carcere

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Ieri sono stata debole, ma oggi torno ai scuola e spacco il culo a tutti. Prendo l'autobus e arrivo a scuola, accolta da molte risate, ma rimango impassibile e aspetto il suono della campanella. Passano le ore e finalmente arriva la pausa pranzo, mi dirigo verso il mio solito tavolo, e ci trovo un biglietto: "sala di informatica alle 14:00, puntuale e DA SOLA". Mi giro verso gli altri tavoli, ma non vedo nessuno "sospetto". Finito il pranzo mi incammino verso l'aula, è molto buia. Ancora nessuno, quindi mi siedo ad aspettare. Sento la porta aprirsi e la luce spegnersi, ma non vedo chi è. Sono immobile davanti alla sedia, non vedo nulla, ma sento dei passi avvicinarsi. Mi sento cingere i fianchi e trascinare, mi apppggia al muro e si pigia contro di me. Sento il suo respiro affannato e poi le sue labbra sulle mie, un momento magico. Ci stacchiamo per riprendere aria e ricominciamo. Dopo una 30ina di secondi sento la porta aprirsi, apro gli occhi ma non riesco comunque a vedere chi era, visto è scappato. In compenso vedo la solita troia della scuola davanti alla porta, che mi guarda schifata. "Cosa stava succedendo qui?" Odio con tutto il cuore sia lei che la sua voce squillante. "Nulla che ti possa fregare, Britany." "Senti ragazzina, non fare la dura con me che poi finisci con la faccia nel cesso" "seh, ma lasciami stare va" me ne vado dandole una spallata, ma mentre cammino sento di nuovo la sua voce da oca "chi era? Quello con cui limonavi" "non siamo ad un interrogatorio, quindi esci dalle palle" "piccola troia, se non la smetti di parlarmi così me la paghi" mi si è avvicinata e si è messa davanti a me con uno sguardo minaccioso. "Senti, facciamo che te ne esci dalle palle?" Detto questo me ne vado a lezione di storia, che palleee. C'è l'intervallo e sto andando in bagno, mi metto davanti al lavandino. Qualcuno entra e poi mi sento afferrare alle braccia e trascinare in un bagno, alzo la testa e vedo Britany e le sue amiche, loro che mi bloccano e lei che mi guarda orgogliosa. "Bene bene, guarda chi c'è qui" "ppfh, che vuoi?" "Beeh, punirti per il tuo comportamento. Su ragazze, muovetevi!" Una delle due che mi tenevano bloccata mi prende le braccia e me le blocca dietro la schiena, l'altra mi abbassa la testa fino al water, e Britany invece mi fa un video. Cerco di ribellarmi, ma sono bloccata. Ora ho tutta la faccia e i capelli mezzi, di acqua del CESSO! Provo a dimenarmi e urlare ma mi finisce l'acqua in bocca, che SCHIFO. Mi alzano e si rimettono come prima, una a ogni braccio. "Bene, ora passiamo alla seconda parte della punizione" prende un pennarello indelebile e mi si avvicina, "giuro che se provi a usarlo su di me mi metto a urlare" "allora risolviamo il problema" prende un pezzo di scotch e me lo mette sulla bocca. Comincia e disegnare sulla mia faccia, ma io non vedo cosa disegna fino a che non fa una foto e me la mostra. Avevo 2 peni sulle guance, il naso e il mento tutti neri, e la scritta "vorrei farmi sfondare, ma manco i puttanieri mi vogliono" sulla fronte. "E ora, il tocco finale" prende un tubetto di vernice fucsia e mi macchia tutti i vestiti e i capelli. Ormai ho le lacrime agli occhi, ma le trattengo. Fa qualche foto e poi le posta, compreso il video del cesso. "Bene, credo che ora avrai capito che mi devi RISPETTARE", mi tira un calcio e se ne va, lasciandomi cadere a terra. La cosa peggiore è che non me ne posso andare senza una giustificazione, quindi o sto a scuola così o scappo. Opto per la seconda, aspetto la fine della ricreazione e poi esco. Mi avvio verso l'uscita, ma visto che ci sono delle bidelle non posso amdarmene da lì. Non posso andarmeme, porca trota... apsè! Le scale sul tetto! Che genia che sono. Mi dirigo verso il piano superiore, senza farmi vedere. Appena arrivata esco dalla porta che da sul tetto, dove c'è una specie di passerella. Alla fine trovo le scale per scendere, arrivo in giardino e scappo a casa.

Ego's MeWhere stories live. Discover now