L'acqua cadeva e grandi gocce bagnavano il volto della giovane, come fossero le lacrime che la ragazza tratteneva nel petto. Era abbastanza alta, come avrebbe dovuto essere, abbastanza bella, come era sempre stata, ma non abbastanza per se stessa. Non era coraggiosa come avrebbe voluto o testarda rispetto a quello che non poteva combattere, era impotente come chiunque altro. Tutto ciò che le rimaneva erano attimi rubati di una vita che non aveva potuto controllare e che continuava a scorrerle davanti come il fiume di pioggia che attraversava le strade notturne della città.
Le strade brillavano come fossero ricoperte da diamanti ed intorno a lei il gelo le opprimeva lo stomaco, la voce e i pensieri. Cosa aveva fatto ? Cosa le avrebbero fatto ? Cosa stava facendo lì ?
Qualcosa dentro di lei le urlava di scappare, di tornare indietro e trovare un posto sicuro dove nascondersi, dove poter essere chi voleva, dove poter vivere e non soltanto sopravvivere. Ma era troppo tardi. Il tempo era scaduto, il suo tempo le si stava sbriciolando tra le mani come fosse cenere ormai.
Ecco cosa era diventata: cenere. Loro l'avevano resa quella che era, ma lei era rinata, era risorta da se stessa ed aveva distrutto tutti quegli stessi uomini che l'avevano soppressa, tormentata, bruciata e consumata.
La ragazza cammina lentamente per non attirare lo sguardo sulla propria figura, nonostante quelle strade non fossero pericolose come quelle di casa sua, quelle stesse che avrebbe dovuto percorrere presto, troppo presto.
Nella sua mente le immagini di cosa poteva attenderla la tormentava, eppure doveva tornare indietro, perché aveva fatto una promessa da mantenere e perché non poteva abbandonare la persona dall'altra parte degli specchi, così come non riusciva a lasciare la persona che le stava di fianco e l'aveva aiutata a rinascere come solo le fenici erano in grado di fare.
La mano possente e delicata dell'uomo alle sue spalle la scosse e la fece girare di scatto, strinse leggermente la prese sulle spalle di lei e la costrinse ad alzare lo sguardo fiero e coraggio verso di lui. Gli occhi verde foresta di lei incrociarono quelli blu notte di lui e fremette.
-Di qua.- disse semplicemente nel tono più sicuro e risoluto che avesse mai usato con lei, la lasciò andare in modo da poterle permettere di riappropriarsi della propria libertà e senza aggiungere altro la superò. Lei sapeva quanto stesse soffrendo, quanto caro fosse il prezzo che gli stava chiedendo di pagare, ma non era pronta a lasciar andare ciò da cui la stava proteggendo, non era abbastanza per lui e non lo sarebbe stata mai. Lei era una ragazza era spezzata e guasta, era incompleta ed era una bugiarda, persino con chi, come lui, avrebbe fatto di tutto per lei.
Stava tornando a casa, ma non alla casa che sperava ed aveva speranza di trovare. Stava sacrificando se stessa, come l'ultima cosa che le rimaneva da giocare e lei sapeva fin troppo bene che lui non le avrebbe mai permesso di farlo. Ancora una volta trattenne le lacrime a tal punto da bruciarla fin dentro le ossa.
Giunti a destinazione la pioggia era cessata ed il silenzio si era impossessato di quelle strade come fosse la mano invisibile di un destino inevitabile. Le poche gocce rimaste cadevano come lacrime del cielo, le stesse che lei non poteva e non voleva lasciare andare, le stesse che sembravano voler urlare le verità che aveva celato per così tanti anni a così tante persone. Chiuse le palpebre verdi e per un momento sperò di potersi strappare via quello sguardo così splendido, poter cancellare quel colore così distintivo e bramato dal mondo da cui proveniva. Così come aveva fatto con i propri capelli molto tempo prima, tingendoli di un nero inchiostro talmente denso e scuro da far male agli occhi, da stonare con la bellezza di quello che era il proprio viso. Una bellezza che avrebbe potuto annientare mondi, se solo lei lo avesse permesso.
-Aspetta ...- iniziò l'uomo dalle spalle grandi e dagli occhi intensi, l'uomo che le aveva salvato la vita e che adesso la stava restituendo alla sua vecchia esistenza. L'uomo che avrebbe amato per sempre, in un modo o nell'altro e che avrebbe portato con sé se solo avesse potuto. Ma lui era diverso dal suo mondo, lui non era un mostro come lo era lei, lui era migliore e doveva vivere per poter essere chi avrebbe potuto. "Vivi. Ama ancora. Vivi per me." Avrebbe voluto dirgli, pensieri che continuavano a rincorrersi nella mente della giovane senza alcuna via di fuga, proprio come lei: erano intrappolati nelle bugie che le sporcavano le mani di sangue.
