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La pioggia batte incessantemente contro il vetro della mia finestra, io sono seduta sulla mia sedia girevole intenta a leggere un altro romanzo noir, mentre ascolto la musica che le goccie d'acqua producono contro il vetro. È qualcosa che mi ha sempre affascinato e rilassato, leggere mentre la pioggia fa da sottofondo, aiutandomi a entrare meglio in quel magico mondo fatto di carta e parole scritte.
Tra due settimane mi laureo, non sto più nella pelle, finalmente potrò iniziare a cercare lavoro come restauratrice di opere d'arte. È da sempre il mio sogno e ho iniziato un percorso universitario di storia e restauro dei beni culturali e opere d'arte. Finalmente sto per realizzare il mio sogno numero uno, il numero due è ancora un po' complicato da realizzare totalmente ma ci lavorerò.

Ho sempre desiderato viaggiare e scoprire il mondo, nuove culture, tradizioni e storie e spero che il mio futuro sia ricco anche di queste possibilità.

Con un sospiro chiudo il libro, è ora di andare a dormire o la mia coinquilina - nonché migliore amica - mi ucciderà perché domani non mi sveglierò e faremo tardi a lezione. Mi sbrigo a mettere la sveglia e a infilarmi nel letto, lasciando che Morfeo culli il mio sonno.

***

«Dalila! Svegliati dormigliona! Non dirmi che ti sei di nuovo addormentata tardi per leggere?!» La voce di Azzurra mi riscuote dal mio sonno profondo e mi costringo ad alzarmi dal letto, mentre lei entra in camera come una furia.

«Lo sapevo...Dalila sbrigati o il professore di storia dell'arte ci ammazza se arriviamo tardi nelle sue ore, lo sai.» Annuisco senza parlare, la mattina non sono molto reattiva e poi sono ancora imbambolata a ripensare al sogno che ho fatto.
Un uomo in smoking, elegante e dai movimenti sensuali e raffinati che mi invitava a danzare con lui in una sala da ballo gremita di gente, tutti abbigliati a festa e con delle splendide maschere.

«Guarda avrei fatto volentieri anch'io un bel ballo con il tuo cavaliere mascherato, ma adesso è la lezione che ci aspetta a braccia aperte.», scoppia a ridere Azzurra, quando mi rendo conto di aver detto tutto ad alta voce e divento paonazza.

Mi alzo di corsa per andare a farmi una doccia veloce e cambiarmi. Mi infilo una semplice maglietta a maniche corte bianca, un jeans morbido ma che mi fascia perfettamente i fianchi e delle scarpe comode nere e bianche.
Dopo aver fatto tutto e prima di uscire dal bagno mi spazzolo velocemente i capelli castano rame, raccogliendoli in una treccia laterale e mi stendo un velo di trucco: correttore, una leggera cipria e mascara. Ho sempre amato il trucco naturale e le ciglia lunghe e scure che mi ritrovo, mi aiutano a sembrare sempre un minimo truccata, non ho bisogno di eccessi.

«Sì hai degli splendidi occhi Dalila, dai andiamo!» Mi prende in giro Azzurra, guardandomi dalla soglia della porta mentre mi finisco di mettere il mascara, che sui miei occhi verde scuro dona intensità ma allo stesso tempo, sembrano più accesi per via della mia carnagione chiara.

«Sono pronta!» Afferro la giacca di pelle e insieme ad Azzurra usciamo da casa per dirigerci in aula. Fortunatamente siamo delle studentesse che risiedono negli alloggi dedicati a tutti gli studenti fuori sede e quindi in cinque minuti siamo nella nostra facoltà: Lettere e Filosofia ma in cui si trovano anche tutti gli altri corsi umanistici.

«Bene ragazzi, questa è la nostra ultima lezione, la prossima settimana avrete l'ultimo esame con me, prima della vostra cerimonia di laurea, per il voto finale. Quindi che dire...in bocca al lupo e auguri per tutto!» Ci sorride il professore di storia dell'arte, appena termina la lezione e tutti ci alziamo per dirigerci fuori dall'aula.

«Ancora non ci credo...ci stiamo per laureare!» Esclama entusiasta Azzurra e io sorrido.

«Hai ragione, non vedo l'ora! Già mi sento l'ansia addosso, mio Dio!» Le rispondo mentre ci dirigiamo al bar per andare a prendere qualcosa da mangiare.

Ho Derubato Il Ladro [IN REVISIONE] Histórias para pegar e não largar. Descubra agora