Il profumo di quella casa mi era mancato da quando l'avevo lasciata lo scorso anno. Andavo da mia Nonna ogni estate sin da piccola e non avevo intenzione di perdere quell'abitutide, specialmente da quando il Nonno venne e mancare e lei era sola tutto il tempo.
La Nonna era una tipa abbastanza sveglia anche se molto pacata, bastava un solo sguardo e lei capiva tutto. A volte mi spaventava doverla guardare negli occhi, non volevo che potesse capire come mi sentissi ma alla fine ero io a dirglielo. Per me era come una seconda mamma, o forse la prima. Mi accoglieva sempre con quel sorriso nostalgico ma pur sempre bello smagliante e anche un po' di chi ne aveva passate tante.
Quando mi chiamó per il pranzo, decisi di cotinuare a sistemare le mie cose dopo e andare di corsa a mangiare, avevo una fame da lupi e solo al pensiero di aver mangiato piú di 10 ore fa il mio stomaco iniziò a contorcersi ancora di piú.
«Arrivo!» le risposi mentre scendevo le scale saltellando, fantasticando su cosa Nonna mi avesse preparato per pranzo mentre il mio stomaco brontolava e brontolava. Entrai in cucina e un odore buonissimo invase le mie narici «Che odorino» dissi mentre annusavo di qua e di la, facendola ridere. Mise i piatti in tavola e inizammo a mangiare «Allora, cosa mi racconti di bello? Come sta tua madre e Eliot? E quei due furtanti che non vengono mai a trovarmi?» chiese mentre metteve una forchettata di pasta al forno in bocca.
«Diciamo che non ho niente di nuovo da raccontare, sempre le solite cose. Mamma e Papá stanno bene, sempre impegnati con il loro lavoro come al solito ma stanno bene. E anche Adam e Candice stanno bene» sapevo che le dispiaceva molto che i miei fratelli non la venissero a trovare mai ma loro erano tipi da starsene in città e organizzare festini e cose varie per tutta l'estate. «E tu che mi racconti, Nonna?» le chiesi per spostare il discorso su di lei.
«Combatto ancora con il giardino ma con il passare degli anni andiamo sempre più d'accordo. Non si vede?» finí ridendo ed io con lei.
Era sempre il Nonno ad occuparsi del giardino e da quando ci ha lasciati sembrava che anche il giardino sentisse la sua mancanza. Forzai un piccolo sorriso per tenere a galla anche lei «Si, ho notato! Se vuoi ora che sono qui posso darti una mano. Potremmo piantare della piante e coltivare qualche aiuola! Tanto di tempo ne abbiamo» sorrisi prendendo il bicchiere d'acqua dinanzi a me.
«Sai volevo parlarti di una cosa, riguardante il tempo insieme." Catturò la mia attenzione "So che vieni qui per passare del tempo con me ma ora sei grande e non devo starti sempre dietro, e diciamo anche che da queste parti non ci sono molte cose da fare. Per questo mi sono permessa di fare una cosa» i suoi occhi mi scrutavano per cercare di recepire qualcosa ma quando notò che c'era solo della semplice curiosità da parte mia, continuò «Beh sai, io... conosco una signora che lavora in una tenuta poco lontano da qui, è una mia grande amica e le servirebbe una mano. Diciamo che è un piccolo lavoretto estivo in modo da non annoiarti. Io so già di cosa si tratta e sono sicura che ti piacerà».
Quella cosa del lavoretto estivo un po' mi spaventava. Insomma non sapevo di cosa si trattasse e a quanto capii, Nonna aveva già dato il consenso anche senza interpellarmi.
«Partendo dal presupposto che non ti manderei mai a lavorare nelle miniere, possiamo anche dire che non è un lavoretto ma un passatempo? Si dai, è un passatempo ma sarai comunque pagata.» disse quando notò la mia espressione cambiare da curiosa ad agitata. Ora era diventato un passatempo? «Di cosa si tratta?» mi poggiai sui goimiti e posai il viso fra le mani. «Domani lo scoprirai» disse con un sorriso smagliante. Sembrava cosi tranquilla e fiduciosa nei miei confronti che avevo iniziato ad avere l'ansia nel caso non ne fossi stata all'altezza.
Quel giorno, come tutti gli altri, non feci niente di particolare. Quando stavo dalla Nonna non facevo mai niente di particolare ma era il tempo che passavo con lei che rendeva il tutto speciale. Non importava se stessimo tutto il giorno a casa, a fare giardinaggio o una passeggiata, quando andavo da lei era come se tornassi a vivere ma allo stesso tempo era come se il mondo si fermasse e mi facesse godere i piccoli momenti della vita.
Misi in ordine quella che da anni ormai era la mia camera da letto, con pareti ricoperte di carta da parati a fiorellini rosa e piccole foglie verdi, con la finestra che dava sulla strada, con le lenzuola che sapevano di estate e l'aria pulita che entrava dalla finestra.
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Harry Whiteman - HS
FanfictionAmanda è una ragazza vivace ma allo stesso tempo pacata, che ama l'ordine e il rispetto. Come ogni estate va a trovare la sua cara Nonna Clelia in un paesino vicino Charleston nel Sud Carolina, un posticino tranquillo dove poter passare del tempo m...
