31 dicembre 2018.

Finalmente è arrivato l'ultimo giorno di questo anno infernale, un anno pieno di problemi e dubbi su me stessa. Dodici mesi trascorsi nella più totale confusione, ma finalmente ora posso festeggiare l'inizio del 2019, l'arrivo di una nuova me, migliore sicuramente.

Sono pronta a tornare a casa, i miei genitori non possono nemmeno lontanamente immaginare il mio ritorno, non li sento da ormai cinque mesi; non vedo l'ora di varcare la soglia di casa mia, voglio vedere le loro facce quando mi vedranno così, mi sono alzata, sono dimagrita e sono finalmente felice. Anche se ovviamente dovrò rispondere alle domande che mi porgeranno, dovrò raccontare cosa ho fatto in questo periodo, ma finalmente sono pronta e non ho paura.

In questo momento mi trovo seduta sul treno, dalla parte del finestrino, con le cuffie nelle orecchie e un bambino seduto accanto. L'ho conosciuto appena salito sul treno e abbiamo fatto subito amicizia, mi ricorda molto me alla sua età, mi ha fatto venire anche molta nostalgia dei ricordi dei miei 8 anni; ma ora ne ho 17 e devo guardare davanti a me, al mio futuro.

Scendo alla solita stazione isolata, triste e cupa, prendo il mio borsone e mi incammino verso casa. Non ci vuole molto, solamente quindici minuti a piedi, arriverò giusto in tempo per farmi una doccia e sedermi al cenone di Capodanno. Forse mi sto illudendo troppo, forse arriverò e non mi guarderanno neppure negli occhi o, peggio, non si ricorderanno di me, non sarebbe strano o difficile, sono abituata a passare in secondo livello, specialmente se vostra sorella ottiene ottimi risultati in qualsiasi campo: scuola, sport, amore, famiglia. Sono sempre stata la pecora nera della famiglia, la figlia che quasi non poteva essere vista ufficialmente con il padre altrimenti avrebbe rovinato l'immagine della famiglia perfetta. È così quando vostro padre è un senatore, vostra madre un notaio e vostra sorella frequenta Yale. Ma io non sono così, non lo sono mai stata. Da piccola non mi piaceva ascoltare musica classica come faceva mia sorella, alle elementari non cantavo ogni anno nel coro della scuola come mia sorella, alle medie non vincevo concorsi per il saggio migliore come mia sorella, e adesso non ho frequentato il terzo anno del liceo perché ero in giro per l'Europa. Forse mi sto davvero illudendo, forse non sapevo contro cosa o, meglio, contro chi mi stavo imbattendo.

Con questi pensieri per la mente sono arrivata sotto casa e ho fissato intensamente il citofono per cinque minuti prima di schiacciare quel bottone.

Se pensavo che questo 2018 fosse stato un anno infernale, non ero pronta a quello che mi aspettava una volta entrata da quella porta.


2018Where stories live. Discover now