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Ennesimo primo giorno di quinta.
Non so neanche come ho fatto ad arrivarci in quinta!

Mia madre e mio padre ormai si sono arresi, è da due anni che non mi dicono più niente riguardo la scuola, se non "ecco i soldi per l'iscrizione".

Ho 24 anni e sono ancora al liceo. Esattamente l'opposto di mia sorella Lucy.
Ha due anni più di me ma ha già finito l'università e ha iniziato a lavorare in uno studio dentistico. È fidanzata con Michael e la sua vita pare vada a gonfie vele.

La mia invece la sento rotolare giù da un precipizio.
Non ho una fidanzata, non ho un lavoro.
Ho giusto qualche conoscenza, ma non amicizie vere.

I miei amici di quando ero piccolo mi hanno un po' "lasciato per strada".
Nel momento in cui sono rimasto indietro con la scuola e loro hanno proseguito senza intoppi, inevitabilmente ci siamo distaccati.
Loro hanno tutti un lavoro e una famiglia (o quasi).
Io passo la giornata a casa a giocare alla play station, con i libri di scuola nello zaino che mi urlano contro di aprirli e studiarli.

Ma non riesco. Ci ho provato, ma dopo qualche riga crollo e non riesco più a stargli dietro.
Insomma, vorrei studiare per andarmene finalmente da questo liceo di merda, ma non riesco proprio.
O forse non voglio riuscirci.

"Jason! Faremo tardi! Quanto ci vuole ad infilarsi una t-shirt e un paio di jeans?"
Mia madre mi urla dalla cucina. La scuola è abbastanza lontana da casa, circa mezz'ora con il bus.
In macchina saranno sì e no 15 minuti, traffico permettendo.

"Arrivo, arrivo!!". Prendo lo zaino e scendo le scale di corsa. Entro in cucina, saluto papà, prendo due brioche e le lancio in borsa.
Vado verso la porta d'ingresso, mi volto, faccio un sorriso a mia madre e in modo sarcastico le chiedo: "allora? Non avevi fretta?".

Guarda il soffitto, scuote la testa e viene verso di me.
Si ferma, mi dà uno schiaffetto e mi dice "uno di questi giorni ti lascio a piedi!" ed esce sorridendo.

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