo più tornare indietro. non sapevo se sarei mai riuscito ad arrivare al tuo amore, basso com'ero, ma ero salito comunque. ogni tanto la colla di qualche sedile si seccava, qualcuno scappava con te per qualche ora, e i gemiti si sentivano fino al carosello, facendoci piangere ancora un po'. quando tornavi avevi un'altra vittima tra le braccia. a me, però, non era mai capitato. la colla che mi legava a quel cavallo di fibra di vetro era più forte di me. e stavo in silenzio, ma tu mi avevi comunque messo un bavaglio. e si stringeva a ogni giro, lasciandomi senza fiato. e io piangevo, quando per magia non c'eri, ma capitava di rado. finché non mi ritrovai da solo sul carosello, la mia colla sempre robusta. e tu risi, guardandomi e alzandoti dalla tua sedia. ricordo ancora le tue parole. ''resta a marcire qui dentro, min yoongi'' avevi detto, prima di uscire dalla stanza e spegnere la luce. e mentre il fantasma della tua voce si dissolveva nell'aria, la musica di un carillon diventava sempre più forte.

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