Inferno

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Era un estate afosissima, sembrava di essere al centro della terra, li dove c'è il nucleo e dove tutto fonde.
Namjoon era seduto su una panchina in un parco sperduto della città, andava spesso in quel parco perché era sconosciuto e non c'era mai nessuno.
Ma quel giorno era così caldo che anche star li ad oziare era impossibile, si era anche organizzato aveva comprato alcune pillole per liberare la mente dal caos che regnava nella sua testa ma il tempo non lo permetteva.

Tornato a casa si fece una doccia fredda sperando di rinfrescarsi.
L'acqua gelida scorreva sulla sua pelle ma la sua pelle continuava a bruciare come se fosse all'inferno circondato dalle fiamme che lo avrebbero bruciato per tutti i vizi che si era permesso nella sua vita.
Così uscì dalla doccia consapevole che nulla gli avrebbe portato sollievo e si distese in boxer sul letto prendendo una cartina e delle rimasuglie di erba che aveva dimenticato nel cassetto affianco al letto pochi giorni prima.
Dopo aver posizionato l'erba già sminuzzata sulla cartina subito dopo il filtro l'arrotolo e leccò il bordo per chiuderla e dopo l'accese.

Ogni tiro che aspirava sentiva la sua pelle bruciare ancora di più ma la mente rilassarsi e svuotarsi fino ad arrivare all'ultimo tiro così si stese e si addormentò con gli occhi e la pelle che bruciavano sempre di più ad ogni vizio che lo portavano sempre più lontano dal limbo.
Ogni volta che si addormentava però le cose non andavano meglio aveva sempre quelle orribili scene che lo perseguitavano e anche se ne soffriva era già arrivato al primo girone .
I suoi sogni, o meglio dire incubi, erano immagini impresse nella sua mente che non sarebbero mai state cancellate.

Quel giorno era sotto effetto di droga e ubriaco, non era se stesso e tornato a casa aveva sfogato la sua rabbia sulla prima persona che gli era capitata d'avanti, la sua sorellina.
L'aveva tirata per i capelli e strangolata fino a farla piangere e a lasciarle dei segni viola sul suo piccolo collo, ma non l'aveva uccisa così , sarebbe stato troppo veloce e lui aveva bisogno di sfogarsi.
Così l'aveva trascinata sempre tirandola per i capelli in cucina, mentre lei urlava e piangeva pregandolo di lasciarla,era così spaventata non aveva mai visto suo fratello in quello stato, era sempre stato gentile con lei ,ma quella starebbe stata l'ultima volta che lo avrebbe visto, infatti lui prese un enorme coltello da cucina e la pungnalò dritto nel cuore dove lui era stato colpito.
Subito dopo uscì dalla cucina e andò nella sua stanza, dove ancora tutto impregnato di sangue si teste sul letto e si addormentò.
Il mattino seguente dopo essersi alzato notò di essere tutto sporco di sangue, la sua maglia bianca era ormai quasi tutta rossa così corse in tutta la casa e una volta arrivato in cucina e aver visto la sua sorellina in una pozza di sangue che giaceva sul pavimento freddo si accasciò a terra e pianse in silenzio.
Pianse fino a perdere tutte le lacrime che aveva in corpo, non si ricordava di come l'aveva uccisa era ubriaco e drogato ma soprattutto arrabbiato e ferito e aveva sfogato la sua rabbia su una bambina di appena dieci anni, non se lo sarebbe ma perdonato.

Ogni volta che sognava la sua sorellina morta e lui impotente che non avrebbe potuto riarrotolare il nastro si svegliava di colpo e si drogava nel bel mezzo sella notte come prima volta di tante durante il giorno così come questo.

Inferno,Purgatorio,Paradiso_NamjinStories to obsess over. Discover now