Il vento soffiava forte e alzava l'acqua del Mar Baltico. C'erano onde fino a due metri di altezza. La Flotta Vichinga stava tornando a casa dopo una guerra in alcune terre a Sud.
Tornava vincente, ma mutilata. Centosettanta tra le più potenti navi della Flotta erano state distrutte. Ne tornavano appena dieci con poche centinaia di uomini a bordo, di cui molti feriti.
Ivan era un soldato, un comune soldato che era partito dieci anni prima e che adesso tornava, con un braccio in fasce e qualche dito di meno. Ringraziava il cielo, però. "Avrò visto gente morire, anche degli amici, avrò pensato alla morte molte volte, ma almeno sono vivo.
Almeno sono vivo... e presto potrò riabbracciare mia moglie, che non rivedo da dieci lunghissimi anni..." pensava Ivan. Mancava poco... già si scorgevano le coste di casa.
Alcune case in legno e mattoni si profilavano all'orizzonte. Dai camini si alzava un fumo nero come il carbone.
I pochi uomini e le donne rimaste al villaggio, quando videro le navi all'orizzonte, si fiondarono al porto. Ed ecco che le navi erano attraccate. Si vedeva donne piangere, informate della morte del marito, uomini piangere di gioia e bambini: bambini che ormai erano diventati adulti, ma che ancora festeggiavano come piccoli per il ritorno del padre che non vedevano da tanto tempo o non conoscevano.
Ivan cercò sua moglie. Ma non la vide. Gli si avvicinò un uomo: "Ivan!", era il padre del giovane. Ci fu uno scambio di abbracci, di parole affettuose e di lacrime. Quando, però Ivan chiese a suo padre se sapesse dove fosse sua moglie il padre rispose: "Figlio mio, mentre voi eravate a combattere, è giunta qui un'epidemia. Chi dice tifo, chi peste, chi entrambi. Tua moglie è morta".
"Tua moglie è morta" quelle parole, quel dolore. Ivan non avrebbe mai pensato che quattro parole avrebbero potuto fare così male. Eppure era così. Tornato a casa, Ivan trovò tutto come l'aveva lasciato, sembrava impossibile che in quell'ordine apparente ci fosse un tal disordine...
Tempo dopo Ivan si stava riprendendo dal trauma. Il braccio si era rimesso e le dita, beh quelle erano perse, ma si era abituato al fatto di non averle più.
Si dedicava ogni giorno all'insegnamento, come non volesse pensare ad altro, come non potesse pensare ad altro. Scherma, difesa, lettere, matematica, arti libere. Sempre. Ogni giorno. La vita non aveva intenzione di cambiare. Non per il momento almeno.
Un giorno, d'estate, Ivan fece un'escursione con qualche amico su una montagna vicino al villaggio. Ogni dieci anni dieci popolani dovevano farla per tradizione. Si narra che in quel giorno, in quel luogo, uno dei fortunati dieci otterrà un premio.
Credenze o meno, Ivan giunse sul cucuzzolo senza avvertire nulla di strano. "Tutto normale - pensava - è solo una vecchia tradizione".
Giunto il tempo di rincasare, Ivan temporeggiò per ammirare il tramonto e scese la montagna che era già notte. Una notte buia. Molto buia. Non c'era una stella. Tranne una. "Strana stella. - pensava Ivan - sembra muoversi, no aspetta... si sta muovendo...". Per tutti coloro che leggendo penseranno a una stella cometa o a un meteorite, si stupiranno quando sentiranno che Ivan raccontò agli amici di aver visto "una nave, una nave che cadeva. E una nave più piccola che si staccava da questa da cui ad un certo punto, fu espulso qualcosa, che si schiantò al suolo creando un cratere nella foresta vicino a me".
Ci fu un grido. Come demoniaco, o angelico, o entrambi, o nessuno.
Ivan si lanciò in una corsa sfrenata all'inseguimento delle urla che si facevano sempre più alte e disperate. Ivan vide il cratere, ancora un po' bruciacchiato. Ma il cratere in quel momento aveva minore importanza... dentro al cratere c'era una ragazza, con abiti buffi, bianchi, grossi, con una cupola di vetro rotto sulla testa.
"Da dove arrivi tu? C'era una nave? Come hai fatto a creare un cratere? Chi sei?" chiese Ivan, più curioso che volenteroso di aiutarla.
"Io... Sofia..." rispose. E non ci fu nessun'altra risposta. Era svenuta.
CIAO A TUTTI! ECCO IL MIO RITORNO, DOPO TANTO TEMPO! AVEVO DETTO SAREBBE TORNATA SOFIA, NUOVA, CORRETTA E PIU' APPASSIONANTE (o almeno lo spero) FATEMI SAPERE SE VI PIACE! FATEMI SAPERE SE MI SONO SFUGGITI ERRORI! A PRESTO!!
P.S. ANDATE A DARE UN OCCHIO ANCHE ALLE MIE ALTRE OPERE!
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Sofia
Science FictionEra uno di quei piccoli villaggi in cui nulla succede. Un giorno una giovane ragazza viene trovata, e cambierà la storia di tutti i Vichinghi. Il suo solo nome faceva tremare la terra. Il suo nome... beh... lo Sofia P.S.il racconto è fantasy non c'è...
