Quando tutto cambia

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Sono trascorsi quattro mesi dalla sconfitta di Kobal. Da quella notte, nessuno era rimasto lo stesso.
Diana aveva passato l'intera estate ad allenarsi duramente nello scantinato di Mr Rob, rompendo all'incirca ventisette pupazzi di spugna, tanto che il signor Robinson era esausto di cambiarli in continuazione.
Non si poteva dire che si fosse ripresa del tutto dal fatto che Sin avesse lasciato la città. Per tutta l'estate aveva ignorato l'argomento e se per errore veniva nominato, si girava di spalle e parlava d'altro. Credeva che in questo modo, i suoi sentimenti sarebbero potuti scomparire.
Nonostante tutto questo, era diventata molto forte. Non era più la ragazza dal triste passato in cerca di comprensione e aiuto. Si riteneva una cacciatrice autonoma e pronta al prossimo nemico.
Era convinta che il male fosse ancora sulla terra.
Emy, non aveva fatto altro che studiare tutti gli argomenti dell'ultimo anno, seppure li avrebbe imparati a scuola. Voleva essere pronta e concentrarsi su qualcos'altro che non riguardasse Nathanael. Già, quella ferita le bruciava ancora molto al solo pensiero. Non sapeva come stesse rinchiuso all'inferno, tra i traditori e gli assassini. Sperava solo che avesse potuto trovare un modo per uscire da quel posto. Sempre se ce ne fosse stato uno.
Il signor Rob aveva deciso di dedicarsi ad altro oltre che a Diana.
Fare il professore di letteratura in fondo non era la sua vera vocazione. Sin da quando era un adolescente aveva sognato di diventare uno scrittore del genere thriller.
Aveva dato le dimissioni ed era pronto a mettersi in gioco, dando il meglio di sè. Finalmente poteva fare ciò che avrebbe voluto fare da sempre.

SETTEMBRE...

Era possibile essere nervosi il primo giorno dell'ultimo anno di liceo? Per me si.
Ero più agitata dell'anno precedente e questo perché stavolta c'era in ballo il mio futuro. Quest'anno avrei dovuto scegliere il college, il vestito per il ballo di fine anno e sopratutto, diplomarmi.
Lo scorso anno ero riuscita a cavarmela grazie a Mr Rob, se fosse stato per la signora Weddington sarei stata bocciata. Che novità.
Quest'anno avrei dovuto fare del mio meglio per fare colpo su di lei o mi sarei giocata tutto, compresi i progetti futuri.
Quel mattino il sole era appena sorto e iniziava lentamente a dare colore alla città. Il clima autunnale di New Crest era ritornato.
Presi in mano il cellulare per comporre il numero di Emy quando qualcosa dentro, mi frenò immediatamente. Probabilmente non era una buona idea visto la tensione che c'era fra noi. C'eravamo viste per quasi tutta l'estate, ma qualcosa ci spingeva a rimanere lontane mentalmente e sentimentalmente. Quello che ci era capitato ci aveva cambiato e purtroppo non potevamo nasconderlo.

Proprio quando arrivai al confine della scuola,
una ragazza dai lunghi capelli nero corvino, cercò di attirare la mia attenzione sventolando una mano all'aria, in punta di piedi.
Emy, così bella e dalla carnagione sempre lattea, con le guance colorate di rosa, mi aspettava all'entrata della scuola.
-Diana: "Ciao! Sembra essere passato un mese dal nostro ultimo incontro" esclamai tentennando un abbraccio. Lei invece non si fece problemi a stringermi, stranamente.
Avvertii una certa felicità nel vedermi. Forse non era risentita come credevo.
Mi strinse così forte che mi bloccò il respiro.
-Emy: "Hai ragione! Ricordami ancora perché non mi hai telefonato nelle ultime due settimane" finì di dire con tono pungente.
Mi allontanai dalla sua presa e cercai di spiegarle.
Non c'era molto da dire, la verità è che cercavo di affrontare i problemi che avevo con me stessa picchiando uno stupido pupazzo di spugna. Come potevo spiegare a tutti che mi sentivo terribilmente in colpa per non aver chiuso la faccenda con Kobal? Come potevo convincere Emy che non era stata colpa mia quando invece era così?. Fino a quando, avrei potuto negare agli altri che avevo dimenticato Sin?.
La campanella era appena suonata mentre i nostri occhi si guardavano con aria disagiata. La mia lo era maggiormente.
Decidemmo di incamminarci verso la classe a passo lento e indeciso.
-Diana: "Sono stata impegnata con l'allenamento." Dopo una breve pausa continuai "Sto cercando di dare il massimo. Sai, nel caso in cui il mondo fosse di nuovo in pericolo"
La solita risatina ironica nei momenti meno opportuni non mancava mai. Era più facile portare avanti una conversazione imbarazzante in quel modo.
Emy cambiò subito espressione voltandosi in un'altra direzione. Forse avevo sbagliato a pronunciare quella frase così, con noncuranza.
-Diana: "Voglio dire, forse è meglio che mi alleni duramente. Non sono poi così forte! Oddio sto peggiorando le cose non è vero?"
Emy tornò a guardarmi nuovamente con fare distratto e mi rivolse le sue ultime parole prima di entrare in classe "Non ti preoccupare va tutto bene" con un finto sorriso a trentadue denti.
Mi sorpassò velocemente e si sedette all'ultimo posto, quello accanto alla finestra.
L'unico banco libero era il primo così mi sedetti li, aspettando la fine delle lezioni per andare a casa.
Il primo giorno non poteva iniziare peggio.

The Dark Side - L'organizzazione (2 libro)Historias para obsesionarse. Descúbrelo ahora