1- Ricordi in un giorno di Primavera

15 2 0
                                        

Era immersa nel verde, distesa sul prato, ad occhi chiusi. Era rilassata, con un tenero sorriso sulle labbra.
I raggi del sole, che oltrepassavano i rami con un non so che di poetico, le illuminavano il volto, donandogli una vita di cui semvrava privo, nella sua serenità.
Il parco era deserto, ad eccezion fatta di qualche coppietta che passeggiava mano nella mano e di qualche ragazzo che correva o che portava a passeggio il proprio cane.
La ragazza era distesa su una coperta a scacchi, con una felpa raggomitolata sotto il capo, a farle da cuscino.
I pochi che passavano in quella calma giornata primaverile, posavano lo sguardo dulla sua figura esile ma nello stesso tempo aggrazziata, sebbene sembrasse immersa nel riposo.
Ad un certo punto, come un fulmine a ciel sereno, una smorfia di dolore passò sul suo viso, facendole aprire gli occhi di scatto e, inevitabilmente, accecandosi. Richiuse immediatamente gli occhi, nuovamente travolta dal dolore.
Si rimise seduta, irrigidendo la gamba destra. Con lo sguardo percose tutta la lunghezza della gamba, fino a fermarsi in un punto ben preciso. Lo sguardo, appena si posò su quel punto, divenne tagliente, il suo viso si corrucciò, le labbra si strinsero e le spalle si irrigidirono. Con uno scatto nervoso distolse lo sguardo, sentendo già l'arrivo di un mal di testa tremendo.
Si distese nuovamente sulla coperta, stavolta guardando i rami degli alberi, ricoperti di foglie e di gemme, rifutandosi di chiudere gli occhi e di ritornare così ai propri pensieri.
Aveva però uno sguardo malinconico sul volto.
Incapace di fermarsi, ripensò ai giorni in cui passava ore e ore in sala prove tra arabesque e pliè. Ripensò a quando i suoi migliori amici erano sbarre, tutù, calzamaglie e scarpette da ballo.
Ormai quei giorni erano passati.
Dopo l'infortunio avuto durante uno spettacolo, tutti i suoi migliori amici erano stati dimenticati, prima relegati in un angolino della mente, per poi venire abbandonati del tutto per il suo bene.
Ora passava giornate intere a leggere, ad ascoltare musica alla radio, a guardare un film, o più semplicemente ad estraniarsi dal mondo, guardando il muro e ripensando al suo passato di ballerina.
Con una lacrima che le rigava il volto, richiuse gli occhi, ritornando a pensare al suo passato e ai suoi migliori amici.

Note dell'autrice:
Non conosco appieno il mondo della danza, quindi mi scuso in anticipo se la mia storia contiene errori in questo campo (o se sono presenti degli errori grammaticali).
Cornflower10

Ricordi di stagioneHistorias para obsesionarse. Descúbrelo ahora