Sotto lo splendido sole calante, semi scomparso oltre la linea d'orizzonte, il Palazzo del duca T/C di Stohess risplendeva nella sua raffinata architettura ai raggi aranciati del sole, che infuocavano l'edificio enorme simulando i colori di un incendio.
Lo stesso valeva per lo splendido giardino interno, scolpito di fontanelle zampillanti e curato nei minimi dettagli con la flora più bella mai vista.
Flora che al momento pareva ardere circondata dalle fiamme.
Ma il bambino che correva tra le piante rampicanti, evitando i rami pendenti delle rose pensili, non aveva il tempo di ammirare quella meraviglia.
Una chioma castana riccioluta, troppo ingombrante, ondeggiava avanti e indietro a ogni passo veloce del paffuto frugoletto.
Gli occhi saettavano attenti, spostandosi di nascondiglio in nascondiglio, scuri come abissi. Terribilmente profondi e vissuti per un bambino di quella giovane età.
Dove si sarà cacciata? Quella mocciosa è insopportabile!
Sbuffò, sospirando rumorosamente.
Non lo pensava davvero...
La duchessina era una bambina particolarmente agguerrita e ribelle, facilmente irritabile se contraddetta, ma quando il Duca gliela aveva presentata, era rimasto affascinato dal sorriso di lei, dischiuso tra un paio di labbra imbronciate fino a qualche istante prima.
Devo fermarla prima che faccia qualcosa di irreparabile!
Il qualcosa di irreparabile consisteva nel rempire di fango dei nobili che erano giunti in visita al Palazzo, sebbene fosse piuttosto ovvio che il Duca T/C si sarebbe infervorato parecchio.
Ci punirà entrambi!
E la vide.
<<Eccoti finalmente! Maledizione! Dimmi che non l'hai fatto!>> alzò la voce arrabbiato.
La bambina si voltò verso di lui con un viso interdetto.
Storse la bocca con disappunto, scrutandolo con un paio di occhi c/o stretti a fessura, quasi con superiorità.
Dean osservò la duchessina notando qualcosa di decisamente strano per lei. I capelli c/c lunghi erano acconciati in una severa acconciatura ornata di piccoli fiorellini in cristallo.
Il fisico puerile era stretto in un abito con un ampia gonna in tessuto prezioso, il corpetto ricamato finemente.
Strabuzzò gli occhi non riuscendo a sovrapporre la nuova immagine con la ragazzina spettinata, vestita da maschio e disordinata a cui era solitamente abituato.
<<Ma come ti sei conciata?>> fece allibbito e dubbioso.
Le guance paffute della bambina si colorarono di rosso, mentre stringeva i denti con rabbia:<<Io!? Io come mi sono conciata!?>>
Aveva alzato la voce, stranamente di una vocalità diversa dalla solita.
<<Come osi plebeo rivolgerti a me con tale mancanza di rispetto per il mio nobile rango!? E tra l'altro prendendoti la libertà di chiamarmi per nome e rimproverandomi come se fossi un tuo pari!?>> sibilò la bambina irritata.
Dean scoppiò a ridere:<<Vi avevo quasi creduto! Ahahhahah smettila di scherzare T/N! Anche se ammetto che sei davvero brava a recitare!>>
La bimba rimase un attimo muta, pensando di avere un pazzo squilibrato davanti....
... poi esplose: <<RECITARE!? IO SONO LA CONTESSINA T/N T/C DI YALKELL! RAZZA DI STUPIDO!>>
Dean perse la voglia di ridere immediatamente.
E se non fosse davvero la duchessina... oh cavolo!
<<N-non s-siete T-T/N d-di Stohes?>> balbettò preso dal panico.
<<Non paragonarmi a quella insulsa figlia illeggittima senza un briciolo di educazione!>> squittì la bambina.
E tu saresti educata? , ma si trattene per evitare di finire in gattabuia per una idiozia.
Anche se sentirsi offendere la sua amica e compagna d'armi lo innervosiva.
<<E in più non ci assomigliamo per nulla!>> continuò la contessina.
<<Ma se siete identiche...>> contestò Dean alzando gli occhi al cielo.
<<Non è vero!>>
Dean sospirò e si inchinò col busto in segno di scuse:<<Perdonatemi per l'equivoco, illustre contessina T/N T/C di Yalkell... Non capiterà più che io mi rivolga alla sua meravigliosa e nobiliare figura in tono tanto irrispettoso e irriverente>>
La lusinghe dovrebbero bastare, no?
Nella sua mente aveva pensato a quella frase in maniera sarcastica, ma la voce l'aveva modulata con una intonazione riverente.
La bambina parve compiaciuta.
<<Bravo servo!>> sorrise vittoriosa.
Sto quasi rimpiangendo la mia vecchia vita...
Una vita piena di sofferenza a cui era stato strappato dal Duca.
Si risollevò, accennando a un sorriso di circostanza, sebbene stesse pensato alle offese più terribili al momento.
