Mi trovavo in una foresta. La luce del sole filtrava attraverso le chiome degli alberi in piccoli raggi sottili.
Mi guardai intorno spaesata.Come diavolo c'ero finita li? Non mi ricordavo nulla, e il panico cominciò a farsi strada in me. Che fosse tutto un sogno? Forse. Ma era tutto così realistico!
Iniziai a camminare e man mano che andavo avanti gli alberi diventavano più fitti e la luce piano piano diminuiva, finché non dovetti aspettare di abituarmici per poter continuare ad andare avanti. Ad un certo punto vidi una figura in lontananza avvicinarsi. A mano a mano che si faceva più vicina riuscivo a distinguerne le sembianze: non era umana. Era un leone. Quando mi fu davanti dovetti trattenermi dall'istinto di scappare a gambe levate dalla parte opposta. La sua criniera dorata e il manto liscio lo rendevano una creatura meravigliosa, e il suo sguardo possedeva un qualcosa di spaventoso ma regale allo stesso tempo, con i suoi due occhi dorati che mi scrutavano, leggendomi dentro.
D'un tratto la creatura ruggì. Un ruggito potente, degno di una creatura così affascinante, che mi fece indietreggiare d'un passo. Poi parlò.
-Finalmente riusciamo a incontrarci, principessa Leslie-
Rimasi immobile, cercando si assimilare le parole dette dal leone. Adesso avevo la certezza che fosse un sogno, ma non mi aveva lasciata indifferente quello che aveva detto. Intanto come faceva a sapere come mi chiamavo? E perché mi aveva chiamata principessa? Quelle parole nella mia mente non avevano un senso. Ma soprattutto: chi era quella creatura parlante davanti a me che tanto mi affascinava?
-certo che sei proprio stupida, in un sogno tutto è possibile, anche che un leone sappia il tuo nome- mi disse la coscienza, e questa volta dovetti darle ragione.
Prima che potessi dire qualsiasi cosa il leone disse -Io sono Aslan, creatore di Narnia. E tu, bambina mia, sei stata lontana da casa troppo a lungo.-
Lo guardai perplessa. Il suo nome mi era familiare, ma non riuscivo a collocarlo da nessuna parte nella mia memoria, era come avere la risposta sulla punta della lingua, ma non riuscire mai a trovarla. Dopo un po' mi decisi a parlare.
- Io non capisco di cosa stai parlando. Io non ho una casa, non l'ho mai avuta- dissi sputando acidamente quelle parole, e un dolore mi prese il cuore.
Odiavo la mia vita. L'unica cosa che non mi faceva diventare pazza era la scuola, dove mi impegnavo come una matta per cercare di non pensare troppo alla mia vita. Infatti venivo chiamata "la strana", dato che stavo sempre da sola a leggere e mi isolavo dal mondo. Ma loro non sapevano che io leggevo per poter scappare in un mondo lontano, scappare da quelle persone che mi insultavano solo perché ero diversa.
Aslan interruppe i miei pensieri.
- Tu ce l'hai una casa, solo che non te la ricordi, ma a breve ci tornerai, mia cara, e dovrai fare una scelta che potrebbe cambiarti la vita.- mi disse con tono dolce e comprensivo Aslan.
-Sono confusa, non riesco a capire... Cambiarmi come la vita?-
-Questo dipende solo da te, ma non ti preoccupare, presto capirai le mie parole. Ma per poter capire avrai bisogno dei re e le regine di Narnia.- mi rispose lui, con un tono che faceva pensare che stesse parlando con un bambino di due anni.
- I figli d'Adamo e le figlie d'Eva?- chiesi incerta.
-Si, bambina mia. vorrei poter stare ancora con te per poterti spiegare di più, ma il nostro tempo purtroppo è scaduto. Arrivederci Leslie.-
-No! Aslan ti preggo aspetta!-
Un suono assordante mi suonava in testa. Tutto si dissolse, Aslan compreso, e io mi risvegliai con il rumore sgradevole della sveglia nelle orecchie.
ANGOLO DELLA PAZZA
Ciao! Questa è la mia prima fanfiction, quindi vi prego non uccidetemi! Spero davvero che vi sia piaciuta e se ci sono errori d'ortografia vi prego di scusarmi! Spero anche di essere riuscita a farvi interessare alla storia.
UN SALUTO A TUTTI VOI ABITANTI DI NARNIA !
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Dream Through the Mirror
Fanfiction|Storia ambientata ai giorni nostri| Leslie è una giovane ragazza di 17 anni. Da quando aveva 8 anni ha vissuto in orfanotrofio e ha sempre avuto problemi con le famiglie affidatarie. Ma tutto cambia quando in sogno le compare un maestoso leone.
