CAPITOLO 1 LAVINIA

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{Lasciatevi guidare...}

   Domani mio papà partirà per Seattle, Luke continua a ripetermi che non andrà dall'altra parte del mondo, che con due ore di macchina e un po' di traffico ci si arriva e che potremmo andare tutte le volte che ne avrò voglia, ma io sento comunque che è come se un pezzo del mio cuore si stacchi e scivoli via da me.

   Sono nella grande camera da letto ad aiutare Anna con i bagagli. Non capisco perché si portino così tanta roba, visto che comunque torneranno!
《Lav, alla fine sei riuscita a creare l'ora di gruppo?》prima dell'incidente con Joshua, avevo chiesto ad Anna la possibilità di far lavorare insieme Lucy e Sarah. Continuo ad essere dell'idea, che quelle due potrebbero diventare ottime amiche pur essendo l'una l'opposto dell'altra. Infondo, lo è stato anche per me! Io e Lin, non avevamo niente in comune, eppure, da quando ci siamo trovate, non abbiamo più smesso di volerci bene. Lei compensava le mie debolezze con la sua forza, io frenavo la sua impulsività, con il ragionamento. Non so perché, ma in loro, ho sempre rivisto noi due...
《Sì! Inizieranno questa settimana! Non vedo l'ora e...grazie per averlo permesso Anna!》Sono veramente grata a questa donna, non potevo desiderare altro per mio padre, credo che se Isabel, ovunque lei sia, potesse vederla, sorriderebbe... Non so perché, ma ultimamente, trovo mio padre sereno, mi sembra felice...appagato. 《Sono sicura che farai un ottimo lavoro con loro Lav! 》la sua sincerità, aumenta il mio entusiasmo. 《Grazie...lo spero...》lo spero davvero! Spero di poterle aiutare, di far in modo che siano loro ad aiutarsi a vicenda. 《Ne sono certa!》

   Chiudiamo le ultime valige e per un attimo ci guardiamo. 《Mi mancherete un sacco...》mi si chiude la gola pronunciando quella frase e gli occhi iniziano a riempirsi di lacrime. 《Ci mancherete molto anche voi tesoro. Ma ti prometto che tutte le volte che sarà possibile, torneremo a casa. Oppure vorrà dire che sarete voi a venire da noi》mi abbraccia forte e io mi lascio coccolare, felice di quel gesto. Di questo sentimento.

   Scendendo le scale sento le voci di mio padre e Luke provenire dal suo studio. Sicuramente si starà accertando della mia incolumità. Sul fatto che non dovrà lasciarmi sola e altre cose da padre paranoico...
Ma a me piace tremendamente questo suo lato protettivo!

   Stasera ceneremo qui, ci saranno anche Zac e Tommy, e se avrò l'occasione, vorrei parlare con Tommy. L'altra mattina mi è sembrato che, dopo aver parlato con Steve e i suoi amici, il suo umore fosse decisamente pessimo. I suoi occhi tristi. A lezione di letteratura, non era il solito Tommy, anche se lui continuva a sostenere che era solo colpa della stanchezza, ma per me c'è di più. C'è qualcosa che non ha avuto il coraggio di confessarmi. 《Finalmente voi due vi siete decisi ad uscire da lí》le parole di Anna, mi riportano con la mente alla realtà, strappandomi dai miei pensieri tormentati. Mio padre entra in cucina, seguito da Luke...oh mio Dio...cos'è successo? Mi avvicino a lui e senza farmi sentire glielo chiedo.
《Tutto bene? 》Luke mi abbraccia forte, nascondendo il suo viso tra i miei capelli. 《Sì piccola...》mente lo so.
《Sicuro??》ho quasi paura di voler sapere la verità. La mia vita sta andando bene. La mia storia con lui, non è mai andata così bene. 《Sì Lav. È che...gli addii mi fanno questo effetto》continua a parlare senza guardarmi. Decido di lasciar correre, è già difficile così anche per me... 《Ok...》guardo mio padre insieme ad Anna. Non l'ho mai visto così. Lui la sta abbracciando e il mio cuore si gonfia di felicità. Forse tutta questa storia di Seattle, non è poi così negativa. Almeno non per lui!

   La cena procede tranquilla. Anna stasera si è davvero superata, il tacchino è più buono di quello che ha preparato per il ringraziamento. Sembra quasi, volerci salutare al meglio delle sue possibilità. Mi guardo intorno. Guardo questa grande casa, piena delle persone più importanti della mia vita, non riuscendo ad immaginarmela diversa.
   Vuota.
   Non sono riuscita a trovare un attimo per parlare con Tommy. Forse lui ha fatto sì che io non potessi chiedergli niente, ma troverò comunque il modo. Troverò il momento giusto per capire se qualcosa non va. L'idea che Steve, possa tormentarlo per la sua storia con Zac, è come un piccolo granello che fluttua nella mia testa
《Lav...potresti suonare per me》mio padre mi guarda. Nei suoi occhi leggo la disperazione di questa richiesta. Come fosse l'ultima volta. Vorrei dirgli di stare tranquillo, che questi mesi passeranno presto, e che io tornerò a suonare per lui altre mille volte. Mi impegnerò in altre mille canzoni per il piacere di vederlo commuoversi, mille canzoni allieteranno in parte il vuoto lasciato da mia madre...ma non dico niente di tutto questo. Rispondo semplicemente...
《Certo papà...》.
Arrivo al grande piano e lui si siede sulla poltrona davanti a me. Lo vedo accomodarsi e guardarmi. Io non chiudo gli occhi. Non so perché, ma non lo faccio. Io suono e guardo lui.

{Lavinia suonerà per suo padre}

   Scelgo lei. Scelgo la mia canzone. La canzone che mia madre suonava per lui. Quella che lui adesso, ha bisogno di sentire da me. I suoi occhi hanno una luce ancora diversa da quella che ha sempre avuto. Una luce nuova...come se ad aspettarlo fosse una vita migliore di questa.
   Una vita che lui ha sempre atteso... Finisco il mio pezzo e mio padre ancora mi guarda. Nella sua luce intravedo delle piccole scintille, lacrime di gioia che offuscano l'azzurro delle sue iridi.

   Mi alzo e Luke è appoggiato alla porta. Ci osserva dall'esterno e...lui sta piangendo...

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