continuo a scrutare l’orizzonte come se aspettassi qualcuno, o qualcosa.
è l’alba
non so precisamente cosa mi spinga ad alzarmi ogni sabato mattina a quest ora, non so se
sia questo cielo a interessarmi, o il messaggio che esso mi trasmette.
scientificamente parlando, l’alba è la fase di passaggio tra la notte e il giorno durante la
quale, poco prima che il Sole sorga sull'orizzonte, a causa della rifrazione e della diffrazione
dei raggi solari da parte dell'atmosfera terrestre, il cielo si schiarisce progressivamente.
tutto questo mi fa pensare che la mia vita, ma anche la tua, la vita di chi cazzo ne so, è
destinata a diventare sempre più difficile, per poi finire, nella calma più assoluta.
il mio telefono si illumina.
‘ sei ancora su quel tetto mattiniera?’ è un messaggio di jack, il mio migliore amico
sorrido leggermente immaginando la sua faccia ancora addormentata mentre strabuzza gli
occhi per poter scrivere, sarebbe tenerissimo.
‘ certamente, c’è un cielo limpidissimo, non potevo perdermela’ gli rispondo alzando
nuovamente lo sguardo verso il cielo leggermente ravvivato dalla pallida luce del sole, sta
sorgendo.
non perdo tempo e afferro la mia polaroid.
credo di non averne mai vista una così bella.
resto incantata qualche secondo quando sento una voce familare:
-avevi ragione, oggi è proprio bella- e poi, aggiunge
-so che ti piace stare da sola in questi momenti, ma volevo vederne una con te-
è jack, per quanto mi abbia dato fastidio non posso essere arrabbiata con lui.
-allora, signorina mi perdona?- mi chiede allargando le braccia, mi ci butto dentro senza
esitare.
- guarda cosa ti ho portato- mi indica due cappuccini e due cornetti, quanto gli posso volere
bene?
-sai proprio come farti volere bene eh?-
fa una smorfia ma poi riprende a sorridere
-perchè, non mi vorresti bene lo stesso?- mi dice facendo il labbruccio
-certo- gli espongo con il cornetto già in bocca.
mi fermo un attimo a guardarlo e mi accorgo, ancora una volta, che è veramente un bel
ragazzo: capelli neri arruffati, belle spalle, mani e braccia, un bellissimo sorriso, alto.
ma tutto questo non è niente in confronto al suo carattere, a volte è una vera testa di cazzo,
è bipolare, tende a fare il coglione molto spesso, ma allo stesso tempo sa essere dolcissimo,
un confidente, mi fa ridere quando sono triste e posso dire, per esperienza,che è uno di
quegli amici che si alzerebbe alle 3 di notte per venirti a prendere in un paesino sperduto nel
nulla lontano un’ora e mezza da casa perchè ti sei persa durante una delle tue fughe, quindi
si, posso dire che è il migliore.
-ci vai al ballo d’inverno?- mi domanda facendomi risvegliare dal mio stato di trans.
-non credo, le mie amiche mi avevano proposto di andare insieme ma so che rimarrei sola
mentre loro andranno dai loro ragazzi, quindi non credo che mi convenga-
-beh… se vuoi potremmo andarci insieme, cioè come amici ovvio- mi dice mettendosi la
mano tra i capelli e arrossendo un poco.
-mhh perchè dovrei esaudire la sua richiesta?- gli dico con fare fanciullesco
-perche sono irresistibile, ovviamenteci guardiamo negli occhi e scoppiamo a ridere.
scendiamo dal tetto e ci dirigiamo ognuno a casa sua.
entro in casa cercando di fare il minimo rumore.
ovviamente fallisco, urtando la gatta che si mette a correre per casa sbattendo contro le
sedie,grazie mille artemide.
mi fiondo in camera afferrando il mio libro preferito ‘la sinfonia perfetta’
mi perdo tra le righe e non mi accorgo di avere 250 messaggi dal gruppo delle mie amiche.
‘ragazzergazzeragazze sono solo le 10.30 e ho già 250 messaggi, riassunto?’
