Entro in casa ancora barcollante per le cinque (o più) bicchieri di Vodka che ho preso in discoteca.Quando mi giro per poggiare la piccola borsa di pelle nera sul divano,vedo un' ombra vicino alla finestra.
- ma cos- sussurro cercando di mettere a fuoco,ma niente: ľ ombra è già sparita.
"Sarà l' alcool a farmi quest' effetto" penso posando la borsa.
Salgo sopra e inizio a mettermi il pigiama anche se la sensazione di essere osservata non svanisce.Mi metto a letto e cerco di non pensarci,è meglio così.
All' improvviso il ruomore della porta mi fa sobbalzare: chi può essere a quest'ora?E che è venuto a fare qui?!Mi alzo in fretta e furia per poi chiudermi nel bagno di camera mia.Chiudo la porta e chiave e mi accascio ad essa
- dov' è quella mocciosa?Perchè devo essere sempre io ad uccidere queste stupide ragazzine?non può farlo Toby?No eh- sento borbottare dalle scale...
Ha detto "perchè devo sempre io uccidere queste stupide ragazzine?" quindi è un killer...sono fottuta!
La porta di camera mia cigola e sento dei passi vagare per la camera
-dov' è quella bastarda,cazzo?!- urla il ragazzo in preda alla rabbia.
Poi si avvicina alla porta del bagno,sento i suoi passi vicini.
Ed ora?!Come faccio?Guardo la doccia e ci entro dentro.So che è stupido come nascondiglio però è l'unica cosa che mi permette di salvarmi.
- Apri questa porta,so che sei lì dentro T/n!-
Urla dando calci alla porta mentre ringhia.
Chiudo gli occhi sperando che sia solo un incubo,ma quando li riapro capisco che tutto questo è pura realtà.
Dopo vari calci e imprecazioni il killer sfonda la porta.Posso vederlo: ha una felpa bianca,pantaloni neri e scarpe da ginnastica nere. Quando si gira verso di me,abbassa il cappuccio mostrando la sua bruttissima pelle bianca bruciata.Lui è così...inquietante!I suoi capelli neri sono bruciacchiati,non ha le palpebre ma contorni neri,le pupille sono due punti neri,non ha il naso e...la sua bocca!Ha un sorriso che dalle labbra si estende fino alle orecchie e sta perdendo sangue da questo sorriso.
- Non puoi scappare- dice avvicinandosi a me per poi darmi un calcio nello stomaco facendomi piegare in due,poi un altro sulla gambe e altri ancora.
Mi risveglio su un lettino di ospedale.Vicino a me ci sono mamma e papà che appena mi vedono piangono dalla gioia.Ma che è successo?ah ora ricordo...
I miei genitori sono andati via,finalmente.
Abbasso lo sguardo e vedo qualcosa sul petto.Con la mano non ferita abbasso un po' la maglietta e vedo una "J" sul mio cuore.
Lui mi ha marchiata.
