Capitolo 19

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Marco si avvicina a me e prova a darmi un bacio sulla guancia.
Io mi volto dall'altra parte e per l'ennesima volta gli dico di andarsene.
Marco:" Okay, ma ricordati che per qualunque cosa io ci sono."
Annuisco con la testa.
Marco:" Scusa principessa, ciao."
Sta per andarsene, con la coda dell'occhio lo vedo afferrare la maniglia.
Non posso farlo andare via così.
In fondo lui non ha nessuna colpa...
-Non scusarti, non è colpa tua.
Marco si blocca sull'uscio della porta, si gira e alza un sopracciglio.
Marco:" Si Mariasole, è colpa mia. Ti ho lasciata nel momento in cui tu avevi più bisogno di me. Sono uno stronzo."
-Marco, non mi facevo sentire mai, non ti chiedevo di vederci, non ti davo mie notizie. Mi dispiace, eh no, non è colpa tua.
Marco si asciuga una lacrima con il pollice.
Marco:" Mary..."
-Dimmi.
Lo guardo.
Ha le guance fradicie.
Marco:" Posso abbracciarti..?"
Mi chiede.
Porcoddio si, ti prego.
-Si...
Dico sull'orlo del pianto.
Marco si fionda su di e mi stringe in un abbraccio a dir poco stupendo.
Mi erano mancate quelle braccia? Si, troppo.
Ad un certo punto squilla un cellulare.
Io e Marco ci guardiamo.
-Credo sia il  tuo.
Marco prende il cellulare.
Marco:" Oh cazzo..."
Poi risponde.
Marco:" Ehm, ciao Chiara. No, sono all'ospedale. COSA? Non se ne parla. Chiedi a Luciano o a..."
Appena sento quel nome, crollo nel pianto.
Marco dopo qualche secondo mi vede e chiude, quasi subito, la chiamata in faccia a Chiara, la sua "sorellastra".
Marco:" Senti ora devo andare, no...no...NON LO SO OKAY? Ciao."
Si avvicina a me.
Marco:" Piccola perché piangi...shhh..."
Marco mi accarezza la guancia destra.
-Lu-Luciano...
Marco:" Ti prego, non parlarmi di quel coglione. Ti ha violentata, ti ha usata...È un emerito coglione. Solo un fottutissimo coglione."
Io continuo a singhiozzare.
Poi, come i bambini, mi addormento piangendo.

"POV'S MARCO CELLUCCI"

