Stephan
Decidere di trasferirsi letteralmente dall'altra parte del mondo per Stephan non era stata una decisione facile da prendere, era stato combattuto fino alla fine per poi cedere solo quando aveva capito di non poter fare più nulla per restare nella capitale italiana.
Non avrebbe mai pensato di ritrovarsi, a soli 26 anni, fuori dai campionati più competitivi e di dover rinunciare alla nazionale.
La prospettiva di fare una nuova esperienza, l'insistenza della squadra cinese e soprattutto la cospicua somma di denaro che avrebbe ricevuto erano stati fondamentali nella decisione.
All'inizio era stato abbastanza facile, era piena estate quando si era trasferito ed i suoi amici lo avevano supportato andandolo a trovare spesso ma con il passare del tempo si era reso conto dell'enorme sbaglio che aveva fatto.
In squadra erano tutti gentili ma il vero problema arrivava nel
momento in cui le poche ore di allenamento finivano e lui si ritrovava spesso solo, in una città dove non conosceva praticamente nessuno, dove le persone erano troppo ossessionate dal lavoro per avere rapporti umani e dove tutti parlavano solo il mandarino e l'inglese.
Proprio in uno dei momenti di sconforto in cui lui aveva deciso di uscire in piena notte per vedere almeno dei visi diversi dal suo riflesso e quelli dei suoi compagni.
Mentre passeggiava per le strade adiacenti al grattacielo in cui abitava sentì una donna urlare , si girò immediatamente e si bloccò: non vedeva una donna così bella da tempo, aveva un corpo molto formoso tipico della donna mediterranea, capelli molto scuri e occhi color ghiaccio.
Elisa
L'unica cosa che aveva portato Elisa in quella città così diversa era l'amore che provava per la sua famiglia e il valore che l'azienda aveva per loro
Elisa era nata a Milano, dove i suoi genitori ed i suoi nonni si erano trasferiti dal loro paesino di Caserta dopo il boom economico.
Proprio lì loro avevano creato la loro piccola impresa familiare che con gli anni era diventata una vera e propria azienda che dava lavoro a più di 40 famiglie; o almeno fino alla crisi di una decina di anni prima.
Durante quest'ultima dovettero infatti prendere la dolorosa decisione di cedere il 60% dell'azienda ad un impresario cinese che però con il tempo si era rivelato un truffatore che aveva mandato l'azienda in fallimento e suo nonno e suo padre in bancarotta, per non parlare delle 40 famiglie ritrovatosi da un giorno all'altro senza lavoro.
Da quel giorno erano passati esattamente 8 anni, Elisa era cresciuta ed aveva ormai 29 anni, si era laureata con i pochi risparmi che le erano rimasti con l'obiettivo di riuscire a risolvere la situazione e riprendere le redini della sua azienda
Quella sera era uscita di corsa dal suo appartamento misero perché aveva trovato un dettaglio nel contratto firmato dall'impostore che aveva aperto uno spiraglio ed aveva deciso di uscire per liberare un po' la mente.
Quando però si ritrovò in strada in un millesimo di secondo si pentì di essere uscita: Shanghai era una città bellissima ma essendo una metropoli c'era anche molta criminalità e infatti proprio in quel momento si era ritrovata un coltello alla gola, era così terrorizzata che non riuscì neanche ad urlare, l'uomo le prese velocemente il telefono e la borsa e la spinse a terra allontanandosi velocemente e lei finalmente potè urlare e chiedere aiuto, dopo pochi secondi scorse una figura che si avvicinava a lei velocemente e restò sorpresa nel vedere un ragazzo non asiatico che in un inglese non perfetto le parlò
Angolo autrice
Ciao a tutte, so che le storie su Stephan sono meno apprezzate ma spero che possa piacervi comunque.
Vi avviso che non sarà una storia molto lunga (più o meno quanto la storia su Fede, se non più piccola ancora)
Ovviamente è scontato dire che Stephan della storia non è Stephan della realtà, nella storia lui si è pentito di essere andato in cina, nella realtà non posso saperlo.
KAMU SEDANG MEMBACA
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