Non capisco perché a volte una persona debba stare così: depressa, bipolare, quando in un momento della tua giornata stai sorridendo ma bastano pochi minuti e torni alla tua apatia. Non riesco a percepire i sentimenti positivi, sarà anche il tutto che mi circonda a farmi stare così. La cosa più triste è non riuscire ad impedirlo, non riuscire a non stare male e lì ricompare la tua grandissima amica: l'ansia. E ti fa stare male, ti chiude lo stomaco, ti blocca il respiro, ti sopprime, ti rende inesistente. Sembro un corpo vuoto che cammina in una città fantasma, l'anima fottuta, ormai irrecuperabile. Sapete cosa si prova a pensare ogni giorno alla morte? È orribile, ti fai tante scene sulla tua possibile morte, qualche volta suicidio, altre volte qualche malattia, altre ancora un assassinio e delle volte un'incidente così a caso. La riesco ad immaginare in tantissimi modi, a volte la immagino perfino eroica, mentre salvi la vita di un'altra persona perché tanto per te la tua vita è inutile e varrà sempre meno di quella di qualcun altro. E oggi si, sono tornata a riscrivere forse dopo parecchi mesi, perché oggi si, mi sento così...ancora vuota, spenta, morta...quasi. Cerchi il modo di continuare a respirare, ti guardi intorno e cerchi di trovare qualcosa per cui valga la pena continuare, ma io dopo 17 anni e mezzo quel qualcosa non l'ho ancora trovato.
