Lo sguardo cadde nuovamente su quella dannata vena pulsante che tracciava una linea ben definita lungo il collo, fino a scomparire oltre la linea marcata dal maglione blu.
Dio, potevo quasi sentire la sua pelle sfiorare le mie labbra lentamente poi con sempre più decisione. Avrei giocato a lungo con la pelle del suo collo, tracciando a fuoco quella sottile linea pulsante fino a raggiungere il mento e infine le sue labbra. Potevo sentirle premere contro le mie, la barba appena ricresciuta solleticarmi il volto, l e sue dita scivolare dietro la nuca ad accarezzare la pelle e ridurre al minimo le distanze. Il respiro affannato contro la guancia e il suo corpo finalmente premuto contro il mio. Avrei amato quella sensazione con tutta l'anima.
L'altra sua mano sarebbe scesa lungo la schiena, pelle contro pelle, per far aderire sempre più i nostri corpi. I muscoli delle spalle, appena percepibili sotto il maglione pesante si sarebbero tesi appena facendomi sorridere sulle sue labbra. Non capivo se tutti quei pensieri fossero dettati dall'amore o dalla pura attrazione, ma rimasi lì, sospesa in una bolla per qualche istante, assaporando le sue labbra nella mia mente, fin quando quella ingrata voce non mi strappò da quel sogno ad occhi aperti.
《G, tutto ok?》domandò Riccardo.
《Sì, stavo solo pensando...》 risposi distogliendo lo sguardo dal volto di Simone, scuotendo appena il capo per cacciar via tutte quelle sensazioni.
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Sharp Edges
Teen FictionG non ha niente a che spartire con l'amore. Non ha mai avuto occasione di viverlo in prima persona, si limita ad osservarlo attraverso un vetro. G ha la pessima abitudine di innamorarsi di uomini impegnati e labuona abitudine di non rovinare le vite...
