capitolo I.

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Solitamente la mattina viene indicata come l'inizio di tutto, anzi per essere più precisi come l'inizio di tutte le sofferenze dell'umanità. A me piace considerarla come uno dei tanti momenti nel mezzo della mia storia.

Come ogni mattina mi sveglio con la candida luce che la primavera concede alla città di Oslo. Le persone abituate come me a lunghi periodi di buio rimangono quasi abbaiate da questi piccoli frammenti d'oro, ma vi assicuro che la sensazione è fantastica.
Dopo la mia solita riflessione mattutina scendo da quell'ammasso di coperte che è il mio letto e mi dirigo silenziosamente verso la cucina. Passo davanti alla camera dei miei e penso che se si svegliassero preferirei scappare. Non fraintendetemi, non odio i miei genitori, semplicemente li considero come due delle tante persone che non mi comprendono, che in me vedono solo diversità. Non mi considero diverso e soprattutto non mi considero innaturale, sono solo gay. Forse è questa l'unica ragione che mi allontana da loro, forse la nostra ultima discussione è stato il mio coming out. Forse e dico forse non voglio solo essere giudicato o aggiustato, perché questo sono io.

Cerco di vestirmi il più velocemente possibile e dopo di che esco di casa per recarmi a scuola. L'istituto non dista molto da casa mia, infatti sono sempre uno dei primi ad arrivare. L'aria fredda della Norvegia e il rumore del vento mi accompagnano nel silenzio della mattina assieme ai passi di qualche animaletto nella neve. Mi è sempre piaciuto ascoltare i suoni della natura, solo quelli, niente auricolari sulle orecchie e nessun genere di musica. Solo ora mi rendo conto che effettivamente la musica non ha mai fatto parte della mia vita.

Arrivato a scuola mi siedo sulle scale davanti all'entrata e mi accorgo di non essere da solo. Poco più distante da me sedeva Karen Olsen, la mia ex ragazza. Dopo la nostra rottura non abbiamo più parlato molto, solo qualche saluto di poco conto. Mi alzo e mi dirigo verso la ragazza, per poi sedermi e accorgermi che stava ascoltando della musica. Pochi secondi dopo nota la mia presenza e toglie gli auricolari.
La guardo sorridendo appena:
"Ehi."
"Ehi."
"Svegliata presto anche tu?"
"A quanto pare." disse riponendo gli auricolari nella tasca dello zaino.
"Come mai?" dico cercando di attirare la sua attenzione.
"Un po' di problemi in casa."
Evitai di farle aggiungere altro, potevo immaginare di cosa stava parlando. Karen veniva da una delle famiglie più stimate della città. La loro casa era grande e fornita di servitù, questo grazie al lavoro del padre. Parlo al passato perché adesso non è più così. Dopo che il padre di Karen perse il lavoro si tuffò nel mondo dell'alcool e i suoi ritorni in casa da sbronzo erano più che frequenti.
"Come stai?" chiesi evitando l'argomento.
"Bene, sto conoscendo delle nuove persone."
"Sono contento per te Karen!"
Mi sorrise: "Tu invece?"
"Mi sento meglio ora."
Rimanemmo in silenzio mentre la scuola si stava riempiendo e salutai Karen pensando di starla mettendo a disagio. Ritornai verso le scale nella speranza che arrivasse qualcuno di mia conoscenza, odiavo stare lì da solo. In men che non si dica sbucò la unica e sola Noora Amelie Sætre, che mi salutò con un sorriso, mettendo in risalto il rossetto rosso fuoco.
Conoscevo Noora dal primo anno di superiori e da lì siamo diventati inseparabili, il perfetto esempio di amicizia tra maschio e femmina. Posso tranquillamente dire che è stata l'unica ad esserci stata davvero nel mio periodo di "confusione". Ricordo che per un po' ho fatto finta di essere innamorato di lei; forse perché non sapevo come dirle la verità. Appena gliela dissi scoppiò a ridere dicendo: "Cazzo pensavo che mi stessi per dire che non volevi più avere niente a che fare con me!". Uno dei momenti più belli della mia vita.
"Buongiorno Luke."
"Buongiorno Noora, pronta per un'altra giornata infernale?"
Ridacchiò mentre mi portava un braccio dietro le spalle e si incamminava verso la scuola.
La seguì mentre il mio sguardo ritornava su Karen, intenta a pomiciare con qualcuno. Mi voltai sorridendo ed entrai nella prigione.

angolo scrittrice :)
salve cari, spero che per il momento la storia vi piaccia anche se ancora non è successo niente di che. a prestissimo con un altro capitolo.

uten skam: senza vergognaStories to obsess over. Discover now