"Come due binari,
costantemente vicini,
continuamente paralleli,
infinitamente divisi."
Le stazioni mi mettono addosso un'angoscia esistenziale così grande che il disagio assume forma umana.
Non tanto per l'attesa, per i piedi nervosi, per il ticchettio incessante dell'orologio al polso, ma per i luoghi in se, per i treni.
Le stazioni hanno i muri pregni di addii, di abbracci veloci e lacrime. Oppure di binari su cui i ragazzini barcollano tornando a casa con l'ultimo treno e con la prima sbronza presa da raccontare il giorno dopo alle ragazze in classe.
Oppure di me che aspetto, attendo, scalpito.
Già, me.
Il mio talento più grande è sempre stato la bugia.
Ho mentito agli altri con la stessa bravura con cui ho mentito a me stessa.
Così come ho preso in giro me, sono riuscita ad ingannare gli altri.
E se anche qualcuno ha mai intuito che quello che rispondevo loro non era la verità non hanno mai osato approfondire, non hanno mai osato andare oltre.
Le persone hanno paura di scavare oltre la prima barriera, perchè è sempre stata così spessa da far credere che dietro potesse esserci solo qualcosa di spaventoso.
E forse c'è.
Il mio treno è tra un'ora e di fianco a me due ragazzi stanno discutendo amabilmente su cosa fare il weekend. Lei è seduta sulle sue ginocchia e ogni tanto appoggiano le guance l'una contro l'altra, io ascolto la solita canzone sperando che gli auricolari nelle mie orecchie valgano come contatto umano.
Io prendo il treno delle 18,38 e un po’ sono triste.
Sono un po’ triste perchè non devo discutere di niente con nessuno, nè tantomeno c’è qualcuno che mi porti a cena al sushi del mio compleanno.
Mica mi manca qualcuno in particolare, solo mi manca la sensazione di mancamento.
O forse qualcuno mi manca ma io non manco a lui.
Pazienza, tanto non provo nulla.
Io prendo il treno delle 18,38 e spero che in qualche modo, in qualche mondo, un qualcuno mi stia ascoltando e capendo.
Tranquillo Hoshi , mi hanno detto di essere più spontanea.
E io spontaneamente decido di non provare niente.
Con la guerra vicina, è meglio non provare niente.
Ma ciao piccoli demoni, questo è un prologo senza senso della storia ma giuro che la storia un senso ce l'ha ah. Spero vi sia piaciuto almeno un minimo, è la prima storia che scrivo, pietà O_O. Ovviamente la moglie di Guren i'm io.
Guren: da quando? *la guarda male* è la storia di mia figlia.
Io: Nostra figlia.
Guren: ...
Io: ecco bravo taci.
cattiva giornata a tutti e che il disagio e le figure di merda siano con voi sempre.
Sinceramente vostra, baby satan👅
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❥Farmacon • ONS
Fanfiction"Io non lo so chi sono, e mi spaventa scoprirlo." Guren Ichinose ha una figlia, sì. Esattamente. E questa è la sua storia, una storia che nasconde un grande segreto. 《È difficile spiegare la sensazione. È come se tutti i muscoli del tuo corpo sian...
