Ho dei valori, valori in cui ho sempre creduto, e non è possibile che stare con voi due, e specialmente con te, Manuel, mi faccia desiderare di rinnegarli o quanto meno di non avere quel legame che mi impedisce di fare quel che vorrei. Mi sono resa conto che sei come Mattia quando ho scoperto il tuo segno zodiacale; non tanto perché creda in queste cose quanto perché mi sono accorta che mi guardate nello stesso modo. C'è un'intensità nei tuoi occhi quando mi guardi che mi porta a guardarli ancora e ancora per il colore unico che hanno. Il modo che hai di parlarmi, che usi probabilmente con tutti, mi fa sentire bene perché stai allo scherzo, accetti il mio lato infantile, quello che forse mi rappresenta di più. Quando mi sfotti e poi mi abbracci o quando mi fai una carezza anziché tirarmi uno schiaffo è una sensazione che non posso descrivere, credo che in senso lato possa essere paragonata a quando io accarezzo i tuoi capelli, anche se effettivamente è più un senso di protezione, di essere al proprio posto, al posto giusto nel giusto momento. Forse perché la Nazionale è l'unico posto in cui io sia davvero felice.
Davvero, Manuel, tu ieri eri triste, non stavi bene, te lo leggevo in faccia, credo perché è lo stesso modo che ho io di proteggermi dagli altri quando sto male: sto sulle mie, non ascolto gli altri e se lo faccio ci sono due modi in cui rispondo; o rido e scherzo o rispondo male e allontano gli altri. Scusa la presunzione, ma secondo me li usi un po' entrambi, o magari sono io che mi faccio inutili voli pindarici.
Ed è assolutamente vero quel che vi ho detto ieri sera tornando dalla festa, siete veramente la cosa migliore di questa trasferta, per quanto litigare con te mi faccia star male e chiudere a riccio (e basta anche solo che tu mi risponda di smetterla perché ho passato effettivamente il segno), così, come se non riuscissi a fregarmene. Eppure in quei momenti in cui stavo male, male perché mi manca la squadra della mia vecchia palestra, che non avrò mai più indietro; male perché ho perso e so anche perché ho perso, perché non ci stavo con la testa, non avevo paura, avevo troppa fiducia in me e poca in Virginia; male perché il vuoto lasciato da chi mi istiga ad andare contro i miei principi fa più male di quanto chiunque possa credere; ebbene tu e Dario, in qualche modo, riuscite a tirarmene fuori probabilmente senza nemmeno accorgervene. E per questo vi sono grata. Grazie Manuel.
