Prologo

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La ragazza camminava a passo svelto, testa alta e sguardo dritto; questa si stava dirigendo verso il padrone, che l'aveva mandata a chiamare.
Lei era la schiava personale, a cui venivano affidati i lavori più sporchi e di precisione assoluta, solitamente omicidi o compiti del genere.
Dall'altra parte del castello il padrone l'aspettava tambureggiando le dita sul tavolo nervosamente fino a quando non sentí bussare.
"Padrone, sono io" disse la voce "Entra" rispose lui; dalla porta entrò una bellissima ragazza sui 17 anni, aveva degli splendidi capelli corvini con riflessi blu legati con due codeai lati della testa, e aveva degli occhi di un blu in cui gli uomini annegano stregati di tale bellezza, portava un vestito lungo nero con una maschera che le copriva il volto.
"Mi voleva padrone" chiese lei accennando un inchino.
"Ho un compito per te Marinette, devi uccidere una persona" "Certo padrone, di chi si tratta?"chiese lei " Di un principe, per l'esattezza il principe Adrien. Lo dovrai far affezionare a te fino a quando non si fiderà così tanto che tu lo pugnalerai al cuore ed il regno sarà finalmente mio. E tu mia cara" disse sfiorando le il viso "Sarai libera, ti libererò non appena sarò re" "Sarà fatto" rispose lei inchinandosi con i suoi modi e il suo sguardo freddo che incuteva timore a tutti.
"Bene, inizia a preparati, domani incontrerai il principe e devi farti dare fiducia" concluse lui spingendola fuori dalla sua stanza.
Marinette prese tutto l'occorrente, lo mise sul letto e inizio a prepararsi per l'indomani.
Appena si svegliò si mise una camicia di seta bianca leggera e dei pantaloni da caccia anch'essi bianchi, prese una cintura che si legò in vita e su cui mise la fodera per un pugnale e per uno stiletto ben appuntiti, si mise in spalla una faretra piena di frecce ed un bellissimo arco nero, si coprì con un mantello rosso con qualche macchia nera, infine si mise sugli occhi una maschera con lo stesso tema del mantello per evitare di far capire chi è.
Arrivò alle stalle in cui prese il suo cavallo preferito: una bellissima giumenta sul rosso marrone chiamata Alya.
La accarezzò un po' ed infine la sellò; quando stava per montare accanto alla ragazza si materializzò improvvisamente una donna sulla quarantina dai capelli rossi legato con una coda che teneva i capelli alla fine e dagli occhi blu mare, indossava anche lei un mantello, però marrone ed un vestito rosso; ad incorniciarle il viso c'era una specie di diadema che le copriva la fronte.
"Stai partendo a quanto vedo" disse la donna; la ragazza però non rispose ignorandola "Sai, potresti anche parlarmi dal momento che sono qui" continuò lei "Vabbè, ti volevo augurare buona fortuna e ti volevo dire di stare tranquilla che io sono sempre accanto a te" disse addolcendo il tono e facendole un sorriso come quello di una madre "Tikki, o maga del nord, o come tu vuoi essere chiamata, a me non me ne frega niente se tu sei accanto a me, o da un'altra parte, quindi evita tutta la solita manfrina" rispose Marinette e la maga, quasi ascoltandola svanì nel nulla lasciando sola la ragazza insieme al suo cavallo.
Lo montò e partì al galoppo verso la foresta.
Continuò, fino a quando non sentì dei rumori di passi, allora smontò da cavallo e lasciò le redini per avere libertà di movimento, lo lasciò e si mise a camminare.
"Ma guarda un po' che bella fanciulla che abbiamo, chissà magari si è persa" disse una voce che si faceva sempre più vicina alla ragazza.
"Guarda che se fai la brava ti tratteremo come una principessa" disse un'altra voce.
La ragazza si blocco di colpo e aspettò che gli uomini si avvicinassero di più fin quando disse con aria un po' poetica, da teatro "Ma che cavalieri, vi state mettendo contro una fanciulla sola ed indivesa" e poi fece finta di piangere.
Gli uomini si avvicinarono così tanto che si trovarono a faccia a faccia con lei e rimasero incantati alla vista di tanto splendore.
La ragazza si fece scappare un ghigno  e contò quante persone fossero:erano in cinque.
Un uomo, presumibilmente il capo dei briganti, armato da capo a piedi come gli altri, si gettò in avanti contro Marinette che sfilò il pugnale dalla fodera e con un movimento fulmineo glie lo piantò nell'occhio da cui sgorgò una marea di liquido rosso e denso.
Poi si senti un urlo e gli altri uomini attaccarono simultaneamente.
La ragazza sfilò il pugnale dall'occhio e lo piantò nel cuore di un altro mentre lanciò lo stiletto con precisione assoluta verso la testa di un altro.
Alla fine gli altri due scapparono, ma a lei fu facile raggiungerli scagliandogli una freccia contro che trapassò da parte a parte uno dei due e colpì sempre nel cuore l'ultimo.
L'unico ancora vivo dei briganti era il capo che stava cercando di fermare l'emorragia dall'occhio.
La ragazza riprese possesso dei suoi strumenti, pulì la freccia e si avvicino al sopravvissuto, che, impaurito, provò a scappare.
Quando Marinette lo raggiunse, lo guardò impassibile e con freddezza, senza far trasparire nessuna emozione e poi gli puntò lo stiletto nel cuore.
"Patetico" disse soltanto e raccolta l'arma si allontanò ed andò a riprendere il suo cavallo, mentre intanto una figura guardava il tutto con stupore e paura.

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⏰ Last updated: Feb 24, 2019 ⏰

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