Capitolo 1

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"Hey, Jenny!"

Il terzo anno di liceo è iniziato da poco e Jenny è tornata da poco dalla sua visita estiva alla sua famiglia a Miami.

Jenny è il diminutivo di Jennifer è la mia coinquilina da due anni ossia da quando abbiamo iniziato il liceo e lei si è dovuta trasferire da Miami a New York per frequentare un liceo per secchioni che io mi potrò tranquillamente sognare per tutto il resto della mia vita.

Lei è esattamente il genere di ragazza che si stressa per tutto: verifiche, interrogazioni o test; anche io ero così un tempo ma poi sono arrivata alla conclusione che nella vita bisogna darsi delle priorità a seconda di quello che si vuole diventare.

"Hey, Sam"

"Quelli della mia scuola organizzano una festa stasera..."

"Okay"

Appena inizio a parlare della gente che frequento lei si irrigidisce e diventa scorbutica, a lei semplicemente non piacciono i miei amici.

"Vado in camera a prepararmi che poi mi passano a prendere..."

Mi infilo le cuffie e alzo la musica al massimo: è così alta che quasi non riesco a sentire i miei pensieri ma è esattamente per questo che ascolto la musica, per far sparire tutti i pensieri e le (poche) preoccupazioni che mi turbinano per la testa.

"SAM"

Ad un certo punto le parole di Jenny iniziano a farsi strada tra le parole di "Shape of you" di Ed Sheeran.

Mi volto per capire il motivo di interrompere la mia preziosa sessione di ascolto musica e la vedo piuttosto incazzata poi sposto l'attenzione sulle sue mani: in una c'è una bomboletta spray e nell' altra... il MIO pacchetto di sigarette.

Non può averlo fatto, non di nuovo, non può aver guardato nella mia borsa, non di nuovo!

"Come hai potuto guardare nella MIA borsa, di NUOVO?!?"

"No come hai potuto TU rincominciare a fumare, avevi detto che avresti smesso" dice con la voce che diventa più tremante ogni parola che dice.

Sto per controbattere quando, con mio stupore, continua il discorso: "E ora che fai ti metti pure a commettere azioni illegali?!? Con questa che ci fai i Murales?!?"

"Dai IO che faccio i Murales?!? Ma dai ora non sparare cazzate varie... Scrivo solo dietro il muro della scuola con Ross e altri!"

Alza gli occhi al cielo; Ross è il mio ragazzo e lei non lo sopporta anzi lo odia nel vero senso della parola.

Visto che ho capito che ha già deciso di farmi la predica apro l'armadio e prendo dei jeans strappati sulle ginocchia, me li infilo e parto alla ricerca di una maglietta: ne trovo una corta bellissima di Pimkie.

Le parole di Jenny vengono messe da parte nella mia testa e le sento solo come sottofondo senza comprenderne veramente il senso.

Mi giro e lei si interrompe:

"Pensi veramente di andare in giro così di sera?!?"

Mi guardo velocemente allo specchio per guardare se ci sia qualcosa che non va e le rispondo: "Sì"

"Oh no!"

"Oh sì!"

"Siete a corto di stoffa nella tua scuola?!? Oppure non avete i soldi per comprarvi i vestiti e quindi dovete mettervi quelli di vostra sorella di 10 anni più piccola?!?"

"Dai Jenny non sei mia madre! Ho 16 anni e so badare a me stessa! Ora basta rompere il cazzo e lasciami andare che mi devo ancora truccare e tra un po' arrivano a prendermi!"

Esco dalla stanza e vado in bagno dove tengo l'Eye-liner e il Mascara, le uniche cose che di solito mi metto.

Almeno su una cosa io e Jenny siamo d'accordo: a nessuna delle due piace truccarsi troppo, un Eye-liner e un Mascara sono sufficienti.

Entra in bagno per continuare la sua predica sulla gente che va in giro e di sera e sul perché io non dovrei andare via vestita così.

Per fortuna suonano alla porta e mi salvano da questa conversazione che sta diventando più rompipalle dell'ora di correzione di esercizio di grammatica all'ultima ora, quando hai un buco nello stomaco e l'ultima cosa che desidereresti fare è correggere uno stupido esercizio sul complemento diretto interno che manco hai fatto.

So quasi per certo che la persona che ha suonato il campanello potrebbe far infuriare Jenny più di quanto non lo sia ora, quindi mi lancio in una stravagante corsa ad ostacoli per l'appartamento schivando (in modo eccezionale) il divano,le sedie e la mia borsa -che come al solito è sempre in mezzo alle scatole- e apro la porta con il fiatone.

Appena apro gli occhi iniziano a luccicarmi e mi si dipinge sulla faccia un stupido sorriso da ebete.

"Oh quanto amo quello stupido sorriso" dice lui.

"Ciao, entra Ross" cerco di recuperare la mia solita faccia, ma come faccio se ce l'ho proprio davanti agli occhi: con quel suo ciuffo perfetto, con quegli suoi occhi castani e quei denti così bianchi che potrebbero essere scambiati per delle stelle rubate al cielo.

Ma come al solito a rovinare questi momenti è la mia coinquilina impicciona, che prima ancora che lui riesca a ad entrare gli chiude la porta in faccia e mi fulmina con lo sguardo.

Io con fare disinteressato la riapro e forzo un sorriso nei confronti di Jenny.

Lei non lo degna nemmeno di uno sguardo e se va.

"Andiamo?" mi domanda lui.

"Certo, aspe prendo la borsa", e solo allora mi ricordo del pacchetto di Malboro che Jenny mi ha "ritirato" così dal fondo del corridoio le urlo di ridarmi le sigarette.

Si sente un sbuffo ma esce dalla camera e dice:

"Al volo"

Io le prendo al volo e mi avvio verso l'uscita; Ross appoggia il suo braccio sulla mia spalla e prima di chiudere la porta urlo:

"Ciao Jenny"

"Ciao Sam, non fare cazzate"

Ancora una volta l'ho avuta vinta; ma ovviamente la vita sarebbe troppo facile se i problemi finissero qua, e Ross mi domanda:

"Ti ha ritirato il pacchetto di Marlboro eh?!?"

"Non ho voglia parlarne ok?!?"

"Okay, okay" dice con fare divertito.

La cosa mi irrita parecchio, ma non ho assolutamente voglia di iniziare una nuova litigata dopo appena 5 minuti dall'avere finito quella con Jenny.

Così mi infilo una sigaretta in bocca e mi preparo a una giornata che non finirà fino a domani mattina.    

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