Portai la mano davanti la bocca per trattenere l'ennesimo sbadiglio.
Guidavo da ben 8 ore, direzione? Greendale, paesino molto particolare.
Tutti i paesi lì lo erano, in quella zona Americana ormai guidata dalla mafia.
Che merda, lo pensavo ogni giorno.
Eppure sono nata con un obiettivo e devo portarlo a termine, perché secondo voi, chi ha speranza di redimersi?
Nessuno, ve lo dico io.
Chiusi gli occhi, pensai al giorno precedente, a quando dopo anni di ricerca i Bears mi hanno trovata e cercato di uccidermi.
Ne ho uccisi 4, uno mi ha sparato alla gamba, il proiettile è ancora li, avvolto in una specie di fascia che blocca il sangue.
Guidare in questo stato non è il massimo.
Non ho neanche avuto modo di avvisare mio padre per il mio inaspettato arrivo.
Nessuno sa della mia esistenza, non lo ha mai detto per proteggermi.
Ha già perso mia madre così, non si sarebbe mai perdonato un'altra perdita.
Armeggiai frettolosamente la mia borsa, cercavo antidolorifici per il dolore, ormai ne avevo presi a decine pur di riuscire a guidare.
Una volta trovate le pillole le buttai giù senza bere acqua e rischiando di soffocare come una testa di cazzo.
Risi, lo ero.
Guardai il mio Gps, 20 minuti all'arrivo, non riuscivo a crederci.
I 20 minuti più lunghi della mia vita e forse i più dolorosi, forse dovrei aspettare il parto prima di decidere?
Ero dentro Greendale, puttane e ubriaconi mi accolsero con gemiti di goduria e di vomito.
Sorrisi,
sembrava casa, stessa atmosfera, stesso orario. 02:37.
''Sei arrivata a destinazione'' disse la voce robotica del Gps.
Guardai davanti a me, un'enorme villa, forse ricopriva il 10% del perimetro del paese.
"Papà non si fa mancare niente" sospirai uscendo con fatica dalla macchina.
La gamba non andava affatto bene.
Mi avvicinai al grande cancello e prima di suonare il campanello mi bloccai.
Qualcuno era dietro di me e mi stava puntando un pistola alla testa.
"Chi sei e che cazzo ci fai qui?" era la voce di un ragazzo giovane, più o meno mio coetaneo e io ho 21 anni.
"Sono Barbara Palvin, ti sembrerà assurdo ma sono la figlia di Jhon Palvin. Sono qui per.." non riuscii a finire poiché lui mi bloccò bruscamente togliendo la sicura alla pistola.
"Vuoi prendermi per il culo? Sono il suo braccio destro, so per certo che il capo non ha figli. Ti conviene parlare bambolina o ti ammazzo".
Okay dovevo immaginarlo.
Sbuffai pesantemente e rischiando riuscí con due mosse a voltarmi e togliergli la pistola di mano. La mia gamba stava urlando al posto mio.
"Non credo tu sia veramente il braccio destro di mio padre e sai perché?
Perchè non ti avrebbe mai messo a fare la guardia al cancello.
Poi guardami la gamba, vedi? Sono ferita, tu credi che se cercassi di fottere qualcuno verrei ferita?" lui non disse una parola e portò le mani alla testa.
" Hai un telefono? Chiamalo e digli che sono qui" dissi con fermezza.
Lui sembrò darmi ascolto, digitò un numero ma quando sentii "rinforzi", li capii di essere fottuta.
Gli strappai il telefono dalle mani, lanciai la pistola con la sicura aldilà del cancello.
"Siamo pari adesso" dissi allontanandomi velocemente e digitando il numero di mio padre.
Mi aspettavo una qualsiasi sua reazione, ma nulla.
Passarono pochi secondi e mi ritrovai con almeno 6 pistole puntate.
Il telefono continuava a squillare.
I ragazzi parlavano tra di loro e io non li stavo ad ascoltare, speravo solo nella risposta di mio padre.
Ero davvero fottuta se non mi avesse risposto.
Misi in viva voce, le mani tremavano.
"Pronto?" sentii la voce di mio padre scaldarmi il cuore.
"papà sono io Barbs" dissi sorridendo e trattenendo le lacrime dalla gioia.
"Luce dei miei occhi! Che succede? Hai cambiato numero?"
A quel punto tutte le pistole scomparirono dalla mia vista.
I ragazzi si guardavano sorpresi e confusi.
"No, sono davanti al cancello, della tua villa di Greendale.."
"COSA CAZZO CI FAI QUI? Porcaputtana, non era programmato, dovevi venire a 22 anni compiuti.. Sto arrivando" parlò davvero velocemente senza lasciare rispondere dato che staccò subito la chiamata.
Porsi il telefono al ragazzo che inizialmente mi aveva puntato la pistola.
"Perdonami" disse sincero.
Feci un cenno con la testa.
"entriamo su" continuò lui.
"Emh non è che mi dareste una mano? Ho una pallottola nella gamba"
"Cazzo è vero" disse prendendomi in braccio.
"uh okay emh comunque ragazzi mi presento adesso per tutti io sono Barbara" dissi sorridendo.
"Io sono Zayn" disse il ragazzo che mi teneva in braccio.
In seguito diversi nomi, come Harry James Louis Edward e così via.
Non li ricorderò mai.
"Barbs, Barbs" sentii un uomo urlare e venirmi incontro.
Non vedevo mio padre da due anni.
Mi sentii una bambina, lo volevo abbracciare come quando da piccola lo vedevo arrivare per il mio compleanno.
"amore mio, cosa è successo?" aveva la voce disperata, stava guardando la gamba.
"Mi hanno trovata, ne ho uccisi 4 ma sono riusciti a ferirmi. Non potevo avvisarti, avevo paura rintracciassero le mie chiamate"
"È okay, hai fatto la cosa migliore.
Non preoccuparti, la pagheranno.
Quei bastardi hanno smesso di giocare con me." il suo tono di voce era disgustato e molto arrabbiato.
"capo, la portiamo in infermeria?" disse una voce dietro di me.
"Assolutamente, curatela e fatela riposare, io vi raggiungo fra 5 minuti"
......
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21 guns.
FanfictionMafia, potere, denaro, amore. Cosa accade quando la figlia sconosciuta di un boss prende il potere? Il resto del clan sarà d'accordo? O progetterà la sua morte? FF su Zayn e Barbara Palvin.
