Quasi 18 ore di viaggio,scherziamo?

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La sveglia suonó puntuale per avvisarmi che era arrivato il grande giorno e dovevo sbrigarmi se non volevo perdere il volo per Sharm el-Sheikh,località dell'Egitto.
Presi gli ultimi bagagli e li caricai in macchina,poi andai in cucina per far colazione.
Mia mamma era così contenta dell'idea che avrei rinunciato ad un'estate piena di alcool,feste con gli amici e magari a qualche scappatella con le ragazze per andare a lavorare. Apri la dispensa e mangiai i miei soliti e amati coco pops per poi dirigermi in macchina,con mia mamma.
L'aeroporto distava circa una ventina di minuti da casa mia,per la durata di tutto il tragitto mia mamma iniziò a spiegarmi le motivazioni del perché fosse così felice che io fossi andato a lavorare per aiutare la famiglia.
sinceramente? Non stavo seguendo neanche una parola che usciva dalla sua bocca,ero intento a guardare fuori dal finestrino,quest'idea di lavorare mi spaventava e mi scocciava allo stesso tempo.
L'idea di dover stare in mezzo a tutti quei piccoli marmocchi mi faceva venire il voltastomaco, l'idea di dover alzarmi la mattina presto mi faceva venire il voltastomaco ,l'idea di ballare "il coccodrillo come fa" con dei marmocchi mi dava su il voltastomaco, l'unica cosa positiva in tutto questo,e che sarei stato in camera da solo.
Tra un pensiero e l'altro mi sentì toccare la spalla,
"Lukey siamo arrivati"mia mamma disse prima di scendere dalla macchina. Feci un grande respiro e andai a tirare giù le valigie.

Mia mamma,dopo aver fatto il check-in,mi guardò con le lacrime agli occhi e mi sussurrò un "Grazie" e poi mi diede uno dei suoi abbracci.
Lei era molto praticolare con gli abbracci,cioè,diceva che erano i mezzi più 'genuini' per trasmettere alle persone più amate che cosa si provava.
"Un abbraccio può cambiare la giornata in meglio" quella era la frase che usava 24 ore su 24,era un tipo di motto per lei.
Ricambiai calorosamente l'abbraccio per poi lasciarla.

L'aereo del mio 'nuovo' villaggio devo dire che era davvero molto bello.
Mi sedetti nella prima fila,dalla parte del finestrino. Passarono 10 minuti prima che la voce del capitano iniziò ad entrare nelle orecchie dei passeggeri.
"buongiorno passeggeri,è il capitano che vi parla,benvenuti a 'Flydown' una delle compagnie più ricercate di tutto il mondo. Le ore di viaggio saranno di 17h e 46 minuti."
"quasi 18 ore di viaggio,scherziamo?" Mormorai tutto frustrato
"Quando l'aereo inizierà a decollare di prega di spegnere o mettere in modalità aereo tutti i dispositivi elettronici,e bla bla bla" mi allacciai la cintura,misi in modalità aereo il telefono e feci partire 'strip that down',la prima canzone della mia playlist per far passare quelle lunghissime e infinite 17 ore.

Finalmente eravamo atterrati. Era stato un viaggio davvero lungo,molte volte passava l'hostess,che appena mi diede il piatto di lasagne sul tovagliolo mi scrisse  il suo numero con scritto "chiamami",gli feci uno dei miei sorrisoni pieni di semplicità,lei rispose con un occhiolino e mi salutò.
Non avevo nessuna intenzione di chiamarla,non che non fosse bella,era castana chiara con gli occhi verde smeraldo magra e slanciata,solo che non era il mio tipo,mi piacevano le ragazze con un po' più di curve.
Andai a ritirare i bagagli e presi la navetta che mi portó direttamente nel villaggio dove avrei dovuto lavorare.

Arrivai davanti all'entrata del villaggio presi le  valigie e mi diressi nella hall dove c'era il capo villaggio ad aspettarmi. Il suo nome era Niall,Niall Horan, dopo essersi presentato mi consegnò le chiavi della mia stanza. Lo ringraziai presi l'ascensore che mi portò al sesto piano, camminai fino alla camera 507 girai le chiavi nella serratura aprì la porta e con mio grande stupore vidi che il letto vicino alla finestra era occupato da un soggetto che aveva i capelli blu tutti spettinati.
"E tu dovresti essere?" Dissi con tono scocciato.
Alzò lo sguardo dal telefono e finalmente riuscì a vederlo bene in faccia. Aveva gli occhi di un verde chiaro,che anche nonostante la poca luce nella stanza luccicavano e le sue labbra erano sottili.
"Michael Clifford,senti coso sono meno contento di te di dividere la stanza con uno sconosciuto" disse con aria superficiale
"Il mio nome sarebbe Luke Hemmings,non coso" dissi mettendo la prima valigia sul letto per disfarla
"Mettiamo in chiaro due cose, ho bisogno dei miei spazi quindi non rompere i coglioni è tutto andrà per i meglio" disse facendomi un sorriso falso. Credo di non avere mai visto sorriso così falso. Pensare che avrei dovuto dividere la stanza per 4 mesi con una persona così mi veniva il voltastomaco,alzai gli occhi al cielo e iniziai a mettere a posto i miei vestiti.

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⏰ Last updated: Aug 17, 2017 ⏰

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