AURORA

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Non sono mai stata una ragazza normale.
Già da piccola credevano fossi affetta da qualche disturbo psicologico.
Mi sottoposero a tantissime visite, ma, alla fine, risultavo sempre sana come un pesce.

I medici non sapevano che fossi sempre cresciuta con la certezza che per mia madre, prima di me, ci fosse l'alcool. Lei si comprava le birre, io, alla sera, la reggevo quando non si teneva piú in piedi.

Dopo vari anni peró, la situazione peggioró.
Se in casa non era presente alcool, io dovevo andare a comprarlo, prima che le venisse un esaurimento nervoso.

Poi, arrivó il giorno che distrusse completamente mia madre.

Era una normale domenica, per quanto potessero essere normali le mie giornate. Stavo comodamente svolgendo una ricerca per la scuola, fino a quando lei non finí le birre.
Essendo domenica tutti i supermercati erano chiusi, e aveva usufruito della sua "scorta d'alcool d'emergenza" il giorno prima.

Fu proprio quel giorno che ebbe la sua peggior crisi.

Inizió ad urlare, a picchiarmi. Solo grazie ai vicini che sentirono tutto e che chiamarono la polizia e l'ambulanza, la situazione non peggioró ulteriormente.
In ospedale sedarono mia madre e mi curarono. Per fortuna, non riportai gravissime ferite.

Di quel giorno, mi è rimasta un'unica cicatrice.
Quella maledetta cicatrice, che mai potrà dimostrare tutto il dolore psicologico che ho provato per 10 anni.

Proprio lì in ospedale peró, quella donna, che mi aveva fatto così tanto male in così poco tempo, prese una delle decisioni piú importanti. L'unica con cui, in parte, concordai.

Decise di frequentare le sedute di un gruppo anti-alcool, a eccezione che anch'io fossi presente.

Ma tanto a me a che servivano?L'unico mio vizio era il fumo, che mi aiutava a dimenticare.

Perchè dovevo ascoltare le solite sei, sette persone che dicevano: "Ciao, mi chiamo Francesca e non bevo da due settimane" e tutti che rispondevano: "Bravissima Francesca" e bla bla bla?
Insomma, discorsi noiosissimi che non avevano un vero e proprio scopo.

Ma la vita, a volte, é imprevedibile.

Mi Drogheró | Irama |Where stories live. Discover now