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Caro diario,
mi chiamo...anzi no non mi chiamo. Sono E, solo E. Se qualcuno dovesse trovarti e leggere la mia firma mi imbarazzerei troppo. Quindi sono E.
Ho 17 anni, vivo in una casa e basta così.
Sono una ragazza molto riflessiva, avevo bisogno di te. Odio scrivere, di solito è tutto nella mia testa. Sono strana. Butto giù quello che penso in poche righe disordinate. Ma forse rileggermi non sarebbe male in futuro.

Amo tanto leggere, ma non leggo molto. Più per tempo che per altro, giuro. Infatti approfitto dell'estate per leggere il più possibile.
Ho da una settimana circa terminato la scuola e non potrei esserne più felice. Anche quest anno é andato bene e senza debiti. L'anno prossimo dovrò essere carica per l'esame di stato.
Ah si frequento il liceo scientifico, non te l'ho detto.

In questo momento sono in viaggio verso casa. Questi giorni dalla fine della scuola li ho trascorsi alla casa vacanze con la mia famiglia. È composta da mamma, papà, mia sorella, mio fratello e da me. Sono la più piccola. I miei fratelli sono entrambi fidanzati da anni. Si stanno sistemando nel trovare una casa e sposarsi. E io non faccio altro che gioire per loro e piangere per me. Odio l'idea che un giorno sarò figlia unica. Non è per i miei. Anzi, è anche per i miei. Non che non ci vada d'accordo, ma mi mette a disagio stare con loro. È una brutta cosa da dire, sono sempre stata molto ubbidiente e non ho mai chiesto nulla di serio. Crescendo mi sono resa conto di quanti errori hanno fatto nei miei confronti, e soprattutto di quanti ne ho fatti io non rivendicando la mia posizione di figlia ribelle adolescente.

Adoro starmene per conto mio quando serve e stare con amici la maggior parte del tempo. Odio stare a casa se non da sola. Ma non per troppo tempo. Te l'ho detto che sono strana.

Dove ho la casa vacanze di questi tempi si stabilisce una libreria che non è altro che un grande gazebo che amo alla follia. Ci passo pomeriggi interi li, solo sfogliando libri e leggendone le trame.

Sono giorni che sento il peso della solitudine senza un vero motivo e mi auto maledico per come sono.

Due giorni fa ero con i miei (tanto per cambiare) perché lì non ho molti amici e in più quei pochi sono impegnati con lo studio per l'esame di fine anno, e il tendone è tornato.
Mi sono brillati gli occhi alla follia e sono corsa dentro. Ho passato la mano su tutte le copertine racimolando un bel po' di polvere sul palmo. Ew. Ma mi sono subito ripulita.

Non potevo uscire senza aver comprato qualcosa e infatti ho preso Cime tempestose e sono uscita da lì ringraziando mentalmente After per avermi fatto conoscere classici di cui prima non sapevo l'esistenza.

Mamma era sorpresa. Molti lati non conoscono di me. Ma fa nulla. Ci ho fatto l'abitudine. Io faccio il bel faccino, loro mi credono, e tutto fila liscio.

Subito dopo tornando a casa ho incontrato un ragazzo che credo sia stato immortalato dai miei neuroni perché non riesco a togliermelo dalla testa. L'ho esaminato per quei pochi attimi durante i quali lui mi è passato accanto andando dal mio lato opposto e mi sono rigirata ad osservarlo.
Aveva capelli biondi in un ciuffo ribelle, occhi verdi, orecchino, piercing al sopracciglio, braccia tatuate e vestiti neri. Sono rimasta a bocca aperta vedendo in lui l'esatta descrizione di Hardin Scott. Cazzo era lui. Posso giurare che fosse più grande di me, ma sti caaaaavoli.

Ho continuato la strada pensandoci. L'ho rivisto dopo poco fare la mia stessa strada con un ragazzo simile a lui e due ragazze molto poco vestite. Una con i capelli rossi che le stava accanto mi ha immediatamente ricordato Steph. Lui ha incrociato il mio sguardo per poco e hanno avanzato il passo. In quella frazione di secondo mi è mancato il respiro. Mi sono persa e rivista nel mio libro preferito. Ma poi mi sono fermata e ho ricominciato a maledirmi per non essere come Tessa Young.

La figura di quel ragazzo mi ha tormentato tutta la serata. E la notte. Non riuscivo a prendere sonno. Ho smanettato su instagram per tantissimo tempo cercando tra le storie di chi era stato nella mia stessa città. Ma nulla. Sicuramente non lo rivedrò più ma mi è rimasto nel cuore. È meraviglioso.

E niente, dovevo raccontare questo aneddoto.
Ora andrò alla mia amatissima lezione di canto. Studio da due anni e ho intenzione di continuare. Venerdì ho il saggio con una canzone che mi fa esplodere. È Hurt di Christina Aguilera e già dal titolo si capisce tutto. Quando la canto concentro tutto il dolore che provo, anzi che ho provato. Tutte quelle volte in cui ho provato anche solo un minimo di dolore si concentra nel momento in cui canto. Questo mi aiuta anche ad interpretare meglio.

Ti dirò, sono giù da giorni, come ti ho detto, e quando sono così non riesco a guardarmi allo specchio. Non mi sono mai vista come una bella ragazza. Sono nella norma. Mi curo molto con maschere, creme, più per sfizio che per altro, visto che non cambia molto la situazione. Non sono bella, ripeto.
Rispetto alle mie amiche, non spicco ecco. Non sono modesta. Se mi preparo e mi trucco per bene forse qualcuno mi calcola, ma sono molto discreta. Non amo il contatto con il mondo maschile, ho sempre paura di un'eventuale uscita con un ragazzo che non sia un mio amico.

Sono così.
Sta di fatto che non ho voglia di fare il saggio. Non voglio che mi si senta cantare. La prossima settimana ho anche l'esame e un'audizione per me molto importante. Ma non voglio fare nulla. Sono nera. Non so perché. Ho trovato un minimo di pace da quando ho comprato Cime Tempestose ma non l'ho ancora aperto. Devo essere rilassata per poter farmi risucchiare nel mondo di un nuovo libro.

E niente è passata un'ora e non me ne sono resa conto. Sono in città.
Grazie per avermi fatto compagnia. Ti terrò aggiornato. -E♡

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⏰ Last updated: Jun 17, 2019 ⏰

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