Non sapeva più chi fosse, l'unica cosa di cui era certa era la frenesia con la quale i suoi piedi si davano il cambio uno dopo l'altro in una corsa pazza, senza una meta, se non la salvezza.
È questo il problema di quando perdi la tua memoria, non sai più nulla. Non sei più nulla.
C'era uno strano senso di contorcimento nelle sue viscere, una pesantezza ingiustificata sul petto, una malinconia di qualcosa di cui neanche sapeva o ricordava l'esistenza. Aveva la sensazione di aver perso qualcosa, un pezzo importante di se stessa. Forse l'amore, forse la libertà... Non aveva mai davvero compreso la differenza tra questi due.
Ora vi starete chiedendo cosa ci fa una giovane ragazza in una calda notte estiva a correre in mezzo alla strada, con le lacrime agli occhi e l'anima tormentata, probabilmente se lo sta chiedendo anche lei. Ora proverò a raccontarvi la storia, tra oscurità e amore, rock n roll e malinconia, vita e morte.
*Capitolo I: Deadly Black*
Erano le 4 e mezza del mattino, Jane era ancora sveglia, stava fumando l'ultima sigaretta della nottata mentre faceva partire per l'ennesima volta Exile on Main St, l'album dei Rolling Stones.
Non si considerava un'accanita fumatrice, le capitava di esagerare solamente quando era particolarmente stressata o pensierosa, proprio come quella notte.
Qualche sera prima infatti s'era recata in un locale per sentire una band di amici e aveva visto un ragazzo: Era entrato nel pub, da solo, senza rivolgere parola ad anima viva ad eccezione del barista, al quale chiese una birra. L'aveva studiato per tutta la sera senza capire esattamente che cos'avesse quell'individuo che la colpisse così tanto, poteva cogliere nel suo sguardo un che di familiare e... freddo. Come un pesce fuor d'acqua, disorientato dalla folla e dalle luci del bar ma allo stesso tempo ben piú cosciente del resto della gente di dove si trovasse.
Dicono che sia una cosa che succede poche volte nella vita, alcuni lo chiamano colpo di fulmine, o amore a prima vista, ma Jane non era convinta che si trattasse di quel genere di situazione.
Semplicemente era riuscita a scorgere negli occhi limpidi di quel ragazzo una profonda e tiepida malinconia come un luminoso sole incapace di scaldare. Era una strana sensazione quella che le provocó; non del tutto chiara, ma più intensa di quelle che solitamente provava osservando la gente comune.
Finalmente l'album arrivò alla sesta traccia, sweet virginia e Jane iniziò automaticamente a cantare, obbligando la sua mente a tornare alla realtà.
Non aveva voglia di dormire, non che mancasse il sonno, ma dati gli incubi che nelle ultime notti disturbavano il suo riposo preferiva stare sveglia e ascoltare un po' di buona musica.
Ricordava ben poco di quei sogni, ma non riusciva a scrollarsi di dosso quel panico, che le rimaneva nelle ossa anche una volta sveglia... sentiva nelle sue cellule delle ondate di ansia, nata dalla necessità di allontanarsi il più possibile da qualcosa che finiva puntualmente col raggiungerla e ucciderla.
Inizialmente aveva dato la colpa allo stress che la tormentava in quel periodo, in cui tutto il lavoro si stava accumulando con l'arrivo della bella stagione.
Quando finalmente si decise ad andare a dormire erano le 5 passate e considerando che si sarebbe dovuta alzare poco più di un'ora dopo non si prese neanche il disturbo di togliersi i levi's prima di infilarsi tra le lenzuola e scivolare in un sonno profondo e tormentato.
Era sdraiata supina su di un altare di pietra fredda e dura, i polsi legati tra loro dietro la schiena assumendo una posizione scomoda e innaturale, costringendo le spalle e il petto a rimanere completamente esposti, aperti.
BINABASA MO ANG
Freedom Seekers
SpiritualNon sapeva più chi fosse, l'unica cosa di cui era certa era la frenesia con la quale i suoi piedi si davano il cambio uno dopo l'altro in una corsa pazza, senza una meta, se non la salvezza. È questo il problema di quando perdi la tua memoria, non s...
