Il suono della sveglia echeggia nella stanza alle 6 in punto. Il tepore delle coperte avvolge il mio corpo semi dormiente, il cervello cerca di incanalare la forza per svegliarsi totalmente.
La sveglia cantava oramai da 5 minuti, fino a che, con un tocco la scaraventai a terra. Mi alzai dal letto con fare zombie per fare una doccia, prima di recarmi al lavoro. Stare sotto l'acqua calda corrente sarebbe da mettere tra le meraviglie del mondo, non come la mia immagine riflessa nello specchio . Insomma, ammetto di non essere un granché da appena sveglia, occhi gonfi, trucco colato e km di occhiaie, L' urlo, il celebre dipinto di Edward Munch, ecco cosa rifletto questa mattina.
Non è dei più graziosi, non ritrae una ragazza dai lineamenti angelici, ma posso ritenermi bella come quest'opera . Ciò che esprime attraverso i colori, ciò che suscita, ciò che racconta, questo per me significa bellezza, ognuno ha la propria filosofia riguardo alle cose, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che ha qualcosa da raccontare, questa è la mia opinione. Persi del tempo, sarei dovuta correre per arrivare al lavoro. Mi detti un ultimo sguardo allo specchio e varcai l arcana porta. La linea insorpassabile che divideva il mio mondo dal resto del mondo. Quel mattino ero decisa, non mi pesò lasciare il mio nido. Non ebbi nemmeno il tempo di fare colazione, un strombettare continuo si udiva fino dall altra parte della strada. La mia amica, Abby, mi aspettava nella sua auto, per il mio primo giorno di lavoro. Durante la strada l ansia stava prendendo il sopravvento ma osservando la mia coloratissima Silver Lake tutto lentamente si attenuava. Silver Lake, ricoperta dalla natura, cosi verde che ti ci perdi, il riflesso argenteo del lago quasi abbaglia. Da lontano scorgo due uomini darsi un bacio, due amici in bicicletta, un commesso aprire il suo coloratissimo negozio, quanto amore c'è in tutto questo. Forse cio che temevo era proprio affrontate qualcosa di nuovo, provare cose nuove, innamorarmi di cose nuove. Spesso mi spaventa tutto quello che non conosco non ho l animo da avventuriera. Non mi era mai passato per la testa di lasciare il mio quartiere e forse mai l avrei fatto. D altronde ho tutto, la mia famiglia, i miei amici, correvo verso un nuovo lavoro, eppure emotivamente mi sentivo a metá. Abby dal mio viso leggeva l ansia, sapeva quanto fossi agitata. Chi non lo è quando affronta una cosa per la prima volta? Non che fare la cameriera in una caffettiera fosse la maggiore delle mie aspirazioni, dovevo accontentarmi. Dovevo? Ero dubbiosa, volevo davvero accontentarmi di servire caffè e cupcake tutta la vita? Mi prese quasi un attacco di panico davanti al locale. Immaginavo già il mio futuro. Una famiglia, dei figli, passare tutto il tempo a lavoro, servendo caffè a chi ha rischiato per fare cio che voleva davvero, per poter mantenere l assicurazione sanitaria, la macchina, le bollette, la scuola, stare ad ascoltare quelle persone che raccontano la loro vittoria mentre tu puoi solo immaginare "cosa sarebbe stato se". Respirando a fatica, tornai alla realtà ricordando che mia madre mi aiutò ad ottenere il lavoro e non volevo deluderla. Le dissi che mi sarebbe piaciuto lavorare li, dovevo accettare le conseguenze per le mie parole. Presi coraggio e superai l entrata, era davvero ciò che desideravo?
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Caos
RomanceMi capita spesso di pensare a come sarebbe il futuro. Ma ad un tratto vengo ricatapultata qui, un salto da una gigantesca altalena, nella mia vissuta e amatissima camera. Una camera difficile da abbandonare quando sai che al suo interno sei invincib...
