Parassita alieno mutaforma

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«Rick questo non è facile per noi. Lo sai, ti ricordiamo tutti come un amico!»
«Oh- oh- oh, davvero? Beh, io ti ricordo come un lamentoso pezzetto di cacca, Morty. »
«Oh, sì?»
«Sì! Ho migliaia di ricordi di te, coglioncello e solo sei sono piacevoli.
Il resto è spazzatura pallosa, quindi perché non fai un favore a tutti e due e premi il grilletto?
Fallo! Fallo pezzo di merda! Premi quel fottuto grilletto!»

18 Marzo 2004
“Nome maschile che prende origine dalle parole francesi ‘morte mer’, Mortimer assume il significato di Mar Morto.” - Behind the names.com

 Il suo primo nipote concepito con cognizione di causa, era stato registrato all’anagrafe con un nome del cazzo.
Avrebbero potuto chiamarlo in modo decisamente più dignitoso, Leonard come quel finocchio del padre di Jerry per esempio.
Leone coraggioso è meglio di Mar morto. Qualsiasi cosa è meglio di Mar Morto.
Avrebbero potuto chiamare quel bambino anche Rick. Re, leader.
Meglio di Leone coraggioso, meglio di Mar Morto.
E dire che lui, in Beth, aveva posto tutte le sue speranze.
I suoi geni migliori tutti buttati nel cesso la sera del ballo del liceo, le carriere infinite che la sua intelligenza inestimabile -una qualità che nella figlia era palese quasi quanto il suo desiderio inconscio di ferire chi le stava attorno- le avrebbe garantito scambiate per nove mesi di inferno e una cosetta urlante dagli inusuali capelli rossi. Sicuramente un’eredità di quel cretino che era stata costretta a sposare.
Eppure, Mar Morto era un bambino diverso, Mar Morto era un maschietto silenzioso che si guardava sempre intorno con curiosità quando era sveglio, che passava l’ottanta percento del tempo a dormire, godendosi in pace quel sonno che un decennio dopo avrebbe anelato con desiderio.
Mar Morto era speciale e lo capì quando, nel buio della sua cameretta azzurro polvere e lontano da Beth e Jerry, Rick si ritrovò a sollevarlo tra le braccia e a sorridergli teneramente.
Ciao Morty, io sono il nonno.

8 Giugno 2005
“È importante ricordare che un ritardo nello sviluppo del linguaggio non è affatto un indice di ritardo dello sviluppo cognitivo” - Da mamma a mamma, mensile n°64

Morty non parlava, non gorgogliava e non faceva nessuno di quei versi cretini che i suoi coetanei all’asilo nido facevano.
Morty non parlava, indicava le cose con la sua manina paffuta e si imbronciava se non lo si accontentava, il massimo da lui era un rumoroso tremolio della bocca -un bruuuum- molto simile al rombo di un motore per ottenere il succo di frutta.
Morty non parlava e Beth piangeva, piangeva disperata, forse consapevole dell’errore madornale di concepire con un esemplare come Smith ma più probabilmente di preoccupazione, perché Summer all’età del suo secondogenito cantava insieme allo stereo e già pronunciava la parola mamma.
E preoccupato lo era anche Rick, che giustificava quell’assurda premura e quell’ attaccamento al nipote con stronzate a cui nemmeno lui stesso credeva, tanto da fargli visita una sera sì e l’altra pure a dispetto dell’allontanamento forzato che si era imposto poco dopo il secondo compleanno della prima nipotina.
Entrava nella stanzetta con la sparaporte, si muoveva in punta di piedi e non doveva nemmeno scomodarsi a svegliarlo, perché la luce verde del varco bastava a quel compito.
Il nipote in silenzio si alzava in piedi nel lettino, tenendosi alle sbarre di legno con le mani e stando in punta di piedi per spiarlo dal basso senza niente ad ostacolargli la vista, aspettando in silenzio una presa gentile che non sarebbe arrivata mai.
Lo scienziato si sedeva sullo sgabello verde da bambini ridicolmente troppo basso per lui e lo fissava in cerca di qualche indizio sul suo mutismo, traendo qualche sorso dalla sua fidata fiaschetta.
Ogni tanto passavano ore in religioso silenzio, il bambino come suo solito e l’adulto senza niente da dire, ma talvolta, semplicemente, Rick perdeva la pazienza e lo incitava aggressivamente a parlare facendo piovere su di lui una quantità tale di insulti da risultare folle anche per lui.
E fu proprio una di quelle sere che Morty reagì per la prima volta alla violenza verbale del nonno, interrompendo l’ennesimo rant a sue spese proprio ripetendone una parte.
«Cacca.»
Il sorso di vodka quasi non soffocò il più grande.
«Come? Puoi ripetere per il nonno?»
Chiese in un sussurro, ancora affaticato dalla tosse.
Il bambino allungò l’indice della mano paffuta con un’espressione corrucciata, indicandolo.
«Nonno. Cacca.»
Fu proprio quella sera che Rick, come sua figlia, pianse.
Ma di commozione.

Rick e Morty [one shots]Where stories live. Discover now