So quanto pesano in te quelle paure lontane

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*Prima di iniziare volevo avvisarvi che questo capitolo parla principalmente di sesso e perciò ci saranno anche riferimenti un pò spinti, quindi se non vi piace o siete sensibili alla cosa passate avanti*

Durante tutta l'estate Bucky e gli altri si videro spesso anche fuori dal lavoro. Erano diventati un gruppo unito e Steve era riuscito ad incollarli bene uno all'altro. Adoravano stare insieme, si poteva parlare di tutto senza che nessuno giudicasse. Con tutto si intendeva TUTTO. Erano capaci di passare da cosa avevano mangiato a colazione, all'immigrazione e di lì potevano ritrovarsi a parlare di sesso. Niente era un taboo, nessuno si sentiva in imbarazzo. Per loro era così naturale parlare di argomenti come il sesso che ormai non si facevano problemi. Ovviamente rimanevano nei limiti, senza mai esagerare troppo. C'era chi spesso si spingeva oltre e chi rimaneva a galla, senza mai scendere in profondità. Natasha era la più aperta, parlava di sesso come se fosse l'unica cosa esistente e spesso dovevano farla stare zitta di forza. Non aveva avuto mai un rapporto vero, ma non riusciva a fermarsi, stava cercando quello o quella giusta per farlo, anche se era tentata di cederla facilmente. Thor era quello che accompagnava Nat in tutti i suoi discorsi. Lui rispondeva alle sue domande, rispondeva a qualsiasi domanda anche alla più imbarazzante perché a lui non importava. Thor era un figo senza precedenti ed era ovvio che avesse già fatto sesso. Le ragazze erano facili da ottenere eppure lui non approfittava di questo. Aveva avuto una sola ragazza e lo aveva fatto solo con lei, prima e ultima volta. Thor e gli altri uomini del gruppo erano stati ben istruiti dalle due donne del gruppo a trattare bene tutti senza differenze. Tratta le donne così come tratteresti qualcuno del tuo stesso sesso, femminismo, femminismo e femminismo. I ragazzi avevano tutti la testa a posto quindi non c'era stato bisogno di tanta pressione per certe cose e per fortuna erano già informati per conto loro e non avevano mai fatto differenze più di tanto. Certo, le due esageravano perchè erano capaci di urlare "sessismo" anche alla minima cosa. Una volta per gentilezza Steve aveva tenuto la porta a Wanda e Natasha, che erano infondo al gruppo, e loro gli avevano fatto chiudere la porta per aprirla da sole. Il biondo e gli altri non se lo aspettavano, risero ma quando si accorsero che erano serie ebbero leggermente paura. Ma si accetta qualsiasi cosa quando si sta in un gruppo di persone, no? Si accetta ogni idea, sogno, comportamento, modo di fare ed essere, ogni stranezza.
Bucky sopportava tutti senza mai giudicarli perchè sapeva di essere quello più strano. Lui era quello che ascoltava gli altri parlare di quante volte al giorno erano capaci di masturbarsi e poi solo quando veniva chiamato in causa rispondeva. Era fatto così, non si spingeva molto più in là. A volte aveva risposto alle domande degli altri in modo più approfondito ma solo prima che arrivasse Steve nel gruppo. Si vergognava troppo, era una cosa sua che condivideva con i suoi amici ma non poteva se il tipo che gli piaceva era lì. Sarebbe stato imbarazzante.
Una sera mentre erano seduti in un bar, avevano lavorato dall'ora di pranzo fino alle 18.00, ancora una volta si parlava di sesso. Bucky non faceva altro che pensare di essere seduto con degli adolescenti in crisi quando, invece, c'erano persone dai ventuno anni in su. Si era messo ad ascoltare le solite cose, i gomiti poggiati sul tavolo che reggevano il suo viso, l'espressione di chi è stanco di sentire le solite cose e la testa chissà dove. Anzi, la testa in una fantasia poco decente a causa dell'argomento di cui si parlava, assieme al biondo seduto a distanza di due posti da lui.

Sentiva le sue mani sul suo corpo che viaggiavano lentamente, studiando ogni singola curva. Sentiva i suoi occhi su di lui che viaggiavano veloci, studiando ogni singolo particolare e cercando di memorizzare ogni cosa di quel momento. Sentiva le sue labbra sul suo corpo e non sapeva decidere se erano troppo lente o troppo leste. Il suo buon profumo stava invadendo le sue narici e il moro credeva di stare per impazzire. Il biondo era seduto al bordo del letto e il moro era su di lui. Si scambiavano baci sulle labbra e poi sul collo, poi ritornavano ad unirsi in un bacio. Il moro posò le mani sul petto dell'altro e poi lo spinse piano fino a farlo stendere sotto di lui. Cominciò a lasciargli dei baci, una scia di baci. Labbra, guancia, mascella, collo, clavicole, petto, pancia, bacino. Si fermò lì, alzò lo sguardo e quegli occhi brillarono di desiderio, i suoi occhi lo stavano pregando. Il moro allora slacciò prontamente la cinta che teneva su i suoi jeans e...

Ti Dedico il SilenzioDonde viven las historias. Descúbrelo ahora