-Grazie.- fu tutto quello che riuscì a dirgli e poi girò su se stessa prima di entrare nel riflesso che la luna del mondo di lui dava sull'acqua. Verso casa sua. Un riflesso che era stato salvezza e adesso era soltanto un baratro di morti senza fine. Doveva andare. "Non sono pronta a lasciarli, non posso dimenticare le loro morti" continuava a ripetersi, ma ormai era tutto un eco lontano.
Un passo avanti dentro il riflesso e le mani di lui le strinsero il polso con delicatezza, come nessuno aveva mai fatto con lei o avrebbe mai fatto negli anni a venire -Promettimi che tornerai. Promettimi che non mi lascerei ad aspettarti in vano. Ti prego.-
Lei sorrise, una piccolo movimento di labbra che avrebbe potuto bruciare ed incendiare mondi interi e senza esitare prese il volto bello, rude e definito di lui e baciò come non aveva mai fatto. Le labbra dei due giovani amanti si scontrarono tra loro come fossero barche naufragate ognuno sulla terra dell'altro, ma entrambe affamate e disperate. Due amanti talmente tristi da non fare invidia al mondo, due amanti che non lo sarebbero stati per molto a lungo.
"È meglio così. Gli sto dando una vita, un futuro. Non è necessario che soffra." si ripeteva silenziosa, ma senza alcuna convinzione, senza più un cuore a cui aggrapparsi, soltanto ricordi che l'avrebbero lacerata ed uccisa.
-Non farlo. Non aspettarmi.- e come il fantasma e la bellezza divina che era stata, lei scomparse all'interno del riflesso della luna e del proprio corpo, risucchiata in un mondo oscuro come il più buio di quelli che aveva scoperto ed il più mortale. Non sarebbe mai sopravvissuta per tornare indietro, ma avrebbe sempre potuto immaginarlo a guardare i riflessi del mare e dell'acqua sperando di vederla tornare. Sarebbe morta con la pienezza dell'amore di lui. Tutto ciò che aveva l'aveva rubato a lui e non gli era mai stato rinfacciato. Era questo l'amore ? No, l'amore non esisteva. Solo sacrificio e bellezza erano ciò che costituiva il suo mondo e il suo essere. Lei non aveva potuto scegliere, ma adesso era diverso, adesso avrebbe dovuto e lo stava facendo finalmente con convinzione: sacrificarsi per lui, per i mondi, per la speranze che avrebbe portato con sé fino alla fine dei tempi.
-Ti aspetterò.- sussurrò ugualmente l'uomo al nulla che gli si apriva davanti, nessuna più bella giovane donna dalle bellezze divine e dalla grazie di una ballerina. Soltanto lui ed il suo dolore.
L'uomo aspettò la donna come aveva promesso. Tornò al lago da cui era arrivata e scomparsa molte volte prima, tornò in quel luogo maledetto tante notti quante erano le lune della sua esistenza, ma la donna non tornò mai indietro per lui, non tornò come era successo le volte precedenti. La donna scomparve e basta.
Ben presto anche il ricordo di lei si affievolì nella mente di lui, fin quando anche la speranza dell'uomo si spense come una candela senza aria e tutto divenne monotono e privo di vita. Soltanto il dolore e la pazzia rimasero all'uomo, una volta amante della donna dalle bellezze di una dea e fu con quelli che imparò a convivere come compagni di vita.
In cuor suo l'uomo sapeva che non sarebbe tornata, ma l'amore di lei era tutto ciò che negli anni a venire lo portarono a continuare a guardare nei riflessi delle lune, a tornare a quel lago di ricordi, a sognare di poterla rivedere una volta ancora, eppure nulla di quello che era stato fu di nuovo realtà.
Ben presto l'uomo pensò di avere immaginato quella donna e quell'amore talmente travolgente da bruciargli l'anima e così la dimenticò. La lasciò andare come si fa con i figli grandi abbastanza, con i sogni infantili, con le speranze irraggiungibili, o come nel suo caso, con le dame fantasma di mondi lontani.
Tutto divenne realtà e la donna fu dimenticata, fu accantonata dalla sua mente, dimenticò prima il nome melodioso, poi il volto senza difetti e poi persino il loro tempo rubato alla notte. Niente era ciò che gli rimase e niente fu ciò che l'uomo divenne, inconsapevole del sacrificio che la donna aveva fatto per lui, di ciò a cui aveva rinunciato e che non avrebbe più potuto avere indietro. In un modo o nell'altro i due amanti si persero e dimenticarono, ma non smisero mai di amarsi come fiamme ardenti in quei mondi senza luce.
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WORLD OF MIRROW AND GLARES
FantasyDue mondi in lotta tra loro. Un mondo ancora da scoprire. Delle guerre ancora da combattere. Chi sarà il vero nemico da dovere sconfiggere ? Chi morirà in questi mondi di segreti e lotte senza fine ? Eppure l'unica via di fuga sembra attraverso sp...
