Sospetti nascosti.

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*Howaito's POV*
Mi svegliai tranquillo in quella mattina,ormai era autunno e le foglie negli alberi iniziavano a diventare di colore giallognolo. Non provavo nessun tipo di interesse per questi elementi,il clima,le piante,gli animali,l'aria,per qualsiasi cosa provai disinteresse,la mia famiglia era sempre al primo posto,la amai fino alla fine...ma quel "bastardo" mi portò alla disperazione,aveva rovinato la mia esistenza,mi aveva "macchiato".
Quando mi svegliai andai in cucina a fare colazione ma non c'era nessuno dei miei genitori
- "ma certo..probabilmente stanno tutti e due lavorando".
I miei genitori sono persone benestanti,molto ricche soprattutto grazie a mio padre,ero troppo piccolo per capire cosa faceva e come mai fosse così ricco,in quel periodo mi sentivo così fortunato ma non felice. Strano? No non lo era,anche se  tenevo una casa lussuosa ed enorme,ero ricco e ogni mia richiesta veniva esaudita purtroppo non avevo nessun amico,ero solo con i miei parenti. Le persone quando mi guardavano  mi facevano provare strane sensazioni,i loro sguardi erano chiari ed è come se dentro la mia testa in quel momento ci fossero tanti occhi che mi guardassero,essere emarginati è terribile. Ma la cosa mi piaceva in un certo senso,la gente in realtà era solo invidiosa di questa mia fortuna luccicante perché ero un bambino che poteva permettersi di tutto,tutti sapevano la verità sulla mia famiglia ed è per questo che ero solo ed ora vi spiegherò il vero motivo. Mio padre lo ammirai,era tutto grazie a lui che tenevamo una vita navigata in continuazione nell'oro,ma dove ricavava tutti questi soldi? E perché poi? Semplice,era il boss di una banda mafiosa,lo Stato lo difendeva in modo che lui e gli altri suoi "amici" potessero fare tutto quello che volevano,addirittura uccidere se serviva,faceva rapine tante rapine e passava tutto il giorno fuori casa per pensare ai tanti problemi che teneva,essere un boss richiede tanta fatica perché le cose che facevano erano assolutamente illegali e mio padre..mi portò dentro questa schifosa vita che non avevo mai chiesto perché io per lui e per tutti ero diverso,mi dicevano che ero speciale,NON È PER NIENTE COSÌ. Bene detto ciò godetevi la mia..storia?
Mattina ore 11:00
"Uffaaa ma quando è che tornano i miei genitori,mi annoio a stare in continuazione dentro questa casa,non c'è niente da fare mh.."
Decisi quindi di scendere dal divano dove ci ero seduto e di andare a cercare il maggiordomo Alan,era alquanto silenzioso ed esaudiva tutte le richieste mie e dei miei genitori,secondo me però dopo un po' che lo osservai potevo capire che non fare quel tipo di lavoro ed andarsene dalla mia casa,forse mi sbagliavo,però se fossi nelle sue condizioni avrei accettato solo perché siamo una famiglia molto ricca e quindi potevo anch'io ricevere molti soldi,ma dopo un po' sarebbe stato noioso,eri come imprigionato e messo in mezzo in affari che non ti riguardavano.
Trovai Alan camminare per il corridoio come se stesse facendo un giro della struttura per vedere se fosse entrato qualcuno,sembrava una guardia.
"Oh eccoti,ma dove eri?Ti stavo cercando dappertutto!" Dissi con una voce infastidita,ero sempre così e rimasi sempre viziato. Sentivo il maggiordomo scusarsi con me ed era anche abbastanza preoccupato,mi sembrava un ridicolo e rompiscatole. Non c'era bisogno di fare tutte quelle storie diamine!
"Aaargh e stai zitto. Perché devi comportarsi così come fai con mio padre? Mi dà fastidio quante volte devo ripetertelo! Sì insomma stavo cercando i miei genitori"
Dopodiché il maggiordomo si riscusò un'altra volta perché mi aveva dato fastidio e io lo guardai sempre con un'aria seria ed infastidita in quel momento desideravo solo fare qualcosa di divertente,possibile che è impossibile chiedere un po' di "felicità"? Alan mi disse che non sapeva dove fossero i miei genitori erano come spariti come solitamente lo erano.
"Sapevo tanto che non c'erano,non ci sono mai stanno sempre pensando ai loro problemi diamine." Sembravo arrabbiato,forse lo ero,non capivo nemmeno io avevo solo 10 anni dopotutto e volevo solo qualcuno di cui potessi veramente fidarmi e confidare ogni mio segreto ed emozione. Battei un piede per terra come reazione e me ne andai dritto senza neanche guardare dove stessi andando,tenevo lo sguardo abbassato mi sentivo in quel momento vuoto e completamente solo,come sempre lo ero. Iniziai a lacrimare,mi fermai all'improvviso e mi guardai allo specchio,mi vedevo con quell'espressione e con quei occhi rossi chiaro infiammati per colpa delle lacrime,me le asciugai subito e mi diedi uno schiaffo in faccia per punizione,come aveva fatto mio padre ogni volta che piangevo per stupidaggini,dovevo smetterla di piangere e iniziare ad essere una persona forte.
"Ahi!" Dissi a bassa voce quando mi diedi lo schiaffo,dopodiché smettevo di guardare lo specchio e ritornai con un espressione fredda dirigendomi in camera mia,una volta arrivato chiusi la porta e mi addormentai sul mio letto. Vedevo nero,come quando chiusi gli occhi ma questa volta sembrava trovare quel colore in ogni parte della mia vita.

❝Burning angel.❞Cerita yang bikin terobses. Temukan sekarang