22 Settembre 1970, Mullingar
L'autunno era alle porte, il sole era appena calato e la città era scesa in un silenzio tombale. L'unico rumore era il rombo delle automobili che portavano i loro passeggeri a casa dopo una lunga giornata di lavoro.
Poco più lontani dal centro della città, andando verso la periferia, c'era una chiesa che, dal suo aspetto malconcio, sembrava abbandonata.
Ma quello che ci interessa di più non è la chiesa, ma chi c'era lì affianco.
Un ragazzo dai capelli biondi, con la pelle bianca come il latte, gli occhi blu come il mare ed il naso all'insù se ne stava appoggiato sulla parete di quell'edificio con le braccia conserte e con lo sguardo dritto di fronte a sé.
Sembrava stesse riflettendo su qualcosa, ma in realtà stava fissando un punto preciso: un albero. Pochi secondi dopo, dietro quell'albero, sbucò un altro ragazzo.
Questo, a differenza dell'altro, era moro, con la pelle scura, del colore del cappuccino, una folta barba e con delle lunghe ciglia che incorniciavano i suoi occhi color nocciola.
Il ragazzo biondo lo guardò senza far trapelare nessuna emozione, poi con voce roca di chi non parla da tempo si enunciò.
"Cosa vuoi? Perché sei qui?"
Il ragazzo moro lo guardò e poi un sorriso sghembo apparì sulle sue labbra.
"Penso tu sappia perché sono qui o forse te ne sei dimenticato?"
Appena pronunciate queste parole si avvicinò facendo sì che la luce dei lampioni accanto alla chiesa gli illuminasse il viso.
"Lo so perché sei qui, ma non cederò"
"Oh sì che lo farai"
Detto questo con uno scatto fulmineo si avventò sul ragazzo e premette la mano destra contro il suo collo, stringendo pian piano la presa.
Quest'ultimo spalancò gli occhi e boccheggiò, cercando di far entrare più aria possibile nei suoi polmoni.
"N-non puoi uccidermi, ti servo vivo"
Il moro gli lanciò uno sguardo di fuoco, continuando a stringere la presa, poi lo lasciò di scatto, facendo cadere il biondo a terra, che tossiva e cercava di far tornare il suo respiro regolare.
"Per ora" disse a denti stretti.
Il biondo lo guardò con uno sguardo di rabbia mista a paura, poi rise.
"Non mi avrai mai"
Dette quelle parole con un balzo si alzò e scappò, cercando di sfuggire al moro, che lo inseguì.
"Fermati bastardo!"
Ma quello non lo fece, voltò lo sguardo indietro e successe in un attimo: un auto lo prese in pieno, scaraventandolo per un paio di metri e cadde a terra con un tonfo.
Il conducente dell'automobile continuò la sua corsa senza fermarsi e lasciò il biondo in una pozza di sangue.
Il moro corse verso il ragazzo, toccandogli il polso per sentire le pulsazioni e poi urlò, un urlo carico di rabbia.
"Dannazione!"
Il ragazzo era morto, come era morta la possibilità di Zayn di avverare il suo sogno.
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Il sacrificio dell'angelo. |Z.M|
FanfictionLe vite di Zayn e Sophie sono costrette ad incrociarsi a causa di un errore del passato. Zayn è tutto ciò che non vorrebbe essere e per conquistare la propria felicità ha bisogno di una sola cosa: compiere del male.
