Oslo. 25/03/2018
"Noora? Noora!"
Non mi rendo conto che Eva mi stava chiamando,fino a quando non mi arriva uno schiaffo sulla testa da parte dalla mia migliore amica dai capelli rossi.
"Eva smettila! Cosa vuoi!" urlo coprendomi la testa.
"Stavo dicendo che dovremmo cominciare a pensare a cosa fare per Pasqua. Ma invece stai facendo la raperonzolo mentre guardi fuori dalla finestra"
Rido e divento rossa per la vergogna.
"Almeno la vuoi smettere di urlare?" le domando gentilmente.
Quando vedo che lascia le sue mani lungo i fianchi, abbasso subito anche le mie.
"Sentiamo. Chi stavi guardando dalla finestra?" mi domanda dandomi una pacca sul braccio.
Instintivamente riporto la mia attenzione fuori, e cerco ancora una volta il mio obiettivo.
E ancora una volta, lo trovo.
"Ahh, ora ho capito. William" mi dice ridendo. Ma io invece non rido, anzi sospiro.
"Noora, sono più di due mesi che non vi parlate, lui è andato avanti! E lo ha dimostrato anche troppo bene.
Ora anche tu devi andare avanti!"
urla ancora una volta, tormentandosi la sua lunga coda arruffata.
Ridacchio, perché ogni volta che prova ad essere seria, risulta ancora più buffa.
Ma non posso di certo negare che ha ragione.
William è andato avanti, e così dovrei fare anche io. Magari fosse facile.
"Ragazze!" come se non capitasse troppo spesso, Vilde corre per le scale verso di noi, levandosi dal viso alcune ciocche bionde.
Appena arriva si ferma, e anche con il respiro affannoso, cerca di parlare, ma alla fine è costretta ad aspettare di riprendere fiato.
"Ho grandi notizie!"
Eva ed io ci guardiamo per cinque minuti, sapendo che quando Vilde dice così non ci sono mai grandi notizie. Almeno non per noi.
Continua a guardarci tutta sorridente con i suoi grandi occhi azzurri pieni di allegria.
Eva la guarda cominciando a ridere mentre io invece alzo gli occhi al cielo.
"Allora. Non prendete impegni per le vacanze pasquali."
Per un momento ci guardiamo tutte e due allo stesso modo per poi aggrottare la fronte.
Ma di che diavolo sta parlando?
"E perché mai?" le domanda ridendo Eva.
"Be, visto che presto sarà il diciottesimo di Magnus, ha di festeggiare con tutti nella sua casa al lago dei genitori, simile a quella di Jonas ma andiamo fuori città e mi ha chiesto di invitare anche voi"
Sarei tentata di non accettare,non perché non abbia voglia ci mancherebbe, ma perché non mi sento pronta per una festa.
Ma prima ancora che io possa rispondere, Vilde mi interrompe per la seconda volta.
"State tranquille, non faremo casini, ho già avvertito la altre e sono super contente. Vi prego non potete dirmi di no!"
"Vilde!" le urlo esasperata.
Ma proprio quando stavo per dirle di no, incrocio il suo sguardo e poi quello di Eva.
Sospiro."Va bene vengo"
Vilde lancia un'altro urlo e poi mi abbraccia forte.
Quando scoglie l'abbraccio, si gira verso Eva, ma lei le informa gentilmente che le farà sapere.
Appena suona la campanella, Vilde corre in classe mentre io ed Eva torniamo alla lezione di letteratura spagnola.
Non è una materia che amo particolarmente, nonostante i miei voti alti.
Sono più una persona che ama l'inglese, anche se lo spagnolo è una bella lingua, l'inglese lo supera nettamente.
La lezione passa velocemente, come se non fosse mai cominciata, eppure al posto di prendere appunti, ho passato tutto il tempo a scrivere più di trecento volte, il nome di William.
Per quanto io possa sforzarmi di levarlo dai miei pensieri, lui li domina e li fa suoi schiavi.
Ed io posso solo continuare a guardarlo mentre si fa incontri con altre ragazze, a feste dove casualmente Vilde viene invitata chiedendo delle sue amiche.
Torno a casa a piedi, visto che non ho voglia di incontrare William e quell'altro deficente di Chris sull'autobus.
Lancio lo zaino sul divano, e corro in cucina per mangiare qualcosa.
Come addento il panino, un demente mi interrompe il pranzo.
"Wow qualcuno ha la luna storta oggi" esclama.
"Ma sta zitto Eskild" gli rispondo.
"Allora signorina per quanto a lungo mi terrai segreto il motivo per cui tu e William vi siete lasciati?"
A sentire quel nome spalanco gli occhi.
"Eskild per la quattrocentesima volta, non sono affari tuoi!"
Mi piace il fatto che si preoccupi per me, ma non lo posso sopportare quando fa domande invadenti, specialmente se riguardano William
"Ah comunque per Pasqua non ci sono. Parto"
"E dove vai di bello signorina?" Mi domanda alzando le sopracciglia.
"Non dove pensi tu pervertito che non sei altro" rispondo tirandogli un pezzo di pane.
"Vado ad una festa. Magnus fa diciotto anni e ci ha invitati alla casa sul lago dei genitori" rispondo facendo spallucce.
"Ottimo! Quindi potrò usare la tua stanza per farci una festa?"
"Scordatelo Eskild" gli rispondo lanciandogli uno sguardo maligno.
"E quando dovresti partire?" mi domanda sedendosi davanti a me.
"Sabato" visto che non mi crede, gli mostro il messaggio di Vilde che mi conferma la partenza di Eva.
Eskild, da buon coinquilino, mi raccomanda di stare attenta e di non fare casini, e di tante altre cose che non ho ascoltato perché ero impegnata a finire di mangiare.
Nota autrice:
Hey! Ormai era tanto che non pubblicavo una storia nuova. E adesso eccomi qua, con la mia prima fan fiction su SKAM.
E ovviamente voglio ringraziare @una per la bellissima copertina. Grazie Colaf!
Un bacio a tutti. E al prossimo capitolo.
GiorgiaMusicForever
