Nata nel secolo scorso dopo una guerra che aveva lasciato ferite aperte da suturare con amori fugaci. Speranze di una vita possibile che non ammettevano valutazioni. Era, come tutte le anime in pena, sfuggite alla mietitura della Madre Cinica e Ingiusta, sola in un mare in tempesta dove nessun approdo era visibile. Ma si trovava in un momento in cui le acque cominciavano a stancarsi del continuo turbinio e tentavano un riposo che lasciava la speranza di uno scoglio possibile. In questo mare nacque il terzo abbraccio dove si accorse che era lui a stringere più forte e volle sperare.
Ora, a distanza di trent'anni , era confusa senza più certezze. Stretta nell'amore che provava per due figli che andavano e venivano dai loro rifugi segreti, dove pile di libri si accatastavano insieme a biglietti di concerti e scontrini di pub. La loro presenza in quel sabato e domenica, a settimane alterne, non era sufficiente a lavare il guardaroba che arrivava in sacche che annunciavano, con il loro odore, pezzi di vita vissuta dai loro padroni e la necessità di, dopo avere ascoltato storie miserrime e spunti di favole, comunicare le proprie angosce. E si riproponeva di parlarne la volta successiva. Intanto preparava ragù domenicali e bis di piatti che avevano riscosso apprezzamento le volte precedenti. L'autobus della domenica sera inghiottiva i ragazzi per catapultarli nel capoluogo, dove la facoltà li mischiava a centinaia di altri con storie simili e speranze omologhe.
Allora si accorgeva che era nuovamente sola ad affrontare due settimane di aspettazione per la telefonata serale in cui in pochi minuti il rituale del come stai, cosa hai fatto e cosa hai mangiato non riusciva a darle contezza di quel mondo che gli sottraeva gli affetti. Ma si ripeteva il mantra del "è giusto così".
C'erano mattine in cui, mentre faceva la spesa, incontrava altre anime con patemi simili ma si accorgeva che ognuna delle amiche simulava una sicurezza che non esisteva se non nel proprio mondo mentale. C'era la moglie del professionista, sempre presente in chiesa la domenica mattina, che nascondeva la vergogna dei mille sotterfugi per incontrare un amore clandestino. E c'era quella che sfuggiva alle mille prove che il marito, da tempo, era marito di qualcun'altra. Trovava conforto nella moglie dell'artigiano sempre in apprensione per i mancati pagamenti dei lavori al marito che la ponevano in uno stato di comunanza psicologica che scompariva appena una piccola somma le entrava in casa e veniva data in acconto per un acquisto poco necessario ma vincolante per l'economia dell'anno successivo. E c'era l'amica che spiegava, puntualmente, quanto fosse libera ora che con il marito s'era lasciata. Ma parlava sempre del marito.
Poi c'erano mattine che saltava il rito della spesa in parte perché in casa aveva cosa cucinare ma più spesso perché aveva non voglia di entrare nel Circo delle Ipocrisie dal quale tornava sempre più prostrata.
Succedeva, talvolta, che fosse invitata a una dimostrazione di prodotti commerciali utili e meno utili ma che permettevano il contatto di un caffè con amiche impegnate, la mattina, nel proprio impiego e che il pomeriggio facevano sfoggio di abiti sempre diversi e di capacità di acquisti ostentati. Questo faceva felice la rappresentante ma mortificava le donne che potevano comprare l'oggetto meno caro della dimostrazione e ne magnificavano l'utilità domestica. Tutte avevano addosso un odore di solitudine anche se coperto da profumi e fragranze molto pungenti.
E lei, quell'odore, lo percepiva appena entrata e lo subiva per tutte le due ore del Cerimoniale dei Convenevoli . Poi tornava a casa più stanca di prima.
Qualche volta, in farmacia, aveva la prova del mal comune che aveva infettato il paese quando chi la precedeva le cedeva il turno perché non notasse il farmaco d'acquistare. Che era lo stesso da lei preso con noncurante sincerità e che il dottore del paese prescriveva da anni a sempre più persone. Tutte avevano cominciato con camomilla e valeriana e tutte erano arrivate allo stesso approdo finale. A dosi che via,via erano cresciute di pari passo agli alcolici che i mariti consumavano in riti pubblici nei bar e, sempre più spesso, in rituali privati.
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Rinascita
General FictionRacconto intimistico di una donna alla scoperta del mondo di fuori.
