Anastasia

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«Che è successo?»

«Sono caduta.»

«Fa' vedere»

«Ahi!».

«Dove hai battuto?»

«Al bancone del bar.»

Si sarà beccata un pugno, altro che bancone del bar. Mi ha parlato senza guardarmi negli occhi.

Piccolo indizio di grande menzogna.

«Come hai fatto?»

«Sono scivolata.»

«Scivolata?»

«C'era dell'acqua per terra. Che c'è di strano? Non ti è mai capitato?»

«Sì, qualche volta.»

«E allora di che ti stupisci?»

«Della sfiga. A te le cose brutte capitano più spesso.»

Anastasia mi aveva chiamato poco prima, chiedendo aiuto.

«Giulia ho bisogno di parlarti, vieni subito.»

Mi ero messa in auto e precipitata da lei. Le parlavo con il fiatone, per i quattro piani fatti a

piedi.

«Intendi denunciarlo?»

«Denunciare chi?»

«Quello che ti ha conciata così».

«Non esiste quello-che-mi-ha-conciato-così.»

«Che pure se esistesse non mi diresti nulla di nuovo.»

«Se è già successo a te mica vuol dire che deve succedere per forza a me.»

«Avrei già il titolo: Barì come Parì, Ultimo tango nella Città Vecchia. Sesso e violenza nel pub.»

«Ma che dici...Ultimo Tango, magari. Sono scivolata e basta.»

«Ascoltami bene Anastasia.»

«No, la romanzina, no. Qualche parola di conforto, piuttosto.»

«Io avrei bisogno di conforto. Ho avuto una giornata infernale.» Ultimamente sono tutte così le

mie giornate. Cominciano sempre molto presto. La rassegna stampa all'alba, poi la corsa in

redazione. I due servizi per il telegiornale delle 14. Subito dopo un'ora dai miei, a Molfetta, con i

libri al seguito. Devo terminare l'università, prima o poi.

«Sai come ci si sente a parlare con uno che fino a qualche mese dava ordini a tutti e che adesso

non guida più l'auto e se ne sta a per tutto il tempo a letto? Era mio padre, lo è ancora ma stento

a riconoscerlo. La depressione lo sta ammazzando.»

«Mi avevi detto che stava meglio.»

«Un solo giorno, poi punto a capo. Ha cominciato troppo tardi a prendere le medicine perché s'è

messo a cazzeggiare con i bugiardini, elencando i catastrofici effetti collaterali.»

«Conosco il soggetto.»

«Fa sempre di testa sua. Un giorno lo psichiatra, esasperato, ha minacciato di ricoverarlo e

allora s'è convinto a curarsi.»

«Meno male.»

«La situazione non è semplice.»

«Mi dispiace.»

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⏰ Última atualização: Dec 14, 2017 ⏰

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