<<LASCIAMI NON SEGUIRMI TIZIA SCONOSCIUTA! LA PEDOFILIA È UN REATO!>> urlò un'altra voce femminile e infantile, con un tono più dispettoso che spaventato.
Dean sollevò lo sguardo capendo benissimo di chi si trattasse.
Alzò gli occhi al cielo, inspirando profondamente.
Cosa ha combinato sta volta?
Vide la sua amica scattare saltando le siepi del giardino, rincorsa da una ragazzina piuttosto bella in tenuta militare, con un'alta coda nera .
<<Se ti prendo mocciosa te la faccio pagare!>> minacciò la corvina.
<<TANTO NON CE LA FAI A PRENDERMI!>> rise la duchessina, nella sua tenuta maschile da marachelle.
Oh Wall Sina! Che ha combinato!?
La duchessina fece male i calcoli, non vedendo l'altra coetanea, schiantandocisi contro a velocità.
L'impatto fu così violento che ruzzolarono entrambe per qualche metro al suolo, sporcandosi di terra e macchiandosi di clorofilla.
Dean si passò la mano sul viso, volendo sprofondare a dieci metri sotto terra.
Anche la ragazza si fermò sbattendo più volte le palpebre, sconvolta per la scena per qualche assurdo motivo inspiegabile.
Dean notò che era sporca di fango della testa ai piedi. Neanche il simbolo dello stemma del suo corpo era visibile a causa della colata marrone solidificata sulla sua giacca.
<<LEVATI DI DOSSO!>> gridò una vocina stridula.
T/N di Stohess invece rideva senza ritegno, spostandosi da sopra l'omonima coetanea.
Sta per esplodere...tre ...due...uno...
<<Oh...no...>> mormorò la ragazza dei capelli scuri impallidendo.
<<GUARDA COSA HAI FATTO AL MIO VESTITO! TI DETESTO!>>
<<È solo un vestito>> rise la duchessina, scrollandosi la terra dai pantaloni.
<<E tu che fai li impalata!? Carmen fa qualcosa!>> rivolse i suoi occhi di fuoco al soldato.
<<C-certo contessina!>> si ripresa la quattordicenne, afferrando l'altra bambina: <<Piccola teppista! Non solo mi hai riempito dalla testa ai piedi di questa poltiglia maleodorante! Ma hai anche sporcato la contessina!>>
<<Ahi! Il braccio!>> la guardò bieca la duchessina.
<<Ehm... scusi signora...>> di intromise Dean.
<<Cosa c'è?>>
<<Lei....>> inicando col dito<<...sarebbe la duchessina T/C>> buttò la bomba.
La giovane sbiancò, guardò la due bambine e solo allora si accorse della somiglianza e del suo errore.
Lasciò immediatamente la presa e iniziò a temere per se stessa:<<Scusatemi! Io pensavo... io... sono dispiaciuta per il mio comportamento!>>
<<Non fa nulla>>sorrise T/N, quella in pantaloni, portando le mani ai fianchi soddisfatta.
L'altra invece non sembrava felice:<<Carmen non hai bisogno di scusarti con una mezzosangue blu! È al pari di una plebea per me in quanto figlia bastarda!>>
<<Non si parla così alla gente T/N...>> la riproverò la tutrice.
Tuttavia la reazione dell'offesa fu più dirompente:<<Rimangiati quello che hai detto vipera!>> agitando il braccino nervoso, la mano stretta in pugno.
<<Acceta la tua condizione di figlia bastarda...>> ghignò malevola la nobile di nove anni, che non poteva prevedere la belva che avrebbe scatenato.
Con il grido di battaglia la duchessa le saltò addosso, gettandola di nuovo a terra, pronta a prenderla a pugni: <<Chi ti credi di essere per parlarmi così!? Almeno i miei genitori si amavano!>>
<<Tua madre non era altro che una infima scostumata! Ha fatto la fine che meritava!>> sibilò la contessina, non sopportando che l'avversaria insinuasse il mancato amore nella sua famiglia, pentendosene subito, essendosi perfettamente resa conto della cattiveria appena detta.
Si ritrovò il pugno della bambina a un centimetro dal naso, bloccato dall'intervento del bambino riccioluto.
<<Calmati T/N! Non darle retta!>> la strinse, trascinandola via, aiutato da Carmen.
Sono viva?, pensò la contessina, tirandosi su, mi stava per colpire!?
<<Invece dovresti!>> riaccese la miccia, ma Dean e Carmen iniziarono a trascinare le due litiganti in direzioni opposte.
<<T/N T/C io ti detesto!>> urlarono contemporaneamente le due <<Non posso credere che siamo imparentate!>>
Dean riuscì a stento a trattenere la sua amica, che continuava a divincolarsi come una posseduta, in preda al nervoso e alla rabbia.
Spero di non essere mai al centro della loro lotta personale...
Non credo ne uscirei vivo.
Il sole era ormai tramontato.
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Same soul (DeanxReader)
Fiksyen PeminatSpin-off della storia Jeanxreader. La copertina è provvisoria, abbiate pietà. Non garantisco al momento per questa storia l'aggiornamento regolare.
