Sara fissava il soffitto da quasi due ore. Non riusciva a rilassarsi e a prendere sonno. Le succedeva spesso ultimamente, solo era consapevole che se non avesse dormito l'indomani sarebbe stato difficile scendere in campo.
Sospirò e allungò la mano verso il cellulare. Aveva parecchie notifiche, sopratutto messaggi di incoraggiamento da parte di amici e colleghi. Non aveva però voglia di leggerli, l'avrebbero solo agitata in modo ulteriore. Non riusciva a svuotare la testa dai mille pensieri che l'attraversavano.
La partita era fondamentale per la sua carriera, non ne giocava una ufficiale da quasi nove mesi e quella doveva essere la svolta, la rinascita, non poteva permettersi passi falsi. Si era allenata duramente per quel torneo, uscire al primo turno, contro una ragazzina oltretutto, sarebbe stato devastante dal punto di vista psicologico.
Si passò una mano sugli occhi e si diede della stupida. Aveva ventisei anni ormai, era abituata a queste pressioni, calcava i campi importanti da quasi dieci anni. Perché allora non riusciva a togliersi di dosso quella sensazione fastidiosa di inadeguetezza che provava ormai da tempo?
Amava il tennis e amava come la faceva sentire, però non riusciva più a viverlo in maniera serena e, sopratutto, non le regalava più emozioni. Era questo a ferirla davvero.
Più di una volta aveva anche pensato al ritiro anticipato e a dedicarsi ad altro, magari avrebbe anche ripreso gli studi. Ci aveva pensato sul serio sopratutto dopo l'ultimo infortunio al polso, però avrebbe deluso suo padre, per l'ennesima volta, e non voleva farlo, non ora e non in quel modo. Questo significava star male, ma poteva sopportarlo, doveva farsi passare quei pensieri, altrimenti non sarebbe riuscita ad andare avanti in maniera tranquilla.
"Cazzo, Sara rilassati!" - disse quasi urlando a se stessa - "Domani fai quello che ti riesce meglio e sconfiggi quella ragazzina."
Poi iniziò a ridere, quasi in maniera isterica, doveva trovare una soluzione ai suoi problemi. Non solo sportivi, ne era consapevole ma ora voleva solo dormire e smettere di pensare. O almeno provarci. Al domani avrebbe pensato solo domani.
YOU ARE READING
Smash
PoetrySara è una tennista professionista, eterna promessa incompiuta. Riuscirà a superare i suoi limiti sportivi e, sopratutto, personali, per poter finalmente vivere la sua vita?