‘ oggi si va in città per fare compere, alle 14 in stazione’ mi risponde Demi
‘ok, allora a dopo’
decido che è meglio che vada a fare una doccia.
comincia il mio concerto privato.
ho sempre avuto la passione per il canto, e finalmente mi sono decisa a prendere lezioni.
mi vesto con un top rosa pastello e dei pantaloncini bianchi.
mi avvio verso la stazione con le cuffiette nelle orecchie.
vedo in lontananza Abigail, Demi e Zoe che mi aspettano.
gli vado incontro e mi dicono di andare che il treno stava per partire.
riusciamo a trovare posto e mi siedo vicino al finestrino.
cominciamo a parlare finchè non viene fuori l’argomento
per fortuna stanno parlando di jack
-è proprio un bellissimo ragazzo, peccato che abbia un’altra per la testa- esclama Zoe
che cosa? gli interessa una e non me lo ha detto?
-no aspetta, me lo avrebbe detto, è il mio migliore amico e...-
-ma sei scema?- mi interrompe Abigail
-non vedi che è cotto di te?- aggiunge Demi
ma che cosa stanno dicendo
queste sono pazze
-no ragazze, siamo solo amici, lo sapete, non di più-
le loro facce si fanno serie per poi assumere un espressione quasi divertita
-allora perchè ogni volta che lo chiami ‘migliore amico’ la sua faccia si fa triste?- mi chiedono
in coro
non ci avevo mai fatto caso
no dai è impossibile, io non riesco a vederlo come fidanzato.
-dai rega lo farà a caso- dico per ribattere
- se lo dici tu-
mentre loro parlano mi perdo a guardare fuori dal finestrino
sto nuovamente pensando a Lui e non dovrei
tutto mi ricorda lui
non riesco a levarmelo dalla testa.
lo ritrovo sempre.
quando mi sveglio, quando vado a scuola,mentre faccio i compiti,quando mi annoio, quando
esco con gli amici, lui è sempre li.
lo ricordo in tutto.
ovunque c’è qualcosa che mi ricorda lui.
e a volte è straziante.
mi chiedo spesso se tutto questo ha senso
intendo: perchè anche se siamo consapevoli che non ci potrà mai essere niente la nostra
mente ci obbliga a scervellarci? non è già abbastanza soffrire di nostro? ci si deve mettere
anche l’amore?
per non parlare del mondo, che quando ti decidi a dimenticare, semina come un
contadino,un contadino stronzo,cose che si riferiscono a lui. solo chi è innamorato capirà.
mi sento scuotere e vedo zoe che mi chiama
-oi ci sei? siamo arrivati- esclama ridendo
-oh sisi ci sono, stavo solo pensando-
-chissà a cosa- mi dice con espressione maliziosa. io la uccido.
-scema-
ci incamminiamo per le strade della città godendoci le ultime due settimane di vacanza
estiva. non so se sono pronta a ricominciare.
anzi, non sono pronta.
per niente.
lo devo rivedere a scuola.
non credo di farcela.
-raga guardate che figo- esclama Abigail indicando un ragazzo davanti a noimhh non mi piace- dico consapevole del fatto che ora mi diranno che ho dei gusti di merda
in materia di ragazzi.
- beh con i tuoi gusti capiamo- esclamano.
me lo aspettavo.
credo di essere una delle poche che guarda poco l’aspetto fisico
ma a quanto pare, anche se non mi piace un ‘figo’ sono nella merda lo stesso.
perchè la vita è così ingiusta?
entriamo in un negozio e mi fiondo,letteralmente, verso un vestito bordeaux.
è semplice ma bellissimo.
-dai provalo- mi incitano le mie amiche.
mi decido a provarlo.
devo ammettere che mi sta bene.
esco dal camerino e faccio finta di essere una modella durante una sfilata
io e le altre scoppiamo a ridere.
mi piacciono questi momenti.
zoe indossa un bellissimo vestito giallo simile al mio, le sta proprio bene.
-si Nives, direi che ti sta molto bene-
oh no
è la voce di..
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visibilmente invisibili
ChickLitnives è una ragazza di 16 anni, ha apparentemente una vita normale: amiche fantastiche,va bene a scuola, le piace leggere e netflix è come il suo fidanzato. ha una famiglia che le vuole bene, due fratelli, micol e bruce, un gatto di nome artemide e...