Sono al telefono con Chiara, quando sento Mariasole piangere.
-Senti ora devo andare...no...no...NON LO SO OKAY? Ciao.
Chiudo la chiamata e mi avvicino delicatamente a Mary.
-Piccola...perché piangi...shhh...
Lei continua a piangere.
È stupenda anche quando piange.
Mary:" Lu-Luciano..."
-Ti prego, non parlarmi di quel coglione.Ti ha violentata, ti ha usata...È un emerito coglione. Solo un fottutissimo coglione.
Lei cerca di sorridere, ancora con le lacrime agli occhi. Eh dopo qualche minuto, si addormenta.
Intanto entrano zia Isabella e Gabriele.
Zia ha gli occhi rossi e gonfi.
Deve aver saputo che tutto questo l'ha causato suo figlio. Quello stronzo di suo figlio.
Poi entra un dottore.
Xx:" Buongiorno signora Spinelli, per caso ha saputo chi é stato a violentare sua figlia?"
Zia Isabella esita, poi, con le lacrime agli occhi, risponde.
Zia Isabella:" No...io...n-non lo so..."
COSA? NON SA CHE È STATO LUCIANO?
A quel punto balzo in piedi.
-Io lo so.
Zia Isabella mi guarda.
Ha gli occhi rossi, gonfi dal pianto.
Le lacrime le cadono leggere sulle guance. 
Le spezzerai il cuore, Marco.
Lo so, ma lo deve sapere. Mi dispiace per lei, ma è stato il figlio a causare tutto ciò.
Zia Isabella:" Lo...lo s-sai?"
Dice singhiozzando.
-Si. È stato Luciano.
Zia spalanca gli occhi e sbotta di colpo, con le lacrime agli occhi.
Zia Isabella:" ME L'AVEVA PROMESSO. MI AVEVA GIURATO DI ESSERE CAMBIATO. LUI PICCHIAVA LE RAGAZZE, POI MI AVEVA DETTO CHE SE NE ERA PENTITO. LO SAPEVO, LO SAPEVO. LUI ERA L'UNICO CON MARIASOLE PRIMA DI TUTTO QUESTO. MIO FIGLIO, MIO FIGLIO CAVOLO! AVEVA GIURATO DI CAMBIARE. IO MI SONO FIDATA, CAZZO! IO CI SONO STATA. SONO SUA MADRE! EH ORA VEDO MIA FIGLIA SU QUEL CAVOLO DI LETTO PER COLPA DI MIO FIGLIO! LUI AVEVA LE LACRIME AGLI OCCHI. COSÌ L'HO CREDUTO. MA SONO STATA UNA STUPIDA. MIO FIGLIO CAZZO!"
Non aveva mai urlato così. Anzi, non l'avevo nemmeno mai vista arrabbiata. Solo questo.
A vedere mia zia così, mi si spezza il cuore.
Anche se, mi si spezza ancora di più, vedendo Mery che cerca di sorridere.
Non ci riesce. Le guance sono bagnate fradicie.
Mi avvicino a lei. Le accarezzo delicatamente i capelli.
Le urla della 'madre' l'hanno svegliata. Lei mi guarda.
Gli occhi sono cerchiati dalle occhiaie, sono rossi. Troppo, per me. Per Luciano. Se non l'avessi lasciata forse tutto questo non sarebbe successo.
Sono uno stronzo.
Mi pento di tutto quanto. Voglio solo che lei mi perdoni, che non pensi a me, che resista.
Lei è tutto quello che ho avuto dalla vita da quando sono venuto al mondo. Lei, solo lei.
Lei è riuscita a insegnarmi a essere gentile con le persone. Lei mi ha fatto capire cos'è un sorriso.
Lei è riuscita a farmi amare la vita, anche se non avevo nulla. Lei è tutta la mia vita. Ogni mio pensiero, ogni mia gioia, ogni mio dolore, lo dedico a questa ragazza stupenda davanti a me. Questa ragazza che, nonostante tutto, si è resa felice. Non aveva niente, eh allora si è messa a lottare per qualcosa, qualcuno. Non l'ho vista una volta crollare, abbandonare tutto e tutti. Lei c'è sempre stata per ogni singola persona. Ma perché questo è ciò che vuole. Oh che voleva, almeno. È riuscita persino a innamorarsi. Dopo tutto il dolore, il pianto e la nausea per le persone che si teneva dentro. Lei si è innamorata. Ha sofferto? Sì.
Ne è valsa la pena? No.
Si è affezionata a me, come un bambino si affeziona a un gioco.
Mi voleva bene, spero che me ne voglia ancora.
Lei è tutto quello che ho. Basta.
Mary:" Non piangere Marco. Mi dispiace anche a me, se è quello che pensavi. Mi dispiace per non esserci stata quando avrei dovuto farlo. Mi dispiace per non essere stata al tuo fianco quando ne avevi bisogno. Mi dispiace per non essermi presa la responsabilità di esserci per te, perdonami. Scusa se non ti ho chiamato, se non ti ho scritto, se non ti ho minimamente cercato. Mi sono innamorata di te, certo. Ma ti ho fatto piangere, eh questo mi basta per farti capire che, molto probabilmente, non sono io la persona che tu meriti al tuo fianco, scusa. Ti voglio un bene dell'anima anche così. Mi dispiace."
Mi asciuga una lacrima con il pollice. Non mi sono nemmeno reso conto di star piangendo.
Non mi sono nemmeno reso conto di guardarla da minuti.
Forse ore.
Sono ore chiuso qua dentro con lei.
La vedo piangere, dormire, lamentarsi, urlare.
Eh penso che questo sia tutto per colpa mia.
Io l'ho abbandonata.
L'ho lasciata andare con quello stronzo.
Sapevo il genere di persona che era.
Eh che è.
Lui è il tipico ragazzo che usa le ragazze come giocattoli.
Lui è il tipico ragazzo che ti fa notare di essere troppo brutto, di essere troppo grasso, troppo magro, troppo sensibile, troppo depresso, troppo... sbagliato.
Quel tipo di ragazzo a cui non importa niente della tua anima, della tua vita, della tua situazione.
Non gli importa come puoi stare, non gli importa come stai o come starai dopo.
A lui importa e importerà sempre solo riderti in faccia, puntarti il dito contro, farti notare quanto tu possa essere sbagliato.
Non pensa a come potrebbe reagire l'altra persona. Gode della tristezza, delle lacrime, del male causato alle altre persone da lui.
Non gli importa minimamente dei sentimenti delle persone.
Non gli importa delle ragazze che provano a cambiarlo, di quelle che illude.
Gli importa solo e soltanto ridere delle persone, insultarle e deriderle.
Luciano è fatto così.
Forse Mariasole avrebbe dovuto conoscerlo prima.
Eh ora più la guardo e più la desidero.
Mi rendo conto di essere stato un emerito coglione.
Forse avrei dovuto andare da lei, chiederle se ci fosse qualcosa che non andasse.
Ma non l'ho fatto.
Eh me ne sono pentito.
Forse troppo.

Ciao amori miei♡
Come state? Spero bene.
Innanzitutto, vi devo ringraziare.
La fanfiction ha raggiunto le 4k views e voi ci siete sempre.
Siete ciò che mi fa andare avanti.
Davvero.
Vi amo davvero tanto♡
Grazie ancora per ogni singolo voto o commento. Siete meravigliosi♡
Comunque, questo è il diciannovesimo capitolo eh io ho pianto, seriamente.
Anche perché quello che pensa Marco su Luciano, lo penso io delle persone e ho vissuto in prima persona esperienze come queste.
Se questo capitolo vi é piaciuto, lasciate una stellina e un commento♡
Un bacio,
Aly♡

'Destiny?' ||L.S. M.P.||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora