"Ragazzi attenti con quegli attrezzi, altrimenti vi farete mal.."
Nemmeno il tempo di finire la frase, e già il dolore ebbe inizio.
"Madre, mi sono fatto male, vi prego, fate qualcosa, questo dolore è insopportabile!"
Gridava Lukas per chiedere aiuto.
"Dai smettila Lukas, non è nulla, sei solo una femminuccia!!"
L'amico rideva prendendolo in giro.
"Lukas rientra in casa che ti medico, e tu Kalius, torna a casa dai i tuoi genitori che sta calando il sole, ricorda di portare con te, questa lettera per tuo padre"
Disse Daiana, chiudendo le finestre della piccola abitazione.
Qualche ora più tardi dal calar del sole.
"Lukas, Daiana sono rientrato, com'è andata la giornata?"
Disse Mikael dalla porta d'ingresso, mentre lasciava la legna ben disposta in un cantone della casa.
"Padre, oggi io e mia madre abbiamo raccolto le verdure dall'orto, e poi dopo il pranzo, mentre montavo la staccionata con Kalius mi sono ferito una gamba, ma sto bene adesso!"
Rispose Lukas stringendo il pugno in segno di forza.
"Bravo Lukas!"
Rispose il padre, mostrando un sorriso fiero, e concluse
"Adesso vai ad accendere il caminetto mentre io parlo con tua madre"
Daiana e Mikael andarono nella stanza accanto, solo una piccola porta in legno li separava dal figlio.
"Ti prego Mikael dimmi che hai buone notizie dal campo"
Chiese Daiana preoccupata, e nel frattempo Mikael con un gesto negativo del capo le rispose
"Mi spiace mia cara, ma sta peggiorando, due villaggi più a sud di noi sono stati rasi al suolo da quelle bestie"
Le lacrime segnavano il viso della donna preoccupata per il loro destino.
"Cosa faremo ora? Io ho paura"
Replicò singhiozzando.
"Intanto la lettera che hai mandato ci aiuterà a mettere in salvo Lukas e poi penseremo a cosa fare"
I giorni seguenti passavano, e le paure dei genitori di Lukas e degli altri ragazzi del villaggio, continuavano a crescere.
Mikael continuava a lavorare, faceva il medico in un villaggio non molto lontano, più a nord rispetto il campo di battaglia, e Daiana, invece, molto più vicina era impaurita, ma continuava di buon cuore a raccogliere le provviste e a vendere nel mercato vicino, le verdure che avanzavano.
Lukas era ignaro di ciò che sarebbe accaduto da lì a qualche giorno più avanti.
"Lukas, sono io Kalius, apri alla porta"
Il ragazzo l'aprì e iniziò a passeggiare con l'amico.
"Ma senti Kalius, hai sentito le storie dei villaggi vicini più a sud? Sembra che il regno si stia distruggendo, ma io sono pronto a combattere, a difendere mia madre e mio padre se fosse necessario!"
"Non dire stupidaggini, che sei solo un fifone"
Kalius era solito a prendere in giro Lukas da quando un giorno giocarono insieme nel bosco, un cinghiale li insegui, ma mentre Lukas scappava Kalius attirava l'animale in una trappola
Purtroppo Lukas aveva solo sei anni a quei tempi mentre Kalius ne aveva già nove.
Adesso invece Lukas aveva quasi sedici anni, era cresciuto ed era pronto per affacciarsi alla vita vera.
"Ora torno a casa Lukas, domani all'alba vado a lavorare con mio padre al mulino, buona notte"
Quella notte Lukas rimase a fissare le stelle, che si potevano intravedere tra le assi di legno e la paglia che coprivano il tetto della sua stanza, pensava a cosa sarebbe accaduto se il villaggio sarebbe stato distrutto.
Il giorno dopo Mikael tornò a casa dando brutte notizie al figlio.
"Padre, perché dovrebbero trasferirsi? Potremmo aiutarli, se non hanno più denaro."
Lukas era dispiaciuto che il suo migliore amico sarebbe andato via dal villaggio per andare a nord del regno.
Infatti i genitori di Kalius avevano ottenuto un posto di lavoro a corte, e avrebbero dovuto trasferirsi per poter aver una vita migliore.
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Iren
FantasyQuel giovane ragazzo, ignaro della sua storia e del suo fato. Quel giorno primaverile, caldo e fresco. Quel tempo fermo, che scorreva veloce. Quella povertà, così ricca. Quella debolezza, così potente.
