Camminava silenzioso nella neve. Un uomo vestito color della notte, la testa china e il viso spento camminava per i boulevard parigini in una notte di quel gelido inverno del 1875.
Era l'ora popolata dai gatti randagi e dagli ubriaconi. Ma a James non sembrava importare e continuava a camminare, fino al Petit-Pont, il piccolo ponte parigino vicino alla loro vecchia villa.
Ci andavano tutte le sere, all'ora popolata dai gatti randagi e dagli ubriaconi. James ricordava ogni dettaglio. Il punto esatto in cui erano soliti fermarsi a guardare la luna alta in cielo, il braccio di lei intrecciato al suo per sorreggersi e lui che si appoggiava al bastone di castagno mentre lei recitava la poesia sulla luna che aveva scritto e che a lui tanto piaceva
Fermi su questo ponte
Con i nasi all'insù
Guardiamo la tua luce
E un giorno guarderemo dalla luna
Le luci del ponte
Come guardavamo le stelle
E quando arrivava il venticello d'aria fresca che sembrava il pianto del bimbo a casa che li chiamava e li svegliava dal torpore, si guardavano e lei, con le guance color ciliegia e gli occhi smeraldo diceva:
-È ora di andare-
E con la stessa calma con cui erano arrivati tornavano a casa.
Tornava in quello stesso punto tutte le sere, all'ora dei gatti randagi e degli ubriaconi, ma da solo.
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All'ombra di un faggio
Historical FictionJames Cook è un arricchito inglese che, dopo la morte del padre, eredita tutto il suo patrimonio. Decide di trasferirsi a Parigi con la madre e la sorella. Durante il viaggio incontra una giovane dama disposta a sposarlo, ma il destino gioca le sue...
