Prima Prova - La Fossa

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Avvertimento: Questa storia non intende prendersi gioco in alcun modo di argomenti seri o del dolore. È esattamente il contrario, è una catarsi, è un riscatto. Non mi permetterei mai di mancare di rispetto a persone che hanno vissuto certe cose. Spero che il messaggio emerga.
Generi che ho scelto di amalgamare: Commedia/Drammatico.
Parole: 2500 circa.
Giudici: Dark_killer_29
thestoryofofelia

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La Fossa - Una storia per chi ha saputo amare male.

-Insomma, vorrebbe gentilmente descrivermi come le è successo?

-Non riesco a capire. Dove mi trovo?

-Si trova a Central Park, signore. Si ricorda qualcosa? Ha assunto sostanze stupefacenti? Abbiamo controllato e sembra illeso.

-Io... Voglio parlare con Monica... Sapeva che è la mia anima gemella? O così mi diceva lei, mentre mi dipingeva... Mi dipingeva ovunque, lo sa? In salotto, in bagno, in biblioteca... Una volta ha voluto immortalarmi in fila al supermercato! "L'Attesa", sì, be', siamo finiti nei guai quella volta, ma solo perché di questi tempi l'America è totalmente insensibile all'Arte.-

Riuscivo a stento a ricacciare le lacrime e mi bruciava la gola. Quanto l'avevo amata, anzi, quanto l'amavo! Ero stato così assurdo con lei. E adesso, ben mi stava di ritrovarmi in mezzo a Central Park circondato dalla polizia - Anche se francamente non ricordavo nulla di ciò che fosse successo. Che donna era, la mia Monica! Avrebbe tratto un dipinto meraviglioso da quella circostanza, ne ero certo. Mentre pensavo a quanto sarebbe stata interessata al contrasto tra la calma dell'enorme parco e le macchine della polizia, intruse tanto disturbanti nella quiete , il senso di colpa mi colpì violento. Avrei dovuto tentare di riparare le cose fra noi, provare a contattarla più volte. Ora, bella storia! Mi sarei messo a singhiozzare, se avessi potuto. Mi capitava spesso di riuscire a contenermi a stento. La testa mi girava e sentivo le gambe deboli e malferme.

-Capisco che sia molto scosso, ma dobbiamo perlomeno identificarla. Cerchi di calmarsi. Qual è il suo nome?

-Sono Sam Hastbury. Potreste chiamare Monica? Monica Dray? Conosco il suo numero - a memoria, e quello di suo padre, quello dell'appartamento a Seattle e della casa a Miami-, vi prego, non mi importa dell'incidente, voglio solo parlare con lei. Sono sicuro che non c'entra niente, è stato quella sottospecie di pazzoide che si è trovata dopo di me.

-Intende dire che quello che è successo riguarda la sua storia finita male con una ragazza? Mi dispiace, signor Hastbury, ma dobbiamo portarla alla Stazione. Può telefonare a qualcuno una volta lì. La prego di non cercare di contattare la sua ragazza; Dalle sue parole è chiaro che al momento non è sufficientemente lucido.

-Non è più la mia ragazza! Io... Voi dovete lasciarmi parlare con lei, non sto bene, ho bisogno di vederla, ho bisogno di sentirla, di parlarle!

Il poliziotto, ignorando quello che stavo dicendo - Nè a lui né a nessun altro importava come mi sentivo o cosa provassi: ero Antonio con Cleopatra, Romeo con Giulietta, Sam senza Monica!- mi fece salire sulla macchina, che puzzava di sudore e somigliava ad una fornace. Mi voltai a guardarlo. Lui era serio ed aveva assunto un'aria professionale.
-Si allacci la cintura.
Mise in moto l'auto e gli alberi iniziarono a sfrecciarmi davanti agli occhi.

-Spero solo che sia guasta, che passi una moto che ci faccia sterzare fuori dalla strada e che io muoia con il viso colmo di sofferenza, quello di un martire devoto che ha perso ogni cosa, e che lei mi veda e capisca quanto io fossi realmente pentito! Getterà per prima un fiore sulla mia tomba, vestita di nero, e la morte suggellerà l'unione perpetua delle nostre anime.

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