Comunicazione di servizio

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Capitolo 1

"Non mi è mai mancato nulla. Questo lavoro ha sempre provveduto a tutto pur di compensare alla mancanza di libertà che mi nega.

Sono Amanda Weiss, ho 30 anni e sono ben 12 anni che appartengo alla C.I.A.

Ricordo ancora i primi anni di duro addestramento. Tutti mi consideravano una ragazzina e io invece volevo essere considerata un "SOLDATO"! Poi ce l'ho fatta.
I miei colleghi ormai mi invitano a bere una birra con loro per parlarmi della prossima ventenne da portarsi a letto di nascosto dalla moglie. Ed io modestamente, dati i miei gusti, so consigliarli molto bene.

Io, una compagna?! Ormai ci ho rinunciato. Neanche mia madre è compatibile con la vita che faccio. Ho preferito stare alla larga anche da lei. Ci vediamo a Natale e stiamo bene così. Forse mi manca più la Svezia, il posto in cui sono nata, che mia madre.
Ha voluto sposare un imprenditore di New York, ci ha portato in questa città fatta di luci e muri alti, e poi lei si è accorta che, così come questa città è costruita sull'apparenza, lo era anche suo marito. O forse dovrei chiamarlo "mio padre"?!
Lui non aveva solo mia madre. Aveva il suo lavoro, le sue amanti, la sua cocaina a portata di mano. L'unica cosa che, pur avendola, non aveva mai posseduto, era sua figlia.

La caserma per me è stata una salvezza. Lì ho sfogato tutta la frustrazione di quegli anni, ancora pochi, in cui mi sentivo sbagliata a non essere come le altre ragazze della mia età. Al contrario, io ero attratta da loro, e volevo sentirmi "l'uomo della situazione".

Le mie colleghe? Mai sofferto il loro fascino. In loro vedo tutta l'impotenza del genere femminile che non riesce a farsi considerare un sesso forte. Nel mio ambito lavorativo, la lotta tra i sessi si accentua. Io sono l'unica che ce l'ha fatta. Come se mi fossi mimetizzata tra gli uomini. Riesco ad essere considerata una di loro.

L'unica donna degna della mia attenzione sul posto di lavoro è il mio capo, Lorena, una donna sulla quarantina con un fascino da vecchia Hollywood. Bionda, occhi nocciola, alta e slanciata, con un fisico da combattente. E' Italiana e, come molte donne di quella nazionalità, tengono mal loro essere "rispettabili". Non sono mai riuscita a darle neanche una stretta di mano, figuriamoci portarla a cena fuori.

Anche lei ha dovuto scegliere: o la C.I.A. o la vita sentimentale. Ma molte volte non siamo noi a fare questa scelta.
E' questo percorso che diventa improvvisamente la tua vita e non ti senti più padrona della tua esistenza.
Io sono a servizio della C.I.A. e mi sento come se fossi nata per questo. Non avrò mai una compagna, dei figli, degli amici al di fuori dei miei colleghi. Vivrò, come ho fatto fin'ora, di letti che si riempiono per una notte, di missioni in qualche parte del mondo a nascondermi dietro a qualche identità assegnatami per il caso, a fingere di perdere la testa per qualche donna per usarla come fonte d'informazioni per la C.I.A. e....."

Il mio flusso di pensieri esistenziali fu interrotto improvvisamente dalla suoneria del mio cellulare che inizió a squillare...Era lei! Lorena Torricelli!

"Pronto?!" risposi.

"Weiss, ho bisogno di te." la voce di Lorena mi raggiunse chiara e coincisa come sempre. "Urgentemente a rapporto! Tra dieci minuti al ristorante "Del Posto", sull'ottantacinquesima strada."

"Sarò puntuale", obbedii.

Lorena chiuse la chiamata. Non c'era bisogno di aggiungere altro. Era sempre così lapidaria. Mi piaceva per questo, niente fronzoli, solo essenza e pratica.

Ma un pensiero mi rimbalzò in mente con una certa stranezza: una comunicazione di servizio fatta in un raffinato ristorante di cucina italiana?

Le due cose stonavano, ma quella donna era imprevedibile.

Mi ripresi rapidamente dai miei giri di pensieri arzigogolati, cercando di recuperare in fretta i miei effetti personali. Indossai al volo la mia giacca di pelle nera, presi le chiavi della macchina, una Maserati rossa che avevo tanto desiderato, e mi precipitai fuori casa.

Operazione Calipso (in Restyling completo)Stories to obsess over. Discover now