Elisa-No Hero
'A te che sei stato la mia ancora di salvezza, ma allo stesso tempo colui che mi ha fatta sprofondare.'
Sento di dover parlare di te ora, perché voglio schiarirmi le idee e cercare di capire cosa sei ora e cosa sei stato per me nel 'periodo in cui ci siamo scritti'.
Ricordo con esattezza il momento in cui ci siamo scambiati la prima parola, un messaggio innocente consistente in semplici auguri di Natale.
Era un momento della mia vita molto difficile, ricordo che da poco era uscita la canzone di Marco Mengoni e io ero immersa in pensieri che a dire così sembrerebbero banali, pensieri che mi riportavano ad una persona che ha segnato la mia vita.
Preferisco ripercorrere il nostro percorso in modo graduale, partendo dall'inizio, cioè i momenti più tranquilli che abbiamo passato, se si può dire 'insieme'.
Ricordo un giorno in particolare, il 28 dicembre, quello fu il giorno in cui mi sono aperta per la prima volta con te, e non mi sono mai sentita tanto bene in vita mia.
Mi sono sfogata con te e non pensavo potesse succedere, in fondo eravamo compagni di classe già da quattro anni.
Non ti ho mai visto o considerato diversamente dall'essere un mio compagno di classe.
Mi hai sorpresa, non pensavo fossi tanto buono e soprattutto con un cuore.
Dal nulla mi sono ritrovata con un amico vero al mio fianco, una persona in grado di ascoltarmi, un punto di riferimento, il mio migliore amico.
Hai capito i miei silenzi, mi hai ascoltata, mi hai salvata.
Una cosa che non pensavo potesse accadere, che qualcuno mi salvasse.
Per questo non riuscirò mai a sdebitarmi abbastanza, sei stato la mia luce.
In tutto il mio grigiore, tu eri il mio sole.
Mi hai dato forza, mi hai ridato un sorriso che non riuscivo a fare da anni.
C'eri, e questo mi bastava.
C'eri, ma poi per dare peso alle parole degli altri.
Quando mi dicesti che parlavano di noi in classe, ero dubbiosa ma allo stesso tempo sicura del nostro rapporto, della nostra amicizia, che niente e nessuno avrebbe mai potuto spezzare.
Che niente e nessuno avrebbe mai distrutto le nostre parole, i nostri segreti, la nostra complicità.
Ricordo ancora il giorno in cui ci siamo visti dopo aver iniziato a parlare, il ritorno a scuola non mi pesò per niente, ero stranamente serena.
Ti passai davanti e mi chiamasti da dietro, quel sorriso che ci scambiammo lo considerai come una promessa, non più solo scritta in un messaggio, ma una promessa reale.
Poi mi allontanasti, avvicinasti le voci, i pregiudizi, avvicinasti gli altri, i 'nostri' compagni di classe che ancora oggi stento a considerare 'compagni'.
In un attimo smentisti tutte le parole che mi avevi detto e mi ritrovai per l'ennesima volta vuota, con il grigiore intorno.
Credevo nel nostro rapporto, che tutto potesse tornare come prima, che capissi che allontanarmi non sarebbe servito a niente.
Ma la tua frase 'vorrei che le cose tornino alla normalità', mi spezzò il cuore.
Ti vergognavi di me e del nostro rapporto, iniziando a considerarmi come un'estranea.
Passai i mesi, e gli anni successivi, a pregarti, a chiederti scusa, convincendomi che la colpa era sempre stata mia, colpa del mio carattere, delle mie insicurezze e dei miei problemi passati.
Ho cercato di cambiare per te, di essere la migliore amica che dicevi di considerare tale.
Ma i miei dubbi sono sempre stati più forti di me, e la paura di perderti ancora, la paura che ti allontanassi nuovamente, erano un qualcosa che non riuscivo a gestire e non hai idea di quanto è stato difficile accettare tutte le opinioni negative su di me, tutte le critiche perchè semplicemente di te mi importava qualcosa, qualcosa che andava oltre tutto e tutti.
Ma oggi mi rendo conto che tutto è stato inutile, perché non hai meritato nemmeno un attimo del mio tempo, mentre io ero il lotta con gli altri per salvare la nostra amicizia, tu davi retta a qualcosa a cui non bisognava dare importanza.
La costante paura di vederti lontano da un momento all'altro mi ha spaventata a tale punto da non capirci più nulla.
Ero lì per te in ogni momento, e non è bastato a farti restare.
Odio ancora ammettere che di momenti belli ce ne sono stati pochi, ma li ricordo tutti, dalle parole agli abbracci ai messaggi che ho ancora con me.
Ed è caduto tutto in un attimo, tutto ciò che per me aveva un valore, per te era un qualcosa di superfluo che ancora oggi non mi riesco a spiegare.
Ho avuto tutti contro, anche le mie 'migliori' amiche, che ormai non posso più considerare tali.
Iniziavo a vederle strane, distaccate, più rivolte verso di te.
Il mio rapporto con te è sempre stato altalenante, ma io sapevo, dentro di me, di essere un gradino al di sopra delle altre.
In fondo, tutto è iniziato da me e da te.
E loro ti hanno portato via.
Ti hanno convinto del fatto che fossi io quella sbagliata e non loro.
Definivi il mio bisogno di comprensione come capricci.
Quando tutte le persone intorno non volevano altro che questo, portarti via da me.
Ti odio, per avermi lasciata quando avevo più bisogno di te.
Ti odio, per avermi vista piangere e non aver fatto niente per tranquillizzarmi.
Ti odio per tutte le parole negative che hai detto su di me.
Ti odio per tutte le volte che mi hai lasciata sola.
Ti odio per tutti i momenti brutti che abbiamo avuto.
Ti odio per tutte le lotte che ho combattuto da sola.
Ti odio per tutti i silenzi, per le parole che non hai mai saputo dirmi.
Ti odio per non aver dato peso nemmeno a un attimo ai miei sentimenti.
Ti odio perché eri il mio migliore amico.
Ti odio per tutti i compleanni che passerò senza di te.
Ti odio perché mi hai delusa.
Ti odio per i pochi abbracci che ci siamo dati.
Ti odio per tutti i pregiudizi a cui hai voluto credere.
Ti odio per tutte le volte in cui mi hai allontanata, evitata, ignorata.
Ti odio per avermi considerata scontata.
Ti odio per esserti arreso davanti a tutto questo.
Ti odio per i sorrisi che hai scelto di privarci.
Ti odio per non aver avuto il coraggio di andare avanti.
Di non aver lottato per la nostra amicizia, di non aver pensato a me neanche un attimo, di non aver avuto neanche un minuto di tempo per sentire le mie ragioni, e non i miei 'capricci'.
Ti odio per tutte le volte in cui non volevi una foto con me, ma con gli altri si.
Ti odio per tutte le volte in cui mi facevi sentire sbagliata, quando di sbagliato c'eri solo tu.
Ti odio perché sono qui a scriverti e non leggerai mai una parola di tutto questo.
Ti odio perché hai scelto di non esserci.
Ti odio perché questo legame non lo sentì più.
Ti odio perché mi hai sostituita, trascurata, lasciata.
Ti odio perché eri, sei, e sarai sempre il mio bff.
Ti odio perché oggi, a distanza di mesi dal nostro addio, non sai quanto mi manchi.
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Teen FictionVivo da ormai sei anni con i libri, i romanzi sono per me l'aria che respiro. In questo libro non parlo di una storia inventata, ma di una storia vera, la mia. Parlo di voi che l'avete caratterizzata, migliorata, o distrutta. Questo libro è per v...
