La vita molto spesso ci riserva delle sorprese. A volte, succede che arriva l'inaspettato, l'imprevisto, ci si imbatte in avventure che ci segnano per sempre. Che siano negative o positive, segnano la nostra anima. Da ogni esperienza ne usciamo chi vittorioso e chi sconfitto, ma con la forza di poter affrontarne subito un'altra: forse più facile, forse più difficile, con la costante voglia di riuscirci e di riprovarci per essere più forte. Tutto ciò che ci segna è legato a cose, persone o a qualsiasi altro essere vivente in questo mondo.
Io credo che tutto abbia un'anima. Anzi, credo proprio che l'anima esista in tutto ciò che fa parte della nostra quotidianità. Che sia in una persona, che sia in un gatto, che sia in una foglia, in un albero e perché no, anche in un oggetto. Ci si lega a tutto in questa vita, anche alla minima cosa che pensavi fosse inutile e scopri il suo valore quando lo perdi ed è lì che ti rendi conto che anche un solo insignificante pezzo di vetro possa essere importante per te. Magari non vale molto , ma ti ha segnato. La sua anima ti ha segnato.
Così come i resti del proiettile che Mason tiene tra l'indice e il pollice della sua mano sinistra, un Rimless 7,62mm NATO, che l'ha segnato come il resto della sua esperienza in Afghanistan negli ultimi cinque anni della sua vita. E' stato colpito alla coscia durante un conflitto a fuoco nella notte di tre settimane fa. I suoi compagni erano davanti a lui mentre copriva le spalle a loro. Si è distratto a causa di un bambino che sbucava da dietro l'angolo correndo verso casa con una palla tra le mani, aveva imprecato mentalmente alla vista di quel bambino, perché sapeva che rischiava grosso, poteva essere scambiato per un terrorista e probabilmente preso di mira e non era il primo caso, Mason ne aveva la memoria fin troppo piena di questi avvenimenti. Di bambini innocenti usati come spie dagli attentatori iracheni. Ne aveva viste di vittime, ne aveva uccise anche, ma ci furono pure quelle che aveva salvato. Era stato addestrato per essere una macchina di guerra. Ne aveva viste tante negli ultimi anni e dopo l'ennesimo colpo, aveva deciso di mollare. Aveva servito la sua patria, aveva messo la sua vita a rischio per il suo paese, per i suoi compagni e per la sua famiglia, ma adesso era arrivato il momento di lasciare e di staccarsi dall'oblio che lo stava trascinando con esso.
Dopo che il proiettile gli aveva perforato la coscia, rimanendo incastrato nel muscolo, alla distanza di circa cento metri dalla sua postazione, era rimasto a terra cosciente circa mezz'ora. Per quasi tutta la durata dell'attacco era stato trascinato per terra dai suoi colleghi, medicato solo con un laccio emostatico per impedire emorragie e perdite di sangue gravi. Era una ferita banale, ne aveva passate di peggio, come quando era stato preso in pieno in una spalla perdendo così tanto sangue che pensavano di non riuscire a salvarlo ed era rimasto fermo per quasi un mese, il tempo della riabilitazione, ma quest'ultima ferita lo aveva segnato.
Forse era semplicemente stanco di correre il rischio, forse odiava il fatto di dover zoppicare nonostante il suo impegno nel migliorare subito le sue prestazioni fisiche. Stava migliorando, adesso riusciva a camminare velocemente e aveva provato a saltellare. Aveva ancora qualche piccolo fastidio, ma tutto sommato poteva sopportare.
Ed è qui che entra in gioco l'anima del proiettile, se non fosse stato colpito, probabilmente lui sarebbe ancora lì, insieme ai suoi compagni a perlustrare, a sparare, a uccidere ancora, in mezzo alla polvere, in mezzo al sangue criminale e a quello innocente. Ma era giunta l'ora di dire basta e di riprendersi in mano i suoi trentadue anni e scappare dal demone che si era impossessato di lui: il disturbo post-traumatico da stress.
Anche Checho, come Mason, ha combattuto anni di terrore. Ha vissuto con un uomo in cui sfogava la sua frustrazione su sua sorella. Ha sopportato minacce e abusi da parte sua non sentendosi mai amata, bensì una semplice donna usata e violata, nonostante sua sorella non sapesse nulla degli abusi che subiva. Ha visto soffrire le persone a lei care per colpa sua e per anni ha vissuto col rimorso di aver fatto la scelta sbagliata accettando le avance di Miguel quando era solo una bambina, non sapeva che presto si sarebbe trasformato nel mostro che era.
Ha avuto un figlio ed era la cosa che amava più al mondo, all'inizio non voleva accettarlo perché non era la persona migliore con cui poterci fare un figlio, ma poi si rese conto che era innocente e doveva solamente proteggere quel che era sangue del suo sangue. Oggi vive una realtà in cui sperava poter vivere un giorno. La sua vita, la sua famiglia adesso sono al sicuro, ma quello che la spaventa di più è quella di non riuscire ad essere abbastanza per suo figlio soprattutto perché al suo fianco non avrà una figura paterna e spera solo che Paul non le chiederà mai di suo padre.
I WILL SAVE TO YOU- TI SALVERO'
Il nuovo capitolo di una storia che ti prenderà letteralmente.
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I Will Save You
ChickLitMason e Cecilia, hanno vissuto entrambi delle vite difficili. Lui veterano di guerra, lei sopravvissuta da un matrimonio "pericoloso". Le loro vite sono appena cambiate dal momento in cui Mason decide di congedarsi e lei inizia a lavorar come manag...
