PROLOGO
Andiamo al Pandemonium, aveva detto.
Ci divertiremo, aveva detto.
Mercoledì 10 dicembre
Era calata la sera da un po' quando un gruppo di ragazzi entrò in un locale molto conosciuto nei pressi di Brooklin.
Il Pandemonium, il ritrovo dei giovani piu strani della città.
Di solito i ragazzi che frequentavano questo luogo avevano come minimo qualche piercing, capelli tinti di colori improponibili, tatuaggi assurdi che ricoprivano interi arti.
I ragazzi si aggiravano con fare deciso, cercando qualche ragazza abbastanza conturbante.
Le ragazze, dal canto loro, si muovevano ancheggiando e mostrando più carne possibile.
E i ragazzi del gruppo erano forse fin troppo ordinari rispetto al resto delle persone che frequentavano quel locale. Tanto ordinari che tutti si sarebbero girati a guardarli, se solo li avessero visti.
Infatti, giusto in quel momento, una ragazza passava indisturbata tra la folla. Le maniche di pizzo del vestito le coprivano i marchi neri che aveva sulla pelle, mentre le gambe scoperte risultavano ancora più lunghe e magre grazie agli alti tacchi che portava.
"Mai meno di diciotto centimetri!" le aveva insegnato zia Izzy, una battuta di dubbio gusto che però veniva seguita assiduamente dalla nipote.
I capelli biondi erano raccolti in una treccia laterale che lasciava scoperta l'enorme scollatura che aveva sulla schiena.
Gli occhi verdi erano contornati da una spessa linea di eye-liner e le ciglia lunghe e nere di mascara proiettavano lunghe ombre sugli zigomi pronunciati.
La pelle dorata risaltava contro il nero dell'abito, rendendola particolarmente piacente agli occhi maschili e particolarmente succulenta agli occhi dei demoni.
L'insieme aveva però suscitato leggere occhiate di disapprovazione da parte del padre e della madre. Ma si sa: Johnatan Herondale e Clarissa Morgenstern erano particolarmente attenti alle loro figlie.
Giusto in quel momento incontrò sua sorella tra la folla di ragazzi sudati e appicicaticci.
«Trovato qualcosa?» le chiese appena la raggiunse.
«No. Nessuna presenza demoniaca. Manco un briciolo. E nessun ragazzo che mi ha invitato a ballare.»
«Helena! Non siamo qui per divertirci! - la apostrofò la sorella - E poi non ti possono vedere!»
«Certo, sempre la stessa storia! "Non ti possono vedere Helena!" Ma allora ditelo che sono orribile! Vado a rintanarmi in un angolo a piangere! - disse trasudando ironia - Se non lo avessi capito, Camille, quello di prima era sarcasmo.»
La bionda la guardò inarcando un sopracciglio dorato.
La sorella non sarà stata forse magra come lei, ma si faceva notate, non tanto in bellezza quanto in carattere. Era solare, sì, ma aveva preso quell'atteggiamento sarcastico e leggermente arrogante che caratterizzava il padre.
Per il resto, forse a parte per la statura, somigliava di più alla madre. I capelli mossi tendenti al ramato le ricadevano lunghi sulla schiena, la pelle candida che contrastava particolarmente col vestito grigio antracite lungo fino ai piedi. Le maniche a tre quarti lasciavano scoperti i polsi agghindati di braccialetti e lo spacco a lato della gonna lasciava scopera la gamba destra, quella priva di marchi. Calzava anche lei sandali col tacco alto e anche le caviglie erano ornate di gioielli argentati.
Gli occhi di un blu intenso ricordavano quelli di zio Alec, ma nonna Jocelyn aveva detto che erano uguali a quelli di Stephen, il padre di Jace.
«Provo a fare un altro giro, non si sa mai che qualche demone non salti fuori all'improvviso.»
La rossa spostò lo sguardo vispo lungo tutta la pista da ballo, poi partì, sperando ardentemente di trovare un solo demone in tutto il Pandemonium.
Aveva sviluppato fin da piccola, come era successo per la sorella, uno spirito da guerriera.
Andare a caccia di demoni la rendeva ciò che era, la rendeva fiera di sè, una volta tanto. Lei era nata per essere una Shadowhunter, era una cosa molto più profonda di un "semplice" fatto di sangue.
Finalmente, dopo aver fatto quasi il giro intero della sala, riuscì a trovare un piccolo spazio tra i ragazzi che ballavano.
Riuscì a infilarsi, sentendo il calore emanato dai corpi e la puzza di sudore come una cappa sopra la sua testa, poi scomparve tra la folla.
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