Prologo

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ANDREW

Nella vita niente accade per caso.

Tutto è frutto delle nostre scelte; che ci piaccia o no, quel che abbiamo fatto torna indietro a chiederci il conto. Non possiamo nasconderci.

È quel che è successo a me: il mio passato è tornato a battere cassa con gli interessi. La vita che credevo di aver lasciato indietro, forse persino dimenticato, mi ha travolto con la forza di un uragano, scompigliando le carte e gettando ombre d'angoscia sulla mia esistenza attuale.

Amavo Angel. L'amavo con tutto me stesso, sebbene per paura avessi confuso quell'amore col sesso. Una forte attrazione da cui non ero riuscito a fuggire.

E adesso che l'ho persa, mi rendo conto di quanto io sia stato stupido.

«Mi stai ascoltando?». La voce di Eleanor mi scuote, distogliendomi dai miei pensieri angosciati. Deve essermi corsa dietro quando mi sono lanciato a rincorrere Angel. Per ironia della sorte è stata proprio lei la causa della nostra rottura.

Mia moglie.

La donna che ho sposato dieci anni fa, ma con la quale non ho più niente in comune se non un passato ingombrante, scomodo.

Mi volto trapassandola con uno sguardo feroce. «Cosa cazzo vuoi?», le urlo in faccia tutta la mia frustrazione. «Dimmi cos'altro cazzo vuoi da me?».

«Adesso calmati, per favore». Retrocede di un passo, spaventata dalla mia reazione. Non mi ha mai visto così in collera, eccetto un'unica volta. Poi sembra riacquistare la propria spavalderia e torna a guardarmi negli occhi. «Chi è quella ragazza? Adesso ti scopi le studentesse?»

«Senti da che pulpito viene la predica! Detto dalla donna che mi ha tradito col mio migliore amico suona un po' ipocrita».

«È stato tanto tempo fa». Si morde un'unghia palesando il suo nervosismo. «Per quanto tempo intendi rinfacciarmelo?»

«Forse per tutta la vita». Cerco di controllare la rabbia, di ritrovare il mio autocontrollo. Ma non è facile. Le parole di Angel mi rimbombano nella testa e davanti agli occhi ho ancora il suo sguardo ferito.

Porco cazzo!

«Ancora non mi hai detto perché sei venuta. Tra noi i patti erano chiari, la nostra è solo un'unione di facciata. Non ho chiesto il divorzio per non scatenare uno scandalo, ma in cambio volevo poter vivere la mia vita lontano da te. Perciò dimmi perché sei qui».

«Perché ci ho ripensato». Si passa ripetutamente le mani tra i capelli, quasi intendesse sistemare ciò che è già perfetto. Niente in Eleanor è mai fuori posto. «Non voglio più vivere separata da te, non mi basta vederti durante le festività o quando ti degni di farmi visita, solo per mettere a tacere i pettegolezzi. Ti rivoglio nella mia vita».

«Ma io non rivoglio te!». Il cuore mi batte come impazzito e in gola sento il gusto dell'acido. In questo momento avrei voglia di spaccare qualcosa o di prendere a calci qualcuno. «Hai rovinato tutto, come puoi pensare che voglia tornare insieme a te?».

Eleanor mi lancia uno sguardo sprezzante. «Be', non ho fatto tutto da sola. O l'hai scordato? Tu non c'eri mai, dovevi sempre lavorare. Volevi fare carriera. Non è colpa mia se mi sentivo sola».

«Non è colpa tua?». Sgrano gli occhi, incredulo. «Non è colpa tua? Hai avvelenato la nostra vita con continue scenate isteriche. Mi accusavi di essere assente, volevi di più. Pretendevi che io fossi concentrato solo su di te. Ho fatto di tutto per accontentarti, ma non era mai abbastanza. E un giorno, rientrando a casa, ti ho trovata a letto col mio migliore amico, cazzo!».

«Non provavo niente per lui, volevo solo punirti», tenta di giustificarsi. Non si rende conto che così mi fa solo incazzare di più.

«Be', ci sei riuscita molto bene». Le volto le spalle e faccio per allontanarmi, ma lei mi trattiene per un braccio.

«Aspetta! Cosa ti costa darmi un'altra possibilità? Sono cambiata, non sono più la ragazzina viziata di un tempo».

«Non mi interessa».

«Me lo devi. Dimentichi che se sei qui, è solo merito mio?». Allude al fatto che è stato suo padre, in qualità di rettore della Columbia, a farmi assumere.

«Mi sono sdebitato a sufficienza evitando di chiederti il divorzio. Se l'avessi fatto, ti sarebbe caduta addosso tanta di quella merda da seppellirti, e lo sai bene».

«Già». Il suo tono è velenoso, mentre si piazza davanti a me per scrutarmi in volto. «E tu avresti perso il posto. È per questo che hai accettato il nostro patto, non è vero? Ciascuno di noi ha avuto il proprio tornaconto: io la rispettabilità e tu la tua carriera».

Ha ragione, non posso contraddirla.

Eppure, tutto questo mi fa incazzare.

Con lei, con suo padre, ma soprattutto con me stesso. Se non avessi accettato quel patto, adesso Angel sarebbe ancora insieme a me.

«Se lo sai, perché vuoi cambiare le cose?», le chiedo con un filo di voce.

«Perché insieme potremmo andare lontano. Noi due siamo uguali, Andrew. Ambiziosi, senza scrupoli. E mio padre può ancora fare tanto per la tua carriera. Lo stesso non si può dire di quella ragazzina. Pensa a cosa accadrebbe se si venisse a sapere che te la portavi a letto? Perderesti tutto quello per cui hai lottato finora».

Sussulto perché le sue parole mi hanno aperto una voragine nel petto. Se la verità venisse a galla, non solo perderei il posto. Angel verrebbe espulsa dalla Columbia, la sua carriera universitaria gettata alle ortiche.

Per colpa mia.

Deglutisco, mentre un rivolo di sudore mi scende giù per la schiena. «Mi stai ricattando, Eleanor?»

«Prendilo come un consiglio».

Il cuore torna a battere forsennatamente, il respiro si fa accelerato.

È proprio vero, il passato torna sempre a chiederti il conto dei tuoi errori.

Non gli si può sfuggire.

BEYOND TEMPTATION (Serie Forbidden Love Vol. 2)Opowiadania do pokochania. Odkryj je teraz