Ci sono tanti tipi di persone, ognuno ha così tante sfaccettature di sé che sarebbe stupido suddividere la popolazione in due parti, o anche tre. Se sapete qualcosa dell'insiemistica, beh, allora sapreste che io potrò far parte del gruppo delle persone pazienti, ma posso benissimo far parte anche degli schietti, così come dei mori e tanto altro.
La verità è che non posso iniziare a raccontarvi la mia storia, quello che ho imparato da questa avventura e quello che ho provato durante essa semplicemente dicendo che ci sono coloro che i problemi li affrontano fin da subito e coloro che scappano. Perché non è così.
Io sono Murphy Scott, sono scappata dai miei problemi, ma poi ho capito qualcosa che, non facendolo, probabilmente nemmeno mi sarebbe passata di mente e sono tornata indietro per affrontarli. Io, tra i due insiemi, sarei nel mezzo.
Ora, tutto è iniziato quando è nata mia sorella minore, la più piccola, Mackinley. Prima eravamo solo io e la maggiore, Karissa. Prima io ero la più piccola, ma quando lei è arrivata non sono stata altro che la sorella di mezzo.
Non ce l'ho con lei, sia chiaro, nemmeno con i miei genitori per averla concepita, ci vogliamo molto bene.
Stavo dicendo, dunque, di essere nel mezzo. Niente di male direte, il problema infatti è arrivato più avanti, con l'inizio delle elementari: a circa metà dei bambini che conoscevo, piacevo e quindi giocavano con me, mentre l'altra metà-circa mi ignorava. Alle medie, quando i voti iniziano ad avere quel minimo di importanza, i miei voti erano medi, come lo sono tutt'ora.
Mai stata popolare, mai stata sfigata. Mai stata troppo alta o troppo bassa. Mai stata desiderata, ma nemmeno snobbata. Mai stata definita bella o brutta, solo nella media. Gli amici? Beh, mai stata sola, ma nemmeno circondata da persone che tengono a me. Qualcuno con cui uscire, con cui parlare del più e del meno, qualcuno da salutare mentre vi incrociate per strada. Niente di più, niente di meno.
Un bel giorno, però, ho incontrato un ragazzo di Stillwater, appena trasferitosi nella mia città, Cambridge. Non quella colta e inglese, ovviamente, ci troviamo ancora nel Minnesota.
Avevamo 14 e 15 anni, lui aveva perso un anno di scuola per via dei viaggi lavorativi dei genitori, perciò quasi tutti i nostri corsi erano uguali, essendo allo stesso anno. Quell'idiota di Jonah se ne stava in mezzo alla neve la prima volta che ci incontrammo, aveva un berretto di lana a coprirgli il frontone che si ritrova, la chitarra fra le mani mezze congelate e lui cantava, cantava come se non si trovasse fuori da un supermercato a -2°C.
Fu quello a colpirmi, certo, un ragazzo del Minnesota è abituato ai freddi e nevosi inverni, ma lui non aveva guanti e nemmeno un giubbotto, solo questo giaccone di lana della squadra di hockey della sua vecchia scuola.
Ricordo che rimasi ad ascoltarlo per qualche minuto, stretta nel mio piumino, con la gola ben coperta da una sciarpa, le mani fasciate dai guanti ben nascoste nelle tasche ed un beanie di lana che ho tutt'ora. Alcune canzoni erano famose, altre un po' meno, alcune, scoprii poi, erano addirittura sue e, ogni nota che usciva dalla sua bocca, riusciva ad esprimere emozioni sempre più forti e dirette, pronte a colpirti.
Entrai al centro commerciale, quando in realtà ero solo di passaggio, per comprare questo bicchiere maxi di cioccolata calda da portar via e uscii, avvicinandomi a lui una volta finita una delle sue canzoni, porgendogli poi ciò che avevo comprato.
«Devi avere freddo...» mormorai sorridendo appena.
Un sorriso da parte del ragazzo non tardò ad arrivare.
«Oh sì, ma mi scaldo cantando, non ti preoccupare.»
A quella risposta inarcai un sopracciglio.
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NEXT STOP: End Of The World ||Ashton Irwin||
FanfictionMurphy Scott è una ragazza nella media, né bella né brutta, né alta né bassa, né magra né grassa, né sorella minore né sorella maggiore. Ashton Irwin è il classico ragazzo della porta accanto, peccato che non sempre tutto sia perfetto come sembra. C...
